FRANCESCA CARLI, DA ASSESSORE A SOPRANO DEI CONTRIBUENTI
Guerra totale a Loreto tra i promoter dello spettacolo. Una ditta del Maceratese, competitor dell'agenzia di Miro RIGA (da anni affidatario della serata del 2 agosto) ha presentato un esposto a Questura e Finanza sul caso di "Loreto Meraviglia", facendo saltare il tappo del conflitto di interessi
Di Sandro Pangrazi
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05-ott-2026
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5 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Se lo organizza, lo pubblicizza, lo assegna, lo finanzia e se lo canta.
E - secondo un esposto presentato in Commissariato ad Osimo - la totale opacità dei contratti impedirebbe persino di verificare chi abbia realmente incassato i fondi pubblici.
L'Assessore alla Cultura del Comune di Loreto, Francesca CARLI, si trova da giorni al centro di un paradosso amministrativo che si sta trasformando nel fulcro di un pesantissimo fascicolo, rimasto finora segretissimo nei cassetti della Questura, pronto a far tremare la Giunta guidata da Moreno PIERONI.
A settembre la Divisione Polizia Amministrativa e di Sicurezza (Pasi) di Ancona ha rotto gli indugi, piombando sul Comune di Loreto con un decreto urgente per acquisire tutti i contratti blindati della rassegna estiva "Loreto Meraviglia".
A far muovere gli investigatori non è stata, come sarebbe stato logico pensare, la politica locale, ma piuttosto una durissima faida commerciale: a firmare la denuncia che ha innescato un potenziale terremoto, è infatti un'agenzia di eventi concorrente del Maceratese, decisa a scardinare quello che ritiene un monopolio illegittimo dell'impresa falconarese "L'Olimpo" di Vladimiro RIGA.
L'operazione, coperta dal massimo riserbo, sul territorio vede in prima linea per i riscontri burocratici negli uffici di via Asdrubali proprio gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Osimo.
Al centro dei fari della Polizia è finita la gestione della sesta edizione del Premio Loreto Meraviglia, andata in scena in piazza Papa Giovanni XXIII lo scorso 2 agosto.
Quella serata ha materializzato un cortocircuito istituzionale e amministrativo mai visto all'interno della Giunta PIERONI: un grande evento estivo ideato, lanciato in conferenza stampa e finanziato dall'Assessorato alla Cultura, sul cui palco è salita come co-protagonista (nelle vesti però di soprano lirico, in arte Operapop) la stessa titolare dell’Assessorato!
Ovvero Francesca CARLI e il tenore pesarese Enrico GIOVAGNOLI, vincitori nel lontano 2009 della trasmissione cult di RaiUno "I Raccomandati".
Al centro del contendere la blindatura di un affidamento diretto, quindi senza alcuna gara pubblica, all’associazione "L'Olimpo" di Falconara Marittima, che ha gestito per conto del Comune di Loreto l'intero pacchetto affidandosi alla cura dello storico promoter Vladimiro "Miro" RIGA.
La faida dei promoter: sei anni di "regia unica" mascherata dal cambio delle sigle
Il retroscena sull'esposto, firmato dall'agenzia concorrente del Maceratese, sposta l'intera vicenda sul piano della regolarità commerciale e del rispetto della concorrenza.
Il Codice dei Contratti pubblici impone categoricamente il principio di rotazione degli affidamenti, una norma che è legge dello Stato da ben dieci anni (introdotta nel 2016 e ulteriormente blindata nel 2023) ideata proprio per evitare che un Ente pubblico crei un canale privilegiato costante con lo stesso fornitore, tagliando fuori le altre imprese del settore.
L'accusa, mossa dai competitor firmatari dell'esposto, punta il dito contro una gestione da sempre, ovvero che dura ormai da sei edizioni consecutive, svelando un'architettura burocratica studiata nei dettagli.
Chi ha sottoscritto l'esposto sa bene che, pur di non figurare sempre con lo stesso nome, l'appalto ha cambiato veste formale nel tempo.
Lo schema degli affidamenti si divide infatti in due blocchi precisi:
- Il triennio Marcheventi (2021-2023): l'associazione firma la nascita e il consolidamento del format del galà estivo per le prime tre edizioni.
- Il triennio L'Olimpo (2024-2026): nelle tre edizioni successive, fino allo show di quest'anno, la gestione formale e l'incasso dei fondi pubblici passano nelle mani della sigla falconarese.
A cambiare sono state solo le scatole contrattuali: la regia sostanziale, la struttura del pacchetto "chiavi in mano" e i beneficiari dell'accordo privato sono rimasti sempre gli stessi per sei anni di fila.
L'esposto inviato in contemporanea a Guardia di Finanza, INPS e Agenzia delle Entrate punta a spulciare proprio queste fatturazioni, per verificare se l'artificio delle sigle abbia aggirato la legge e alterato il mercato marchigiano dello spettacolo.
Il Sindaco fa quadrato, ma resta l'imbarazzo politico
Mentre il sindaco Moreno PIERONI fa quadrato attorno al suo Assessore alla Cultura, difendendo la validità formale dell'atto quadro e il successo di pubblico della serata, resta il mistero delle cifre.
Se si va a spulciare l'Albo Pretorio del Comune, della determinazione di spesa con la cifra finale liquidata all'associazione per lo show (che ha visto come ospite anche l'81enne Bobby SOLO) non c'è traccia.
I preventivi interni, come consuetudine, sono rimasti blindati nei cassetti per presunti motivi di "riservatezza".
Ma al di là dei tecnicismi giuridici e della formale violazione della rotazione che paiono già scritte, resta sul tavolo l'enorme imbarazzo politico per un amministratore pubblico che, nel senso più letterale e grottesco del termine, se la suona e se la canta.
Se il Comune avesse scelto la strada della gestione interna, contrattualizzando direttamente gli artisti, avrebbe liquidato solo i costi vivi, dimostrando che l'esibizione dell'Assessore-soprano era un autentico regalo a costo zero per Loreto.
Invece, preferendo la triangolazione opaca con l'intermediario privato, la Giunta PIERONI-CARLI ha finanziato il ricarico dell'agenzia con i soldi dei contribuenti, offrendo su un piatto d'oro una clamorosa grancassa di immagine privata all'Assessore più votato della città.
Un corto circuito etico, prima ancora che amministrativo, che ha finito per attirare i "raggi X" della concorrenza e del Commissariato osimano.
Nota di redazione:
OSIMO OGGI, come è naturale, resta a completa disposizione del Sindaco Moreno PIERONI, dell'Assessore Francesca CARLI e dei rappresentanti delle agenzie citate per accogliere e pubblicare tempestivamente repliche, note di chiarimento o smentite in merito ai fatti riportati.
IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
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