GLORIO SPENDE 6 MILIONI PER LA "BRETELLA" CHE POTEVA AVERE GRATIS!
L'affondo di Dino Latini (Su la Testa) smaschera il disastro della Sbrozzola: tra scadenze ignorate e penali da restituire alla Regione, la Giunta toglie risorse ai servizi dei cittadini per coprire i propri fallimenti e quelli della burocrazia comunale
Di Sandro Pangrazi
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30-set-2026
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4 min di lettura

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di Sandro PANGRAZI
Ci vuole un talento raro per trasformare un finanziamento già incassato in un debito da pagare e, contemporaneamente, in una cambiale in bianco a carico dei contribuenti osimani.
Ma stando agli ultimi annunci la Giunta GLORIO parrebbe esserci riuscita.
La vicenda della "Bretella della Sbrozzola" (per collegare più agevolmente la città con il nascente ospedale dell'Inrca) non è più solo una telenovela viaria: dopo poco più di un anno è il manifesto del fallimento amministrativo delle Sinistre osimane.
Sulla disfatta economico-infrastrutturale in atto piomba ora il duro affondo di Dino LATINI, ex Presidente dell’Assemblea Regionale, che smaschera il gioco di prestigio finanziario e la paralisi dello sviluppo viario della città.
Ecco i passaggi chiave che spiegano bene il doppio disastro, amministrativo e strategico, oltre alla dolorosa contromossa economica per uscirne.
Il buco finanziario: il saldo da 6 milioni di euro
La matematica non è un'opinione e il conto presentato da Dino LATINI alla Giunta è impietoso. Parlare di "risorse comunali" per salvare l'opera è un insulto alla logica: il bilancio finale dice 6 milioni di euro sottratti alla collettività.
Questo bizzarro saldo è la somma algebrica tra i quasi 3 milioni di fondi regionali letteralmente scomparsi per incapacità burocratica di utilizzarli e gli ulteriori 3 milioni di fondi propri che il Comune sarà ora costretto a investire, togliendoli inevitabilmente ad altri servizi essenziali.
Il tutto per un'opera fondamentale che, per una volta, ai contribuenti osimani poteva e doveva costare zero.
La beffa dell'anticipo stornato: pagare per non fare i lavori
Oltre al danno economico dei milioni sfumati, il Comune di Osimo è riuscito a rimediare anche una figuraccia senza precedenti con la Regione Marche.
Già a settembre l'assise civica ha dovuto deliberare la restituzione di ben 248.500 euro, ovvero la caparra del 10% già erogata da Ancona, per un primo lotto di lavori mai avviati.
Non solo non si è aperta la strada, ma si sono dovuti staccare assegni per restituire indietro i soldi dei finanziamenti ottenuti dalla precedente amministrazione regionale.
L'errore del tracciato: l'imbuto di via Pignocco
Ma il problema non è solo nei conti ma potrebbe esplodere anche nel futuro progetto.
Far sfociare la bretella all'altezza di via Pignocco viene considerato da LATINI un errore strategico colossale.
Da un lato si va a compromettere e cementificare un’area collinare agricola di pregio; dall'altro, invece di fluidificare la viabilità verso il nuovo ospedale Inrca, si rischia di ottenere l’effetto imbuto, imbottigliando ancora di più il traffico che andrà a riversarsi sulla rete stradale interna di Osimo, già strutturalmente satura, ovvero ad allungare la coda, già lunga nelle ore di punta, per risalire alla rotatoria della Gironda.
Il libro dei sogni: i 50 milioni della Variante a Nord
Per giustificare il caos della Sbrozzola, la sinistra osimana continua a sbandierare l'ipotesi della Variante a Nord, un'opera che LATINI liquida da sempre come totalmente irrealistica.
Parliamo di un'infrastruttura stimata in almeno 50 milioni di euro e con tempi di realizzazione biblici, non inferiori ai 20 anni, a partire da un progetto, un finanziamento, un atto concreto. Un libro dei sogni che, se mai vedesse la luce, modificherebbe in modo irreversibile e in negativo il profilo paesaggistico della città, senza dare risposte immediate, almeno per la prossima generazione, ai problemi quotidiani degli automobilisti osimani, e non, ogni giorno impegnati nell'attraversamento della città sulla direttrice Ancona-Macerata.
La contromossa: Variante di bordo e recupero fondi
Stando alla ricetta diSu la Testa, la strada per uscire dall'impasse esiste ed è la proposta storica delle Liste Civiche.
Un cambio di rotta basato su ecocompatibilità ed efficacia: realizzare la Variante di bordo, completando la Sbrozzola sulla direttrice attuale senza sventrare la collina, e ultimare la Strada di Bordo.
Il tutto supportato da un nuovo e più serio confronto immediato con la Regione Marche per riottenere il mega-finanziamento da 8 milioni di euro che lo stesso LATINI aveva intercettato e contribuito a portare a Osimo nel 2022, prima che l'inerzia della Sinistra rovinasse molto o quasi tutto.
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