A GIUDIZIO LE DERIVE DEL SANTONE, DEL CAMPO AGGREDI' LA BALEANI DANDOLE DEL LEI
Il 42enne siciliano, catturato a Londra dopo le apparizioni a "Chi l'ha visto?", doveva comparire davanti al Gup ad Ancona per il violento agguato del 2025 all'avvocatessa osimana Donatella BALEANI, presso il parking Archi di Ancona. Ma il furgone cellulare da Regina Coeli è arrivato in Tribunale fuori tempo massimo: il giudice PALLUCCHINI costretto a far slittare l'udienza a fine novembre. Per l'imputato si profila una stangata
Di Sandro Pangrazi
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02-ott-2026
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5 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
«Ancora non vedo mia figlia, nemmeno lei la vedrà più, glielo giuro su Dio».
È racchiusa in questa drammatica frase l'assurda incongruenza di un'aggressione feroce, condotta stringendo le mani al collo della vittima, ma formulata con una paradossale nota di formale rispetto, dando del "Lei" alla nota avvocatessa osimana Donatella BALEANI, legale della ex compagna dell'aggressore.
Un dettaglio agghiacciante che definisce i contorni della complessa vicenda giudiziaria di Salvatore DEL CAMPO, il 42enne di origini siciliane i cui processi sono pronti a ripartire al Palazzo di Giustizia di Ancona dopo una lunga latitanza internazionale e un clamoroso intoppo burocratico.
Dietro la violenza emerge, da subito, il profilo di una personalità fortemente disturbata e complessa: l'uomo, infatti, è noto per agire e presentarsi come una sorta di santone, facendosi promotore di accanite teorie anti-vaccini e di una netta avversione nei confronti della medicina ufficiale.
Una deriva ideologica radicale che l'uomo pretendeva di applicare anche sulla figlioletta minorenne della coppia, che all'epoca dei fatti aveva appena 3 anni.
Proprio questa visione estremista e i rischi per la salute della bambina avevano spinto la moglie alla drastica ma inevitabile decisione di avviare la causa di separazione, scintilla che ha poi innescato l'ossessione dell'uomo verso la legale della ex.
DALL'EVASIONE NEL SENESE ALLA SFIDA SUI SOCIAL E IN TV
I guai giudiziari per DEL CAMPO si erano aggravati quando era finito ai domiciliari proprio per le vicende legate alla aggressione dell'avvocatessa dell'ex compagna, considerata dall'uomo la regista della decisione della moglie di separarsi.
Una misura cautelare scontata parzialmente nel Senese, in una località dove un'amica si era offerta di ospitarlo.
Da lì, a settembre dello scorso anno, l'uomo aveva rotto il braccialetto elettronico dando il via a una lunga e rocambolesca latitanza internazionale senza mezzi, protrattasi, di fatto, sino a febbraio.
Un periodo di irreperibilità tutt'altro che silenzioso: l'uomo ha incredibilmente continuato a lanciare messaggi farneticanti e deliranti tramite la propria pagina Facebook, sfidando apertamente le autorità.
Una spavalderia social che si è rivelata il suo peggior errore, consentendo agli investigatori di tracciare i flussi digitali e localizzarlo con precisione in Inghilterra.
Prima della cattura, il fuggiasco ha persino registrato alcune estemporanee apparizioni su Rai 3 all'interno della nota trasmissione di Federica SCIARRELLI Chi l'ha visto?, alimentando il ulteriormente clamore mediatico attorno alle sue posizioni e quindi sulla fuga.
La latitanza si è poi interrotta bruscamente alla stazione internazionale di St Pancras a Londra, dove alla fine è stato intercettato e arrestato dagli agenti in un’operazione coordinata dalla Squadra Mobile dorica; fermo internazionale che ha poi portato alla rapida estradizione in Italia a marzo scorso.
UDIENZA IN FUMO PER IL RITARDO DEL CELLULARE DA REGINA COELI: IL GUP PALLUCCHINI RINVIA A NOVEMBRE
Il vero colpo di scena si è consumato nell'ultima udienza tecnica: il Gup Alberto PALLUCCHINI è stato infatti costretto a disporre il rinvio del procedimento alla fine di novembre a causa del clamoroso ritardo del furgone cellulare proveniente dal carcere romano di Regina Coeli.
L'imputato aveva richiesto espressamente di poter partecipare in presenza all'udienza presso il Tribunale di Ancona.
Tuttavia, i gravi ritardi nei trasferimenti stradali gestiti dalla Polizia Penitenziaria hanno fatto sì che il mezzo blindato giungesse a destinazione quando ormai l'orario prefissato era ampiamente decorso e le procedure ormai impraticabili.
Di conseguenza, il detenuto è ripartito alla volta della Capitale a bordo dello stesso blindato senza nemmeno poter scendere o mettere piede in aula.
Preso atto dell'inconveniente logistico e dell'impossibilità di garantire la presenza dell'imputato, il giudice PALLUCCHINI ha aggiornato il calendario fissando la nuova udienza preliminare per la fine di novembre, davanti alla collega giudice DE PALMA, data in cui si deciderà ufficialmente sul rinvio a giudizio del 42enne.
L'AGGUATO IN PARCHEGGIO E LA PROSPETTIVA DI UNA LUNGA SEQUELA DI CONDANNE
I fatti dell'aggressione risalgono alla mattina del 2 aprile 2025, nei pressi del parcheggio degli Archi ad Ancona.
Secondo l'impianto accusatorio, l'uomo avrebbe teso un vero e proprio agguato alla professionista osimana mentre questa si recava in Tribunale per lavoro, convinto nella sua visione alterata delle dinamiche giudiziarie che fosse lei la responsabile del suo allontanamento dalla figlia.
Bloccata appena scesa dall'auto e afferrata per il collo, l'avvocatessa BALEANI è stata spinta contro un muro, rimediando lesioni per 7 giorni di prognosi.
Solo la pronta reazione della vittima e le grida d'aiuto, che hanno richiamato alcuni passanti, hanno evitato il peggio.
Ora che l'estradizione ha rimesso l'uomo a disposizione dell'autorità giudiziaria italiana, per DEL CAMPO si prospetta una lunga e pesante sequela di possibili condanne.
I vari fascicoli aperti a suo carico si stanno infatti riattivando contemporaneamente: sul tavolo ci sono i reati di stalking e lesioni aggravate per l'agguato alla BALEANI, l'evasione dai domiciliari nel Senese, il danneggiamento del braccialetto elettronico e i pregressi procedimenti legati ai dissidi con la ex compagna.
Un cumulo di accuse che rischia di tradursi in una lunghissima permanenza dietro le sbarre.
Nel procedimento penale che sta per riprendere a novembre, l'imputato è difeso d'ufficio dall'avvocato Davide TOCCACELI, mentre la persona offesa, l'osimana Donatella BALEANI, si è costituita parte civile ed è seguita dall'avvocato Alessandro CALOGIURI.
Al vaglio per la sessione autunnale c'è anche la costituzione di parte civile del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, rappresentato dal Presidente Gianni MARASCA.IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
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