sabato, 30 maggio 2026

BIOGAS, IL RISERBO DELLA PROCURA TUTELA I RESPONSABILI DEL DIGESTATO: DA DOVE PROVENGONO LE 500 TONNELLATE DI VIA COPPA?

E soprattutto, a quanto ammonta la parte liquida sotto sequestro all'ex Agrifan? Al vaglio del Nipaaf la rete logistica che ha trasformato i vecchi scheletri industriali avicoli in discariche tra via Coppa e via Striscioni. Nel mirino le proprietà societarie di Francesco Baleani e i vertici IPB di Polverigi. Ma lo scoop è tutto nelle immagini dei cittadini-sentinelle: cisterne nei campi davanti al PalaBaldinelli già dal 27 aprile

Di Sandro Pangrazi | 30-May-2026 5 min di lettura
(0 voti)
BIOGAS, IL RISERBO DELLA PROCURA TUTELA I RESPONSABILI DEL DIGESTATO: DA DOVE PROVENGONO LE 500 TONNELLATE DI VIA COPPA?

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

Donaci un caffè a sostegno cliccando qui: paypal.me/osimooggiblog

Pubblicità

di Sandro PANGRAZI

Sgombrato il campo dal vecchio fatto di cronaca legato al maxi-sequestro di 500 tonnellate di digestato solido scoperto in via Coppa 11 (pari a circa 30 viaggi per altrettanti camion), l’attenzione degli inquirenti si sposta ora sul livello superiore dell’indagine. 
Il rigoroso riserbo mantenuto dalla Procura della Repubblica di Ancona copre i dettagli tecnici di un'inchiesta che punta a smantellare un sistema consolidato di smaltimento illecito di rifiuti speciali tra privati. 
Al centro del mirino dei Carabinieri Forestali del Nipaaf non c'è più la semplice fotografia del cumulo abusivo, ma la rete logistica che ha permesso di trasformare i vecchi scheletri immobiliari dismessi della città in una discarica a cielo aperto, sollevando precise responsabilità e inquietanti interrogativi sulla provenienza dei veleni.

Il perimetro della legge e il ruolo del logista osimano
Il raggio d'azione dei magistrati si muove rigidamente lungo il perimetro dell'articolo 256 del Testo unico ambientale che punisce la gestione non autorizzata di rifiuti speciali. 
Sotto questa lente, l'individuazione del primo dei due indagati a piede libero porta direttamente a Osimo, nella figura di Francesco BALEANI e/o della società romana che detiene materialmente i complessi dell'ex Agrifan di via Striscioni e di via Coppa 11 per conto della proprietà. 
La compatibilità della norma penale è totale: chi mette a disposizione un capannone non impermeabilizzato per accumulare scarti industriali risponde dello stesso identico reato di chi quei rifiuti li ha materialmente generati.

Da sinistra a destra, si distingue ora con precisione assoluta la composizione del convoglio clandestino: il trattore agricolo, un grande rimorchio cassonato scuro per i carichi solidi e la motrice stradale pesante agganciata alla lunga cisterna orizzontale metallica, usata specificamente per i reflui liquidi industriali.
Più a destra si nota anche la presenza di un secondo mezzo pesante e di un'autovettura bianca di appoggio. Non siamo di fronte a un singolo camion di passaggio, ma a un vero e proprio cantiere logistico abusivo strutturato in mezzo al verde delle colline.

L'asse con Polverigi e l'identità del produttore
L'altro lato della catena logistica illecita conduce, di poco, fuori Comune, nello specifico al piccolo impianto a biogas di Polverigi, gestito dalla società IPB. 
Il secondo indagato iscritto sul registro della Procura, potrebbe essere il 55enne jesino Pietro DONATONE o il suo vice di Polverigi Tarcisio MORONI, 71 anni. 
L'azienda polverigiana necessitava di far sparire i propri scarti in eccedenza, non più smaltibili nei terreni aziendali a causa dei limiti imposti dai piani agronomici, trovando nella sponda osimana il modo per azzerare i salatissimi costi di filiera.

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo

Il giallo della provenienza e l'accumulo di 500 tonnellate
Resta da capire, ed è l'oggetto principale dei nuovi accertamenti del Nipaaf, come le 500 tonnellate di materiale solido siano arrivate fisicamente nel capannone di via Coppa 11. 
Muovere una simile quantità di scarti industriali non è un'operazione invisibile: ha richiesto, nel tempo, l'impiego coordinato di almeno 30 autoarticolati pesanti. 
Come hanno fatto questi bilici telonati, carichi di scarti dall'odore nauseabondo, a percorrere le strade della frazione eludendo i controlli stradali ordinari? 
Chi ha fornito la copertura logistica a questa flotta fantasma?

Il mistero dei volumi idrici all'ex Agrifan
Il secondo cono d'ombra, ancor più allarmante per la salute pubblica, riguarda il precedente sequestro effettuato dai militari all'ex maneggio Agrifan in via Striscioni, area riconducibile alla medesima gestione osimana. 
In quel caso il rifiuto non era solido, ma in frazione liquida, conservato provvisoriamente dentro una vecchia vasca in laterizi priva di impermeabilizzazione. L'interrogativo-base è: a quanto ammontava l'esatta entità di quel digestato liquido? 
Il dato è tuttora secretato nei faldoni degli inquirenti ma, a differenza del solido, migliaia di litri di liquame chimico stoccati nella terra penetrano in profondità nel sottosuolo in pochissime ore, minacciando direttamente le falde acquifere di San Paterniano e Casenuove.

Lo scoop delle sentinelle, il caso PalaBaldinelli e la prova del 27 aprile
A confermare lo spessore dell'indagine interviene il retroscena legato ai residenti delle frazioni osimane, che ne ridimensiona la successiva strumentalizzazione politica del Movimento 5 Stelle. 
Il viavai in zona dei mezzi pesanti non è stato affatto invisibile: le indagini dal basso condotte dai cittadini-sentinella dimostrano che le manovre andavano avanti da tempo. 
Già il 27 aprile, un mese esatto prima del blitz della Forestale, gli abitanti avevano fotografato e filmato una fila di cisterne e autoarticolati pesanti muoversi nell'ombra tra i campi rurale. 
Esasperati dai miasmi, i residenti hanno registrato operazioni sospette, sversamenti liquidi e la distribuzione selvaggia di materiale anomalo sui terreni circostanti, a partire dalle aree a ridosso del vicino e frequentatissimo PalaBaldinelli. 
Un dossier fotografico inattaccabile che prova la reiterazione sistematica dell'illecito e che ha fornito l'assist decisivo agli inquirenti per stringere il cerchio

https://www.facebook.com/sottoventonumana

N.B. Se invece fai parte della vecchia guardia e ritieni di sostenere il giornale della tua città andando direttamente alle Poste, dona ciò che ritieni opportuno MA FALLO! Ricarica senza aspettare domani la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O GRAZIE

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti