SVOLTA EPOCALE, LA SICUREZZA SCAVALCA LA PRIVACY PER LEGGE: LA VISIONE IN DIRETTA DELLE TELECAMERE AMPLIATA A TUTTE LE FORZE DELL'ORDINE
Il nuovo Decreto Sicurezza azzera i veti burocratici: la tutela dei cittadini viene prima della riservatezza. L'input politico spetta ora all'Amministrazione Glorio: si attivi subito
Di Sandro Pangrazi
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24-set-2026
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6 min di lettura


di Sandro PANGRAZI
IL RETROSCENA: Troppe volte la Compagnia dell'Arma è rimasta impantanata nelle richieste di accesso ai video inoltrate alla Polizia Locale. Ora la legge permette il collegamento diretto.
C’è una svolta epocale nel diritto italiano che cancella anni di veti, timori e paralisi burocratiche: la sicurezza pubblica viene prima della privacy.
Con l'entrata in vigore della Legge 54 del 24 aprile 2026 (il nuovo Decreto Sicurezza), lo Stato ha invertito radicalmente la gerarchia dei beni da tutelare.
La riservatezza dei dati – troppo spesso usata in passato come scudo ideologico o burocratico per frenare l'azione di controllo – fa un passo indietro di fronte al diritto sacrosanto dei cittadini di vivere in città sicure.
La nuova norma stabilisce un principio chiarissimo: se le telecamere servono a prevenire i reati e a contrastare la criminalità, lo scambio di immagini tra Comuni e Forze dell'Ordine gode di una corsia preferenziale immediata.
Non servono più estenuanti passaggi autorizzativi preventivi o pareri legali infiniti.
L’esempio pratico arriva da ultimo dal Comune di San Severo, dove oltre 200 telecamere comunali sono state collegate in tempo reale alla Compagnia dei Carabinieri.
Un'operazione strategica a costo quasi zero che Osimo ha il dovere di replicare immediatamente per proteggere il centro e le frazioni.
Ma c'è di più: la firma di questo protocollo è la chiave d'accesso obbligatoria per ottenere i finanziamenti statali che pagheranno l'installazione di ulteriori nuove telecamere sul territorio.
📑 IL RIFERIMENTO DI LEGGE IN CIFRE
La nuova Legge 54 del 24 aprile 2026 ha messo sul piatto ben 19 milioni di euro stanziati dal Viminale per il potenziamento dei sistemi di controllo urbani.C'è però un vincolo stringente: i finanziamenti statali per l'acquisto di nuove telecamere vengono concessi dall'apposito bando ministeriale solo se il Comune ha già siglato un Patto in Prefettura che preveda la cessione delle immagini in tempo reale alle forze di polizia nazionali.Chi non si adegua, resta tagliato fuori dai soldi pubblici.
Il nodo osimano e la spinta all'Amministrazione Glorio
Ad Osimo questa esigenza non è campata in aria, ma risponde a una criticità operativa sollevata a più riprese, a fari spenti, dalla stessa Compagnia dei Carabinieri.
Ad oggi, la realtà osimana rasenta il paradosso: i militari, nel pieno delle indagini per furti, truffe o atti vandalici, sono sistematicamente costretti a "bussare alla porta" della Polizia Locale per poter visionare le immagini delle telecamere cittadine o dei varchi elettronici.
Un passaggio burocratico che si scontra troppo spesso con tempi di attesa infruttuosi e/o risposte non sempre rapide o puntuali. Nella lotta al crimine, dove ogni minuto è vitale per intercettare i malviventi, costringere la Benemerita (o gli agenti del Commissariato) a chiedere il permesso al Comune è un contenzioso inaccettabile.
È dunque auspicabile che l'Amministrazione GLORIO, a cui spetta l'esclusivo input politico dell'operazione, si attivi in tempi brevi per avviare l'iter.
La Giunta ha il dovere e l'opportunità di superare le vecchie barriere interne tra Comandi e dare una risposta concreta alla cittadinanza.
Il recentissimo "modello San Severo", ultimo accordo di diverse migliaia già sottoscritti, dimostra che la strada è già tracciata.
