RIDERELLI, LAMPA, SANTINELLI, BUGLIONI E ZOPPI
GLI ANARCHICI OSIMANI I PRIMI SOSPETTATI DEL FURTO

RIDERELLI, LAMPA, SANTINELLI, BUGLIONI E ZOPPI GLI ANARCHICI OSIMANI I PRIMI SOSPETTATI DEL FURTO

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Il processo a carico di alcuni del gruppo non portò alla soluzione del caso. Dai rapporti segreti di Polizia conosciamo meglio i nostri antenati, probabilmente “colpevoli” di desiderare più di altri una società più giusta


Edoardo RIDERELLI

Edoardo RIDERELLI, nasce ad Osimo il 29 gennaio 1880 da Giuseppe e Maria MEZZELANI; calzolaio. 

Sin dalla fine dell’Ottocento è fra gli anarchici più in vista nella nostra città (circa 19.000 abitanti ad inizio Novecento), insieme a Mario SANTINELLI ed Ezio LAMPA, tutti coetanei. 

Tre anni dopo avere scontato la prima pena (per lesioni e porto d’arma), nel maggio 1900 RIDERELLI è sorpreso a Osimo mentre affigge manifesti sovversivi e condannato a cinque mesi di carcere; nel febbraio seguente 1901 viene di nuovo messo agli arresti per avere innalzato la bandiera del gruppo anarchico osimano ai funerali di un libertario. Espletato il servizio militare, RIDERELLI prende a girare l’Italia: è a Genova, Milano e Roma finchè  nel febbraio 1908 non si imbarca alla volta di Buenos Aires, dove resta solo per qualche mese. 

Tornato a Osimo, riprende a svolgere attività politica. Nell’ottobre 1910 è fra i promotori di una conferenza di Giovanni GAVILLI e nel marzo 1912 partecipa, a Loreto, a una riunione privata fra i libertari lauretani e osimani allo scopo di dar vita a una cassa di mutuo soccorso fra anarchici. 

Come esponente del gruppo anarchico di Osimo, che conta fra gli altri Raniero ZOPPI, Davide CORIANI e Umberto ZAMPA, il 31 agosto 1912 RIDERELLI accoglie Errico MALATESTA, giunto in città per tenere una conferenza. 

Dopo una nuova parentesi carceraria, probabilmente per violenze, il 24 febbraio 1914 RIDERELLI viene rimesso in libertà e ha così modo di prendere parte alla settimana Rossa di Ancona. 

Processato, amnistiato e richiamato alle armi durante la Grande guerra, sembra poi volersi dedicare esclusivamente al negozio di frutta e verdura aperto a Osimo. Nondimeno, nel giugno 1920 è di nuovo messo agli arresti per i tumulti legati alla rivolta dei bersaglieri. 

Durante il fascismo, pur mantenendo idee anarchiche ed essendo sottoposto a perquisizione domiciliare nel febbraio 1931, non svolge alcuna attività politica. 

Muore a Osimo il 10 ottobre 1932 all’età di 52 anni.


Uno dei simboli dell’Anarchia di fine ‘800

Ezio LAMPA

Ezio LAMPA, nasce a Osimo il 18 aprile 1880 da Pietro e Giuseppa RIDERELLI; operaio, sarto. 

Con Mario SANTINELLI ed Ercolano RIDERELLI è l’anarchico più attivo in città negli anni fra il XIX e il XX secolo. 

Cura soprattutto la diffusione locale de ”L’Agitazione”, mantenendo i contatti con Giovanbattista CARBONI; ma distribuisce anche “Combattiamo”, L’Avvenire sociale” e “La Nuova civiltà”. 

Prende parte ai moti del 1898, per i quali subisce una condanna in primo grado, poi amnistiata. Dopo alcune pene per lesioni volontarie e porto illegale d’arma, LAMPA finisce in carcere nel febbraio 1901 per avere portato al funerale di un libertario la corona del gruppo anarchico di Osimo. 

Si reca due volte a Roma, forse per lavoro, ma in entrambi i casi viene tradotto nella sua città d’origine con foglio di via obbligatorio. 

Infine nel gennaio 1903 si sposa ed emigra in Brasile, probabilmente stabilendosi a San Paolo. Da questo momento, all’età di 23 anni, se ne perdono le tracce. Si ignorano data e luogo di morte. 


Uno degli arresti giovanili di Mussolini nel 1915

Mario SANTINELLI

Mario SANTINELLI, nasce a Osimo il 10 novembre 1880 da Donato e Maria Giorgetti; operaio. 

Con Ezio LAMPA ed Ercolano RIDERELLI è il personaggio più noto del piccolo nucleo socialista-anarchico osimano, attivo fra Otto e Novecento. 

Propagandista “di molta intelligenza ed astuzia” (Ufficio Pubblica Sicurezza di Osimo, 14 maggio 1900), riceve e distribuisce la stampa del movimento nella nostra città. Partecipa ai moti del 1898, per i quali viene rinviato a giudizio e assolto. 

Condannato due volte per affissione di manifesti sovversivi nel maggio 1900, il nominativo di SANTINELLI figura fra i registri sequestrati nella sede de “L’Agitazione” nel luglio seguente. 

Il 22 febbraio 1901 porta una corona con nastro rosso-nero ai funerali di un anarchico osimano e la polizia, ritenendo che si tratti di manifestazione sediziosa, lo arresta con LAMPA e RIDERELLI: la pena per i tre sarà di due mesi e mezzo di prigione. 

