IL ROSATELLUM CHIUDE COL BOTTO (MA NEGATIVO): A REGGIO CALABRIA 4 ELETTORI SU 5 RESTANO A CASA
Pur nel deserto delle urne, l'idea Vannacci coglie l'obiettivo a due cifre con l'11% dei consensi. Domenico Giannetta, fresco ex forzista, fa da traino al Generale, malgrado l'etichetta di "transfuga" della vecchia politica
Di Sandro Pangrazi
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28-set-2026
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3 min di lettura

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Lo spoglio è finito e i dati ufficiali dicono che Fabio ROSCIOLI è il nuovo deputato del collegio Reggio Calabria-Locri con il 51,02% dei voti (38.359 preferenze).
Ma la vera notizia non sono le percentuali: è il fatto che quasi l'80% dei cittadini (4 su 5) ha schifato le urne, facendo crollare l'affluenza al record negativo del 22,34%.
I motivi di questo deserto elettorale sono sotto gli occhi di tutti:
- Il candidato "paracadutato": Il Centro-Destra tradizionale ha stravinto schierando ROSCIOLI, romano, avvocato civilista e tesoriere nazionale di Forza Italia.
- Un profilo vicinissimo ai vertici del partito, ma nato e cresciuto nella Capitale, completamente estraneo al territorio calabrese e calato dall'alto solo per blindare un seggio sicuro.
- Il candidato "transfuga": dall'altra parte, il movimento antisistema di Roberto VANNACCI, Futuro Nazionale, ha cercato il colpo grosso schierando l'ex forzista Domenico GIANNETTA.
- Peccato che GIANNETTA fosse, fino a pochissime settimane prima del voto, il capogruppo regionale di Forza Italia!
- Una mossa utilitaristica che la base dura e pura dei sovranisti ha certamente vissuto come un insulto alla coerenza, vedendoci solo il riciclo di un politico di lungo corso rimasto deluso dalle mancate nomine romane.
- Nonostante l'incoerenza, GIANNETTA ha comunque incassato un ottimo 10,94% (8.225 voti), drenando consensi personali più che ideologici.
- Un voto inutile e scaduto: a completare il quadro c'era la consapevolezza, per l'elettorato reggino, che si stesse votando per un Onorevole a tempo determinato, destinato a decadere tra meno di dodici mesi con la fine della legislatura, nel 2027.


In questo cortocircuito totale, il Centro Sinistra è letteralmente evaporato: il candidato del Campo Largo, Frank BENEDETTO, si è fermato a un misero 36,59% (27.511 voti), staccato di 14 punti dal vincitore e incapace di intercettare persino la protesta.
Chiude la classifica Francesco TOSCANO (Democrazia Sovrana Popolare) all'1,44% con 1.090 inutili voti.
Questa farsa elettorale è stata, comunque e per fortuna, l'ultima.
La nuova riforma elettorale, ormai al traguardo finale in Parlamento, cancella definitivamente le suppletive: in futuro non si spenderanno più soldi pubblici per richiamare i cittadini alle urne per un singolo seggio, ma il sostituto scatterà in automatico dall'ordine delle preferenze dei non eletti.
La vecchia legge elettorale se ne va così, nel peggiore dei modi e nel disinteresse più totale dei cittadini.
Peccato che la prossima in arrivo, con schiere di nominati dalle segreterie dei partiti, si dimosterà persino peggio!
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