TAGLIO DEL NASTRO SENZA VESCOVO
ALLA “NAVE” L’ULTIMA GAFFE DI PUGNALONI

TAGLIO DEL NASTRO SENZA VESCOVO ALLA “NAVE” L’ULTIMA GAFFE DI PUGNALONI

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Menichelli, “convocato” al 9.30 per disguido, giunge al centro commerciale a cose fatte!

 

TAGLIO DEL NASTRO SENZA VESCOVO
ALLA “NAVE” L’ULTIMA GAFFE DI PUGNALONI

 

La cerimonia, programmata per le ore 9, non ha potuto attendere l’arrivo del Cardinale

 

Tagliano il nastro tricolore di inaugurazione… senza attendere l’arrivo del Vescovo, pure invitato a benedire i locali!

La gaffe, che non avrebbe stonato nella serie Don Camillo e Peppone, è andata in onda lo scorso 27 aprile con l’avvio al lavoro del nuovo centro commerciale Simonetti.

E proprio come nella serie ideata da Guareschi, anche stavolta a confliggere sono i due poteri forti della vita politica e religiosa della città: il Sindaco Pugnaloni e Monsignor Menichelli.

Che i due non si stimino a vicenda è cosa pubblicamente nota fin dai tempi delle nomine alla casa di riposo Recanatesi. Menichelli indicò l’ex Sindaco Simoncini nel Cda della struttura e Pugnaloni non condivise, legandosela al dito.

Certo, mancata considerazione a parte, nessuno avrebbe potuto immaginare l’episodio che ha visto protagonisti la coppia al supermercato.

E’ successo che Monsignor Menichelli, invitato dallo stesso Pugnaloni, oltre che dalla famiglia Simonetti, a presenziare alla cerimonia, abbia informato per tempo il Cardinale, che ha accettato l’invito, come il taglio del nastro fosse previsto per 9.30

Puntualissimo come suo solito, S.E. è giunto nel complesso alle 9.25… più che puntuale e in tempo per indossare la stola e preparare l’aspersorio.

Se non chè, provate ad immaginare l’imbarazzo di Pugnaloni, il Sindaco gli si è fatto incontro confessando come la cerimonia era prevista, in realtà, per le 9… cioè mezz’ora prima, scusandosi – non immaginiamo con quali parole – per l’increscioso equivoco.

Menichelli che in carriera ne avrà pur viste di peggio, non ha mosso ciglio e – come nulla fosse accaduto – ha completato l’inaugurazione in solitario, mentre gli altri ospiti assaltavano il ricco buffet, con la dovuta benedizione dei locali!

Non sapremo mai se il Sindaco Pugnaloni nell’invitare il Vescovo Menichelli a presenziare e indicandogli l’orario delle 9.30 si sia trovato in perfetta buona fede o se invece, complice l’imminenza del pensionamento di Menichelli (il nuovo Vescovo è atteso a breve, da qui a settembre) Pugnaloni abbia invece preferito indulgere per un peccato veniale… ovvero prendendosi gioco del porporato che non stima e da cui è ricambiato.

Facciamo sommessamente notare come la questione – ore 9 o 9.30 – al di la della comunicazione sbagliata in buona fede, poteva ampiamente essere gestita al meglio evitando che di materializzare il guazzabuglio che invece ha fatto seguito al taglio del nastro Tricolore.

Fare una telefonata per comprendere la natura del ritardo e allungare l’attesa di pochi minuti… crediamo non avrebbe prodotto alcun danno al centro commerciale.

L’impressione di fondo, infatti, rimane proprio quella di qualcuno che ha voluto tendere una trappola a monsignor Menichelli al solo scopo di prendersi una banale, inutile, piccola, insulsa rivincita personale.

Siamo tutti certi che, di fronte al nuovo Vescovo di Osimo, ad esempio, il Sindaco non avrebbe badato, come è giusto, ad una maggior attenzione?

Probabile. Diremmo molto probabile.

Resta l’episodio di una gaffes istituzionale, quella di Pugnaloni intento a tagliare il nastro de “la Nave” solo, che fa il paio con l’ordine di suonare le campane a festa, appena a gennaio di quest’anno, per il ritrovamento in vita di Marina e Domenico!

In appena 4 mesi due episodi, non esattamente positivi, regalati da Pugnaloni alla storia della città di Osimo, città un tempo non lontano non incline ai colpi di testa, alle uscite fuori dal convenzionale e per certi aspetti, scendendo nel particolare, persino vendicativa.

Si provi a trasportare indietro nel tempo la vicenda, senza arrivare per forza al periodo più tumultuoso del dopo Guerra, ma fermandosi ai più pacifici anni ‘60 e ‘70.

Ebbene mettiamo il buon Paolo Polenta, che mai nella vita avrebbe neanche sognato di trovarsi invischiato in una brutta figura del genere, e sostituiamolo con Pugnaloni; dall’altra parte mettiamo l’assai più temibile Monsignor Maccari (chiedere informazioni a San Pio) al posto del più accomodante Menichelli.

Dopo di che trasferiamoci tutti, idealmente, alle ore 9 del 27 aprile alla “Nave” e godiamoci lo spettacolo…





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