domenica, 31 maggio 2026

OLTRE 100 ALL'ORA SU MONOPATTINO E GIORNALISMO-FOTOCOPIA: BENVENUTI NELLA FOLLIA ORDINARIA DEI "RIPETITORI DI INFORMAZIONI"

Un proiettile con ruote da 10 pollici archiviato tra una patente scaduta e un divieto di sosta: ecco il trionfo del churnalism locale. Come i vertici dell'Ordine e la massa silenziosa dei lettori hanno trasformato la cronaca in una catena di montaggio acritica di sole veline istituzionali

Di Sandro Pangrazi | 31-May-2026 6 min di lettura
(0 voti)
OLTRE 100 ALL'ORA SU MONOPATTINO E GIORNALISMO-FOTOCOPIA: BENVENUTI NELLA FOLLIA ORDINARIA DEI "RIPETITORI DI INFORMAZIONI"

https://www.dottromaldini.com/

Donaci un caffè a sostegno cliccando qui: paypal.me/osimooggiblog

Pubblicità

.....................................................................

di Sandro PANGRAZI

Follie a 100 all'ora e giornalismo fotocopia: l'opinione pubblica italiana ormai matura per applaudire la nascita del Codice deontologico del "Ripetitore di Informazioni" 
Prendete un monopattino elettrico, quel mezzo cittadino con le ruote grandi come piattini da caffè e la stabilità di un castello di carte al vento. 
Ora, secondo le cronache locali, immaginatelo sfrecciare a oltre 100 km/h lungo le strade, in questo caso di Ancona. 
Un proiettile di metallo da autostrada intercettato, sequestrato e archiviato dalla Polizia Locale nel bilancio settimanale, tra una patente scaduta e un bivacco in piazza.
Davanti a una notizia del genere, chiunque sia dotato di un briciolo di logica si porrebbe delle domande. 
Come ha fatto il telaio a non spezzarsi? 
Come ha fatto la pattuglia a fermarlo senza provocare una strage? 
Ma soprattutto: com'è possibile che un fatto così surreale venga raccontato con lo stesso tono distaccato e piatto con cui si annuncia una variazione dell'orario della raccolta differenziata?
La risposta è semplice: non siamo davanti a un articolo di giornale, ma al trionfo del "Desk Journalism". 
Nel gergo giornalistico moderno, questa pratica viene chiamata anche "churnalism" (dall'unione di churn, sfornare in serie, e journalism), proprio a indicare la trasformazione del giornalista in un operaio della catena di montaggio informativa. 
È l'atto di nascita ufficiale di una nuova, formidabile categoria professionale: l'Ordine dei Ripetitori di Informazioni.
Un'evoluzione che non è avvenuta nel vuoto, ma sotto gli occhi compiaciuti e colpevoli dell'Ordine dei Giornalisti, sia a livello regionale che nazionale. 
Strutture elefantiache che, anziché difendere la dignità della professione e l'accuratezza della verità, hanno attivamente spianato la strada a questo sfacelo attraverso un sistematico, silenzioso e quieto asservimento al potere istituzionale.
Tuttavia, questo teatrino dell'assurdo non potrebbe reggersi in piedi senza il terzo, fondamentale pilastro di questa decadenza culturale: la massa silenziosa dei lettori. 
Un pubblico che, lungi dal chiedere spiegazioni o pretendere un briciolo di rigore, si è ormai completamente assuefatto a questa nuova normalità informativa, accettando passivamente qualsiasi pillola di sconsiderata insensatezza gli venga somministrata sui propri schermi.

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

Lo Statuto del "perfetto ripetitore", avallato dall'Ordine e accettato dal pubblico
In una società ideale, per celebrare questa gloriosa transizione della stampa locale – non più cane da guardia del potere, ma fedele e burocratico megafono del comunicato stampa di turno – sarebbe da inaugurarsi formalmente il suo Codice deontologico. 
Un manifesto d'avanguardia che i vertici dell'Ordine Nazionale e Regionale applaudirebbero e che la platea dei consumatori digitali digerirebbe (anzi ha ormai digerito e assimilato) senza un battito di ciglia.