Alcune settimane dopo, di ritorno con altri individui da una conferenza tenuta dal repubblicano Luigi DE ANDREIS a Castelfidardo, si imbatte in una pattuglia di Carabinieri che tenta di arrestare uno dei suoi compagni: ne nasce una colluttazione, infine SANTINELLI riesce a scappare e “senza attendere il processo e la condanna” emigra a Buenos Aires. 

In Argentina stringe inizialmente i contatti con gruppi libertari, ma poi abbandona la politica. Le notizie sulla sua permanenza nella capitale sudamericana sono molto scarse, anche perchè egli non cura alcun rapporto epistolare con l’Italia. Stando a informazioni di incerta attendibilità, Mario SANTINELLI muore a Buenos Aires nei primi anni ’20, attorno ai 40 anni. 


La tela del Lotto scomparsa nel 1911 e del cui furto vennero ingiustamente accusati alcuni anarchici osimani

Giovanni Carlo BUGLIONI

Giovanni Carlo BUGLIONI, nasce a Osimo il 23 giugno 1875 da Settimio e Rosa ZOPPI, calzolaio, poi commesso daziario. 

Le note di Polizia lo indicano come il più intelligente e colto fra gli anarchici osimani, benchè la sua istruzione non vada oltre le classi elementari. 

Nel 1898 il Tribunale di Ancona lo condanna a 30 giorni di carcere per grida sediziose e rifiuto di obbedienza in seguito ai moti per il rincaro del pane. 

Collaboratore di “Volontà”, è il referente dei libertari della zona, i quali gli recapitano denaro che egli invia poi ai giornali del movimento, in particolare allo spezzino “Il Libertario”. 

BUGLIONI è fra gli organizzatori della manifestazione che si tiene a Osimo il 31 agosto 1913, alla quale interviene Errico MALATESTA parlando sul Progresso dei partiti. 

La sua attività politica cessa con la conquista del potere da parte del fascismo, sebbene durante il Ventennio continui a dichiararsi anarchico e subisca una perquisizione domiciliare nel febbraio 1931. Il 30 luglio 1940 viene cancellato dall’elenco degli schedati. Muore a Osimo il 14 giugno 1949 all’età di 74 anni.


Un altro dei simboli dell’Anarchia di 140 anni fa

Raniero ZOPPI

Raniero ZOPPI, nasce a Osimo l’8 febbraio 1878 da Vincenzo e Teresa TRAVERSA, facchino. 

All’inizio del Novecento è uno degli anarchici più importanti della città. Avido lettore della stampa del movimento, in particolare de “Il Pensiero”, “Il Libertario” e “Germinal”, ZOPPI partecipa a tutte le iniziative dei libertari locali. 

Nel 1907 si impegna a raccogliere offerte per sostenere la difesa degli imputati delle bombe di Ancona e nel 1912 organizza a Osimo la conferenza “Gli anarchici e l’attuale momento politico!” che ha per relatore Casimiro ACCINI. 

Il 9 e 10 febbraio 1913 ZOPPI presenzia al Congresso anarchico umbro-marchigiano (tenuto a Fabriano) e una settimana più tardi è a Loreto, insieme ad altri libertari di Osimo e Ancona, per discutere “Le modalità per la costituzione di una cassa di mutuo soccorso, mediante versamenti di quote mensili, per soccorrere gli ammalati e i bisognosi”. 

La notte del 30 aprile di quello stesso anno 1913 le guardie lo scoprono affiggere un manifesto sovversivo per le strade della città e ZOPPI viene processato. 

Prende parte alla settimana Rossa di Ancona, tanto da essere rinviato a giudizio, con gli altri anarchici osimani Ercolano RIDERELLI, Settimio GAGGIOTTI, Vincenzo MARCHEGIANI, Adelelmo e Carlo CANAPA “per attentato al lavoro, minacce e violenze ad agenti”, reati la cui condanna gli viene poi amnistiata. 

Il 25 ottobre 1914 si reca nella sede della Camera del Lavoro di Ancona per partecipare a un comizio pro vittime politiche, quale rappresentante del gruppo anarchico osimano, da lui stesso fondato nel maggio 1913. 

Durante il primo conflitto mondiale presta servizio nel 163° BrigaTa fanteria, di stanza all’Aquila. 

Nel dopoguerra ZOPPI continua nell’azione politica e si mette in evidenza nei moti di Ancona e provincia del giugno 1920 (Rivolta dei bersaglieri). 

L’arrivo al potere del Fascismo ne frena l’iniziativa; in ogni caso il regime lo sorveglia con puntualità così, in occasione delle nozze di Umberto di Savoia, ZOPPI viene fermato per misure di pubblica sicurezza e nel febbraio 1931 la sua casa è di nuovo perquisita dalla polizia. Muore a Osimo il 26 marzo 1947 all’età di 69 anni.


ECCO TUTTI I SINDACI DI OSIMO, DAL 1860 AD OGGI
160 ANNI COPERTI DA 43 MANDATI E APPENA 35 PERSONAGGI
PREGIUDICATO MENTE AI CARABINIERI, ARRESTATO PER DROGA
I MILITARI OSIMANI INCASTRANO PAKISTANO CON UNA FINEZZA

1 Comment

  1. Raniero Zoppi, mio nonno, era per la libertà e per la giustizia, avrei voluto conoscerlo e frequentarlo, quando lui è morto io avevo circa 7 anni, .sono tanto fiera di lui, ciao nonno Raniero!

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