RICOSTRUTTOPOLI, PISTARELLI SCENA MUTA DAVANTI AL GIP, COFANELLI LAVORA PER IL RIESAME: «CONTESTO DA CHIARIRE, SPERO LASCI IL CARCERE»
A Montacuto l'ex braccio destro di Acquaroli sceglie il silenzio, mentre la difesa è al lavoro per smontare le intercettazioni e chiedere la scarcerazione

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Ha scelto la linea del silenzio Fabio PISTARELLI, l'ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco ACQUAROLI, ascoltato questa mattina nel carcere di Montacuto per l'interrogatorio di garanzia davanti alla gip del Tribunale di Ancona, Sonia PIERMARTINI.
L'avvocato PISTARELLI – una delle figure chiave della maxinchiesta "Ricostruzione" condotta dalla Dda dorica, che conta 51 indagati e 8 persone in carcere – si è avvalso della facoltà di non rispondere.
A confermarlo, al termine del colloquio in carcere, è stato il suo legale, l'avvocato Gabriele COFANELLI.

La memoria scritta e il ricorso al Riesame
«Il mio assistito sta preparando una memoria scritta dettagliata sugli episodi fattuali e intende presentarla quanto prima al gip – ha spiegato l'avvocato COFANELLI –.
È la scelta precisa di attendere il momento opportuno per chiarire ogni punto».
Secondo la difesa, le intercettazioni e i documenti citati nell'ordinanza di custodia cautelare andrebbero contestualizzati:
«I fatti riportati riprendono conversazioni che non riguardano direttamente l'avvocato PISTARELLI, bensì altri soggetti.
Allo stato attuale leggiamo stralci di brogliacci e dichiarazioni estrapolate, ma il contesto generale va analizzato a fondo: un discorso compiuto può assumere un significato del tutto diverso e molto più approfondito», puntualizza il legale.
L'avvocato COFANELLI ha già annunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame:
«Lo faremo per esaminare tutti gli atti ed ottenere una diversa valutazione sia sui fatti che sulla misura della custodia cautelare».
«Nessun disbrigo di denaro pubblico: è incensurato»
La speranza della difesa è quella di ottenere al più presto l'attenuazione della misura del carcere per l'ex capo di Gabinetto.
«Spero che la custodia cautelare in carcere possa mutare.
Parliamo di una persona incensurata, dalla moralità trasparente, che non ha mai dato adito ad alcun dubbio.
Lo stesso gip, nell'ordinanza, specifica che non vi è stato alcun disbrigo di denaro pubblico direttamente riferibile alla figura di PISTARELLI.
Lo descrive con toni severi, ma sicuramente non delinquenziali».
Quanto al rischio di inquinamento delle prove – motivazione principale alla base del provvedimento restrittivo – la difesa ritiene il pericolo ormai insussistente:
«In questo momento non può inquinare nulla e nessuno: gli inquirenti hanno sequestrato in maniera capillare agende, bloc-notes e materiale informatico, acquisendo tutto ciò che riguarda la sua vita privata e professionale».
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