📑 IL PRECEDENTE: COSA INSEGNA IL "MODELLO SAN SEVERO"
Nel comune pugliese, il protocollo siglato dal Commissario Straordinario e dai vertici provinciali dell'Arma ha portato all'interconnessione immediata di oltre 200 telecamere comunali.I monitor della caserma dei Carabinieri ora ricevono le immagini in diretta h24.L'aspetto straordinario? L'operazione è avvenuta a costo zero per il bilancio comunale: i tecnici hanno semplicemente creato un ponte informatico protetto (rete VPN) sdoppiando via software il flusso video già esistente.
Ecco la procedura esatta, analizzata passo dopo passo, che Palazzo Comunale dovrebbe attivare senza perdere un solo giorno:
La Delibera di Giunta e l'Atto di indirizzo politico
Il primo passo formale deve compiersi all'interno di Palazzo comunale per iniziativa diretta della Giunta GLORIO.
Il Sindaco e gli Assessori devono approvare una specifica delibera che definisca la volontà politica di mettere a disposizione i flussi video del sistema di videosorveglianza urbana (inclusi i varchi elettronici di lettura targhe).
Questo atto incaricherà ufficialmente gli uffici tecnici comunali di censire tutte le telecamere attive sul territorio e di certificarne la compatibilità tecnologica per la trasmissione esterna delle immagini.

L'Istruttoria in Prefettura e il Tavolo interforze
Una volta approvata la delibera, il progetto osimano viene ufficialmente trasmesso alla Prefettura di Ancona.
Sarà responsabilità del Prefetto inserire la richiesta all'ordine del giorno del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica.
In questa sede tecnica ed istituzionale siederanno il Comune, il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri e quello della Guardia di Finanza.
Insieme valuteranno la mappa delle telecamere di Osimo per pianificare la spartizione strategica dei flussi, decidendo quali monitor dovranno accendersi in caserma e come coordinare al meglio le sale operative.
La Firma del Protocollo d'intesa (Il Patto per la sicurezza)
Superato il tavolo prefettizio, si arriva alla firma del Protocollo d'Intesa vero e proprio, esattamente l'atto formale siglato a San Severo.
Questo documento rappresenta la "blindatura" giuridica dell'operazione.
Nel testo vengono messi nero su bianco i doveri e i diritti delle parti: si specifica che la proprietà dell'impianto resta del Comune, si stabiliscono i tempi rigorosi di conservazione delle immagini (fondamentali per le indagini) e si definiscono le modalità di accesso ai filmati registrati, sollevando i singoli operatori da qualsiasi contestazione burocratica.
L'Adeguamento tecnico tramite Ponte informatico virtuale
A questo punto entrano in azione i tecnici informatici del Comune e i reparti tecnologici delle Forze dell'Ordine.
Per realizzare la diretta h24 non occorre scavare strade o stendere chilometri di costosi cavi fisici fino alla caserma.
Sfruttando la rete internet e l'infrastruttura in fibra ottica già esistente, i tecnici creano una Vpn, ovvero un canale virtuale protetto e crittografato.
Il server centrale del Comune si limita a "sdoppiare" il flusso video digitale inviandolo contemporaneamente sia alla Polizia Locale che ai monitor della Compagnia dei Carabinieri di Osimo, azzerando i costi di installazione.
Il Bando per il finanziamento di ulteriori nuove telecamere
Una volta blindato l'accordo tecnico e firmato il Protocollo, Osimo acquisisce ufficialmente il diritto di partecipare ai bandi del Ministero dell'Interno per l'espansione della rete di controllo.
Allegando il Patto appena siglato, il Comune ottiene un punteggio preferenziale in graduatoria che permette di farsi finanziare dallo Stato l'acquisto e l'installazione di nuovi occhi elettronici.
Questi nuovi dispositivi verranno posizionati nelle frazioni osimane più isolate o nei punti sensibili del centro storico, estendendo la protezione del territorio a spese del Viminale e lasciando a carico del Comune solo i minimi adempimenti di aggiornamento dei cartelli stradali della privacy.
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