TERZO SONDAGGIO REGIONALE, IN CASA PD SCATTA L’ALLARME ROSSO
STUDIO COMMISSIONATO DAL PARTITO CONFERMA +6 PER ACQUAROLI

TERZO SONDAGGIO REGIONALE, IN CASA PD SCATTA L’ALLARME ROSSO STUDIO COMMISSIONATO DAL PARTITO CONFERMA +6 PER ACQUAROLI

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Per la prima volta nel corso della campagna elettorale i Democratici prendono in considerazione l’idea di una storica sconfitta. La conseguenza porta dritto dritto ad un derby Udc tra Ancona e Macerata per un seggio di maggioranza, con Latini grande favorito!


Allarme rosso in casa partito Democratico. La possibile imminente sconfitta alle Regionali sarebbe certificata, oltre che dai due sondaggi nazionali di agosto (Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore) anche da un terzo studio, al momento secretato, commissionato proprio dal Pd per toccare con mano la realtà.
Numeri duri, anche quelli in mano alla segreteria Dem, che certificano il cambio epocale di indirizzo scelto dai marchigiani: basta col Centro-Sinistra, voluto da una forchetta meno stretta di elettori (rispetto ai due sondaggi già pubblicati) ma pur sempre una differenza tra ACQUAROLI e MANGIALARDI di almeno 6 punti percentuali.
Quanto basta, visto che come ricorda PUGNALONI si vince anche per un solo voto di differenza, per mandare nel panico strutture politiche pur rotte a qualsiasi evenienza.
Se le ultime due settimane di campagna elettorale non stravolgeranno il sentiment emerso di quanti hanno deciso di andare a votare (resta in verità una larga fetta di indecisi, incerti se partecipare o meno), il Pd dovrà rassegnarsi a raccogliere le briciole, ovvero portare a casa meno della metà dei 15 consiglieri regionali uscenti!
Considerato che all’opposizione, in virtù del premio di maggioranza previsto per la coalizione vincente, andranno solo 11 rappresentanti su 30, di cui uno ad Italia Viva e un paio ai 5 Stelle, ecco che i seggi a disposizione del Pd potrebbero scendere fino a 7/8, a seconda dei diversi in casi.
Tradotto in pratica, nella circoscrizione che ci interessa – di Ancona – a passare l’esame dovrebbero risultare solo la gettonatissima, comunque vada, Manuela BORA e il Presidente del Consiglio uscente Antonio MASTROVINCENZO.
Rischia fortissimo l’ex Sindaco di Ancona Fabio STURANI (da troppo tempo fuori dai giochi) e soprattutto appare matematicamente fuori, dopo l’esclusione 2018 dal Parlamento, anche “Formaggino Mio” Emanuele LODOLINI, teoricamente scavalcato al quarto, inutile, posto pure dal Vice Sindaco di casa nostra Mauro PELLEGRINI.
Se Atene piange il Pd rischia seriamente di non potersi consolare neanche con la Sparta osimana che – ugualmente – pare non destinata a ridere; tranne nel caso di LATINI.

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Stando alla trasformazione in seggi delle previsioni di voto, la circoscrizione di Ancona, in caso di conferma, dovrebbe eleggere due consiglieri per la Lega, un consigliere a Fratelli d’Italia, uno a Forza Italia, uno all’Udc oltre ad un sesto probabile destinato al recupero dei resti; sull’altro fronte due consiglieri andrebbero al Pd e uno ai 5 Stelle per un totale complessivo di nove.
Considerato che a PELLEGRINI, visto il quadro disegnato, non gioverebbe persino un terremoto politico per scavalcare personaggi storici del Pd anconetano e che FORIA non è accreditato, in partenza, quale vincitore del raggruppamento stellato, volgiamo lo sguardo alla coalizione data come probabile vincente.
Fratelli d’Italia, in caso di un solo eletto, nonostante i buoni voti attesi, rischia di portare a casa il solo, immarcescibile, eterno Carlo CICCIOLI; con l’anconetano Marco AUSILI outsider per un eventuale bis legato alla conta dei resti.
Detto che Monica SANTONI (Forza Italia) non rischia, neanche per sbaglio, di battere l’intera concorrenza azzurra, non resta che analizzare le chances della Lega e dell’allegato ALESSANDRINI
A vincere la battaglia interna delle preferenze leghiste dovrebbe riuscire il consigliere uscente Sandro ZAFFIRI. Pur anziano, l’ex ferroviere e sindacalista Uil di Agugliano, 72 anni da compiere, dovrebbe riuscire a portare a casa quelle 1.500/2.000 preferenze utili per classificarsi primo di una lista qualitativamente studiata apposta debolissima, per non permettere facili infiltrazioni – come successo nelle Politiche 2018 con PAZZAGLINI e PATASSINI – a leghisti troppo dell’ultima ora.
Tutto da vedere il secondo classificato da ricercarsi tra Mirco BILO’, Lindita ELEZI e Stefania PALAZZESI. Zero chances per il nostro ALESSANDRINI eccetera (tra l’altro con un nome troppo lungo da ricordare e scrivere correttamente) e poco più per Milco MARIANI.
Detto che Fabio PASQUINELLI dovrebbe fare molto bene, portando i Comunisti ad un successo tanto inaspettato quanto inutile stimato oltre l’1%, non resta che Dino LATINI chiamato a duellare a distanza con il Consigliere regionale uscente Luca MARCONI (consigliere, Assessore e già Sindaco di Recanati), ex Senatore dal 2006 al 2008 (Casa delle Libertà) e attuale consigliere regionale Udc in carica. Il seggio Udc che scatterà (ex democristiani accreditati a grandi linee dal 2 al 4%) appare in bilico tra le circoscrizioni di Ancona e Macerata, con Ancona per una volta favorita. Da qui le notevoli chances per Dino LATINI di rappresentare al massimo livello, da solo, gli interessi di Osimo e della Val Musone.


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