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo

Articolo 1: il dogma del Copia-Incolla (CTRL+C / CTRL+V)
Il Ripetitore d’Informazioni riconosce la funzione sociale della combinazioni di tasti CTRL+C e CTRL+V come unici strumenti sacri della professione. 
Il testo inviato via mail dall'ufficio stampa della Polizia locale (o da qualunque altra autorità) non deve essere alterato, contaminato o, Dio non voglia, compreso. 
Se il verbale dice che il monopattino viaggiava a velocità di curvatura, il Ripetitore lo trascrive con fede incrollabile. 
L'Ordine vigila affinché nessuno si permetta di risvegliare lo spirito critico; e il pubblico recepisce il dato come oro colato, pigramente sdraiato nel flusso continuo delle sue notifiche.

Articolo 2: divieto assoluto di dubbio e domande
Il dubbio è il nemico giurato del clickbait, della quiete pubblica e del comfort del lettore medio. 
È fatto divieto assoluto al Ripetitore di alzare il telefono per verificare le veline di regime. 
Domande come "Ma la velocità è stata presa su strada o a ruota sollevata sul banco di prova?" o "Come avete fatto a bloccarlo in sicurezza senza targa?" sarebbero e sono considerate violazioni disciplinari gravissime. 
L'Ordine Nazionale punisce il pensiero d'inchiesta, e la massa anestetizzata ringrazia, preferendo lo stordimento di un titolo sensazionale allo sforzo cognitivo di decifrare la realtà.https://www.facebook.com/sottoventonumana

Articolo 3: sospensione dei principi della fisica e prima ancora del buon senso
Se le leggi della fisica di Sir Isaac NEWTON contrastano con il comunicato stampa della Polizia Locale, saranno le leggi della fisica a dover cedere il passo. 
L'instabilità dinamica di una ruota da 10 pollici a 100 km/h non è un problema del Ripetitore, né tantomeno del suo lettore. 
Se l'autorità dichiara il fatto, il fatto semplicemente esiste. 
Gli Ordini Regionali firmano i registri senza eccepire e la massa silenziosa scorre col pollice verso il basso, inghiottendo la bufala fisica con la stessa rassegnata indifferenza con cui accetta i rincari delle bollette.

Articolo 4: la dittatura del Click, ovvero la Verità Quantitativa
La qualità della notizia non si misura in accuratezza, ma in volumi di traffico. 
Un titolo che contiene "Monopattino a 100 all'ora" adempie al dovere morale del Ripetitore: catturare l'attenzione del lettore e monetizzare il banner pubblicitario. L'Ordine ha scientificamente ignorato la precarietà dei giornalisti web pur di mantenere i propri privilegi, mentre l'utente finale fornisce docilmente la sua quota di traffico giornaliera, prestandosi volontariamente a fare da ingranaggio monetizzabile in questa catena di montaggio di fuffa digitale.

La complicità dei vertici e l'anestesia di massa
Mentre la credibilità della stampa cola a picco, i Consigli dell'Ordine Nazionale e Regionale rimangono arroccati nei loro uffici, preoccupati solo di riscuotere le quote di iscrizione annuali. 
Non un procedimento disciplinare viene aperto contro chi svilisce la professione trasformandola in un ufficio di propaganda istituzionale. 
Questo silenzio assordante è complicità strutturale per non incrinare la comoda vicinanza ai centri di potere.
Ma il vero dramma è che questa melma informativa trova un terreno fertilissimo in una massa popolare intellettualmente pigra. 
Il pubblico odierno ha abdicato al proprio ruolo di controllore sociale. 
Non commenta per chiedere conto dell'incoerenza logica dei testi, non boicotta le testate che campano di copia-incolla, non esige riscontri. 
È una platea che ha sviluppato una totale assuefazione al paradosso: domani potrebbe leggere che un pedone ha superato la barriera del suono camminando sul marciapiede, e si limiterebbe a cliccare "Mi piace" o a scrollare oltre.
Questo quieto asservimento dei lettori chiude il cerchio perfetto della decadenza. L'editore taglia i costi, il ripetitore copia la velina, l'Ordine si gira dall'altra parte per tutelare il potere, e il pubblico consuma il prodotto scadente senza protestare.
L'Ordine dei Ripetitori è formalmente fondato e blindato dal silenzio di tutti gli attori in gioco. 
Resta solo da capire quanto tempo impiegherà questa farsa istituzionalizzata a consumarsi da sola, quando persino l'assurdità dei 100 all'ora sembrerà troppo noiosa per scuotere una massa ormai incapace di svegliarsi dal proprio torpore.

N.B. Se invece fai parte della vecchia guardia e ritieni di sostenere il giornale della tua città andando direttamente alle Poste, dona ciò che ritieni opportuno MA FALLO! Ricarica senza aspettare domani la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O GRAZIE

Pubblicità

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti