mercoledì, 11 febbraio 2026

REFERENDUM GIUSTIZIA, OGNI VOTO CONTA. LA PARTITA SI DECIDE SUL FILO DEL RASOIO

Senza l'ostacolo del quorum, il destino della riforma dipende tutto dalla mobilitazione: il "No" guida con pochi votanti, il "Sì" sorpassa se l'affluenza sale. FdI resta al 28,9%, crolla la Lega sotto l'effetto Vannacci

Di Sandro Pangrazi | 11-Feb-2026 2 min di lettura
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REFERENDUM GIUSTIZIA, OGNI VOTO CONTA. LA PARTITA SI DECIDE SUL FILO DEL RASOIO

Il prossimo 22 e 23 marzo al referendum costituzionale non ci saranno sbarramenti: la riforma della separazione delle carriere passerà o cadrà anche solo per un voto di scarto.

Proprio per l'assenza del quorum, i dati del sondaggio pubblicato ieri da YouTrend per Sky Tg24, assumono un valore ancora più critico, mostrando un'Italia spaccata in due blocchi quasi speculari.

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La spinta della partecipazione

L'esito del voto sembra legato a doppio filo a "chi" andrà alle urne, più che a quanti saranno in totale:

Con un'affluenza stimata al 46,5%: Il fronte del "NO" sarebbe oggi vincente con il 51,1%, lasciando il "SÌ" al 48,9%.

Con un'affluenza diremmo consistente, attorno al 59%, lo scenario si ribalta completamente. Se la partecipazione dovesse allargarsi a un pubblico meno polarizzato, il "SÌ" passerebbe in vantaggio con il 52,6%, contro il 47,4% del "NO".

In un quadro di frammentazione, la quota di astenuti e indecisi (35,3%) rappresenta il vero bacino da cui i due comitati referendari dovranno attingere per spostare l'ago della bilancia in una sfida dove, stavolta, chi resta a casa non potrà influenzare il risultato con la propria assenza.

Partiti: FdI domina, scossa a Destra con la lista Vannacci

Mentre il Paese si interroga sulla Giustizia, le intenzioni di voto politico cristallizzano i rapporti di forza tra i leader, con alcune variazioni significative registrate tra il 6 e il 9 febbraio:

Il podio: Fratelli d’Italia si conferma primo partito al 28,9%. Segue il Partito Democratico che sale al 21,2%, consolidando il ruolo di principale oppositore. Il Movimento 5 Stelle cresce leggermente all’11,8%, ma resta lontano dalla scia del PD.

Il travaso nella maggioranza: Il dato più eclatante è la flessione della Lega, che scende al 6,2% perdendo un punto netto. A pesare è l'ascesa di Futuro Nazionale (lista Vannacci) che si attesta al 3,9%, intercettando i voti in uscita dal Carroccio. Forza Italia mantiene invece la sua quota al 9,5%.

Il campo delle opposizioni: AVS fa un balzo in avanti arrivando al 7%. Nel polo liberale, Azione respira salendo al 4,0%, mentre Italia Viva (2,2%) e +Europa (1,9%) restano su percentuali ridotte.


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