venerdì, 10 aprile 2026

POP JAPAN: IL RECORD E' SOLO NEL ROSSO DEL BILANCIO

Osimo ricade nella cultura "chiavi in mano" made Pd: il pacchetto Folena costa 80mila euro ai cittadini per pochi intimi a Palazzo (privato) Gallo

Di Sandro Pangrazi | 10-Apr-2026 6 min di lettura
(0 voti)
POP JAPAN: IL RECORD E' SOLO NEL ROSSO DEL BILANCIO

 

Pubblicità

https://www.dottromaldini.com/

Editoriale di Sandro PANGRAZI

Il sipario è finalmente calato sulla cosiddetta mostra "Pop Japan" a Palazzo Gallo (cosiddetta in quanto avrebbe dovuto muovere da ogni dove orde di visitatori emozionati) e immediatamente la "stampa di regime" ha dato fiato al coro indiscusso di consensi istituzionali, sottolineando 7.134 visitatori non come un fallimento su tutta la linea (dopo che culturale anche economica) ma piuttosto come un "record". 
Ma se spegniamo i riflettori della propaganda e accendiamo la calcolatrice, emerge una realtà fatta di cifre gonfiate e ritorni economici che, per le casse comunali e il commercio locale, rasentano il solito zero termico.

Il sistema "Chiavi in mano" e l'Asse Folena-Pd
L’operazione, peraltro riciclata da passate collaborazioni in epoca PUGNALONI, puzza di politica lontano un miglio. 
È ormai evidente il modus operandi di un’Amministrazione che, ad un anno dall'insediamento, si mostra a corto di idee originali anche in fatto di Cultura, preferendo affidarsi ai pacchetti "chiavi in mano" che il network del Pd romano offre generosamente ai Sindaci amici in provincia. 
Affidarsi a MetaMorfosi di Pietro FOLENA (ex parlamentare e figura storica della Sinistra) significa comprare un prodotto pre-confezionato che garantisce visibilità immediata (purtroppo solo sulla carta) rispondendo a logiche di appartenenza più che di reale sviluppo del territorio. 
È il classico soccorso culturale del partito per garantire mostre "pret-à-porter" dove il fornitore (FOLENA e company) incassa di sicuro e il cittadino ignaro si accolla il rischio del buco in bilancio, ancor più sicuro.

L’alibi del terremoto e la firma del disastro
Con Palazzo Campana inagibile per i noti cantieri post-terremoto, la scelta logica sarebbe stata la prudenza. E rinviare.
Invece, si è forzata la mano traslocando all'attiguo Palazzo Gallo, peccato però sia, per quanto accogliente, pur sempre una sede privata. 
In calce a questa operazione c’è la firma dell’Assessore alla Cultura Mauro PELLEGRINI, ormai "recidivo" con passate iniziative a dir poco discutibili già in curriculum. 
Al suo fianco, il Sindaco Michela GLORIO, incapace di correggere la barra di una gestione culturale allo sbando, avallando un accordo commerciale mascherato da filantropia pur di non spegnere la macchina della propaganda.

Il flusso fantasma: turisti o passanti?
Ma c’è un dato ancora più amaro per i commercianti osimani: di quei 7.000 visitatori, quanti sono giunti in città attratti unicamente dalla mostra? 
La verità è che i "puri" appassionati delle zucche di KUSAMA si contano sulla punta delle dita di una sola mano. 
Il grosso dei visitatori è stato messo insieme, in quasi 5 mesi, acchiappando turisti arrivati comunque ad Osimo per il fascino delle Grotte o per una classica giornata fuori porta, gente che ha aggiunto la tappa a Palazzo Gallo solo come riempitivo occasionale ("già che ci siamo") e non certo come tappa unica. 
Spendere cifre astronomiche per una mostra che non poteva avere, per natura propria di noi marchigiani, alcuna capacità attrattiva propria, ha costituito il primo fallimento della strategia PELLEGRINI-GLORIO in fatto di pensare una città elevata nello spirito: si è invece scelto un investimento a perdita certa che, oltretutto, ha davvero spostato turisti contati col pallottoliere, totalmente ininfluenti al flusso naturale della città.

La nebbia finanziaria della Asso.
La verità sul rosso dell’operazione la conosceranno alla virgola, peraltro e come sempre, solo gli addetti ai lavori. 
Grazie ad un sin troppo collaudato gioco di prestigio, i costi vivi, infatti, non gravano direttamente sul Comune ma vengono diluiti e "annegati" nel rendiconto della Asso (come i conti della pista di ghiaccio e il Cuore di San Valentino di cui ci occuperemo a parte).
Mescolando le perdite di Palazzo Gallo ai servizi essenziali (mense, assistenza), il disavanzo diventa Japan diventa del tutto invisibile, trasformandosi in un generico "costo di gestione" che i cittadini ripianeranno in silenzio senza neanche immaginarlo.

Conclusioni
Dividendo il rosso per ciascuna famiglia osimana, ogni visitatore è costato alla collettività circa 11 euro di "sussidio pubblico". 
Spendere anzi buttare dalla finestra quasi 80.000 euro per generare qualche raro scontrino ai bar di Corso Mazzini non è cultura, si chiama cambiale politica. 
I debiti difatti restano tutti sul groppone degli osimani… non appena le luci si spengono e i rendiconti della azienda partecipata vengono puntualmente approvati... nel silenzio di una Giunta che preferisce i giapponesi ai marchigiani, il selfie al bilancio, la propaganda alla buona Amministrazione.

DIAMO I VOTI

Voto alla Propaganda: 8
Bisogna ammettere che l'Amministrazione è stata magistrale nel trasformare una perdita secca in una "vittoria storica". Riuscire a vendere all'opinione pubblica 7.000 ingressi (diluiti in quasi 5 mesi e gonfiati da scolaresche e passanti) come un "record"... richiede un'abilità comunicativa notevole. 
Sono riusciti a occupare le cronache locali con selfie e colori pop, nascondendo bene la polvere sotto il tappeto della Asso

Voto alla strategia culturale: 4
Affidarsi a un pacchetto "chiavi in mano" (il metodo FOLENA) denota una totale assenza di visione propria. 
Invece di valorizzare le eccellenze del territorio o creare eventi sostenibili, si è preferito importare un format standardizzato che non ha creato alcun legame duraturo con la città. 
È stata una mostra "fast food": consumata in 20 minuti e dimenticata il giorno dopo.

Voto alla gestione economica: 3
Qui il giudizio è impietoso. Programmare una mostra in perdita certa, oltretutto obbligatoriamente in una sede privata con affitto a carico del pubblico, mentre la sede istituzionale è chiusa per lavori, è l'opposto della buona amministrazione. 
Un disavanzo stimato di circa 80.000 euro per intercettare "pochi intimi" e regalare qualche caffè ai bar del Corso è un uso inefficiente del denaro dei contribuenti.

GIUDIZIO FINALE: 5 (Insufficiente)
L'operazione è un classico esempio di "politica dell'apparenza". 
Osimo ha pagato un prezzo altissimo (circa 11 euro di sussidio per ogni visitatore) per permettere alla Giunta GLORIO & PELLEGRINI di farsi un pò di pubblicità nazionale. 
È stata la solita mostra fatta per chi la organizza, non per chi la finanzia (i cittadini) o per chi dovrebbe beneficiarne (il commercio locale).
I pois della KUSAMA saranno pure colorati; ma i conti della Asso sono rimasti a tinta unica: rosso.

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

 

 

 

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti