mercoledì, 23 settembre 2026

NON SANTIFICA SAN SETTIMIO MA SPACCIA COCA: QUARTO FALSO TURISTA ALBANESE ARRESTATO DAL NORM A JESI

Lunedì il Norm di Osimo ha arrestato a Jesi il 23enne Eglantin Shima, sorpreso con un badile mentre in giardino dissotterrava oltre un etto di cocaina e 5.800 euro in contanti. L'operazione conferma un sistema di spaccio itinerante tra le colline e la costa, segnando la cattura del quarto corriere legato ai clan balcanici in appena sette settimane

Di Sandro Pangrazi | 23-set-2026 5 min di lettura
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NON SANTIFICA SAN SETTIMIO MA SPACCIA COCA: QUARTO FALSO TURISTA ALBANESE ARRESTATO DAL NORM A JESI
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di Sandro PANGRAZI
 
Un ritmo infernale, quello dei Carabinieri del Norm, che non lascia respirare i clan balcanici.
Lunedì pomeriggio i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo hanno messo a segno il quarto arresto per droga in appena sette settimane: tutti finti turisti provenienti dal Paese delle Aquile, tutti rigorosamente di stanza a Jesi.
L’ultimo della lista, al tirar delle somme, avrebbe fatto decisamente meglio a santificare San Settimio, patrono della città, dedicando le sue giornate alle tradizionali fiere e alle bancarelle del centro, piuttosto che andare a sbattere contro il fiuto collaudato e l'esperienza d'acciaio degli uomini dell'Arma osimana, ormai specializzati nel dare la caccia a questi finti vacanzieri dello spaccio.
La rotta della polvere bianca tra la Val Musone e la Vallesina continua a macinare manette a tempo di record, confermando l'esistenza di un canale di approvvigionamento strutturato, arrogante e apparentemente inesauribile, ma che i Carabinieri stanno letteralmente decapitando con un'attività investigativa vecchio stile, condotta stavolta in stretta sinergia con i colleghi della Compagnia di Jesi.
 
 IL RETROSCENA: PONY EXPRESS CON LA DIARIA
Dietro la finta facciata dei viaggi di piacere si nasconde un business spietato gestito dalla malavita internazionale. L’organizzazione arruola in Albania ragazzi giovanissimi e rigorosamente incensurati, gettandoli sul territorio italiano coperti dal visto turistico trimestrale.
A tutto il resto pensano i clan: auto a noleggio per le consegne rapide, vitto, alloggio e una diaria fissa di circa 50 euro netti al giorno.
Se riescono a non farsi intercettare, allo scadere dei tre mesi rientrano in Patria e vengono rimpiazzati da carne fresca.
Un meccanismo a orologeria anche che questa volta si è però inceppato di brutto nelle campagne jesine.
 
UN RAGGIO D’AZIONE ESTESO TRA COLLINE E MARE
Stavolta a finire nella rete del Norm è stato Eglantin SHIMA, 23 anni, clandestino, disoccupato e dunque "turista" perfetto secondo i canoni della malavita.
Il raggio d’azione dello SHIMA era vasto e spregiudicato: partiva dal quartier generale di Jesi, saliva le colline per rifornire le piazze di Filottrano e Santa Maria Nuova, per poi scendere a tutta velocità lungo la Vallesina fino a spingersi sulla costa di Senigallia.
Una mappa dello spaccio itinerante interrotta bruscamente lunedì pomeriggio.
 
IL COLPACCIO DI NUOVO NELLE CAMPAGNE DI JESI
I Carabinieri in borghese, dopo aver monitorato i movimenti sospetti del giovane, lo hanno blindato nelle campagne jesine.
SHIMA è stato colto in pieno flagrante: badile alla mano in un giardino, stava dissotterrando la cocaina da consegnare a un cliente 50enne del luogo, arrivato sul posto per ritirare la roba.
L'intervento fulmineo dei militari ha bloccato lo scambio sul nascere, impedendo ogni abbozzo di fuga.
 
IL BLITZ E LA CASSAFORTE TRANSADRIATICA
La successiva e approfondita perquisizione ha permesso di smantellare il deposito del pusher.
Oltre alle quattro dosi già confezionate e pronte allo smercio rinvenute all'interno della propria autovettura (sottoposta a perquisizione), i militari hanno scavato nella vegetazione del giardino recuperando la vera e propria cassaforte: ben 128 grammi di cocaina purissima e la somma in contanti di 5.800 euro, considerata il profitto pulito dell'attività illecita condotta a pieno ritmo nelle ultime settimane sul territorio.
 
I PROVVEDIMENTI E TUTTI I PRECEDENTI
Anche per il cliente jesino di 50 anni è andata male, scattando l’immediata segnalazione alla Prefettura come assuntore, mentre per il "turista" Eglantin SHIMA si sono spalancate le porte del carcere di Montacuto ad Ancona.
Quello di SHIMA è solo l'ultimo tassello di una scia impressionante stroncata dall'Arma osimana in meno di sette settimane.
Prima di lui, nello spazio dal 5 agosto in poi, erano già finiti in manette altri tre connazionali con lo stesso identico profilo: Ejdi GRABOVAJ (19 anni, arrestato il 5 agosto), Lili QARRI (23 anni, fermato il 17 agosto nella zona di Minonna a Jesi) e Klementjon QEFA (22 anni, incastrato il 2 settembre nel centro storico jesino).
La caccia ai finti vacanzieri non si stoppa qui ma ha tutta l'aria di voler proseguire senza sosta sino alla completa bonifica del territorio dal fenomeno.

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