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Contestata la dinamica scaturita dalla perizia: Mattia BURATTINI, pur viaggiando veloce, non si trovava in fase di sorpasso quando è avvenuto lo schianto.
Questa almeno la tesi evidenziata dalla difesa del giovane cameriere di Polverigi, rappresentata dall’avvocato Marina MAGISTRELLI. Secondo il perito di parte, BURATTINI non si trovava a superare altre auto ma viaggiava certamente veloce, in direzione sud, quando l’Alfa Romeo 147 con alla guida Aurora CARUSO si è immessa in Adriatica, in direzione nord, senso contrario a quello del ragazzo.

Occorre fare chiarezza definitiva su quanto realmente accaduto; certezza che, purtroppo, i documenti che formano il fascicolo, appare ancora lacunosa. A partire, ad esempio, dalle testimonianze degli altri automobilisti presenti sulla scena dell’impatto e dalle circostanze in verbale non ancora del tutto chiarite.
Secondo la controparte, infatti, fermo restando la vicinanza umana alla memoria di una giovanissima ragazza che ha pagato con la vita una serie di circostanze fatali, c’è necessità di mettere punti fermi su quanto accaduto realmente, a partire dall’ascolto della ricostruzione dell’episodio fatto da BURATTINI dinanzi al Pubblico Ministero.
L’indagato chiederà di essere sentito prima possibile dal Pm Serena BIZZARRI “così da consentire una ricostruzione esatta della dinamica – ha spiegato Marina MAGISTRELLI, legale di BURATTINI – e far emergere la verità, come sostenuto sin dall’inizio”.
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