mercoledì, 30 settembre 2026

TEATRO ASTRA, PLATEA A RISCHIO: A CASTELFIDARDO LA VIA DI FUGA È UN DIRUPO NEL FANGO: E ASCANI LO SA DAL 2022

La storica rassegna dialettale "Madrelengua", cancellata per problemi legati all'uscita di sicurezza del cineteatro fidardense, fa saltare il tappo della sicurezza. La Giunta difende la formale agibilità della struttura mentre l'opposizione con Marco CINGOLANI (FdI) attacca l'immobilismo dell'Amministrazione Cinque Stelle: i verbali critici della Commissione pubblico spettacolo risalgono a quattro anni fa. Verso la chiusura o la riduzione dei 499 posti, sacrificando la platea. A rischio tracollo il bilancio economico della stagione

Di Sandro Pangrazi | 30-set-2026 4 min di lettura
(0 voti)
https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
 
di Sandro PANGRAZI
 
Un teatro formalmente "aperto" ma nei fatti destinato a rimanere inaccessibile o - nel migliore dei casi - fortemente limitato negli accessi. 
La vicenda del Cinema Teatro Astra di Castelfidardo ha assunto i contorni del paradosso burocratico.
Da un lato c'è la realtà oggettiva: una storica rassegna dialettale come "Madrelengua" cancellata all'improvviso dal palinsesto, una via di fuga che dà su un viottolo scosceso e fangoso a ridosso di una scarpata senza protezioni, e sullo sfondo lo spettro del diniego del nulla osta da parte della Commissione di Vigilanza che, senza modifiche, mette a rischio la capienza storica di 499 spettatori.
Dall'altro lato c'è la difesa della Giunta guidata dal Sindaco Massimo ASCANI (Movimento 5 Stelle), giunto ormai alle battute finali del suo secondo mandato, che si trincera dietro un comunicato rassicurante in cui si afferma che "il teatro non è inagibile".
Una linea difensiva che però si scontra con una verità emersa con forza nel dibattito politico locale, sollevata dalle motivate critiche del consigliere di minoranza Marco CINGOLANI (Fratelli d'Italia): i verbali della Commissione risalgono al lontano 2022 e da allora si è chiuso un occhio o anche entrambi.
In un contesto storico post-Corinaldo, però, l'immobilismo quadriennale dell'Amministrazione e le giustificazioni risibili legate al "maltempo" non sono semplicemente più tollerabili nel 2026.
Ecco per passaggi strutturali, le note che spiegano perché la gestione di questa crisi rappresenta un fallimento amministrativo.
 
La farsa del burocratese difensivo
Dire che il Teatro Astra non è chiuso mentre le compagnie storiche annullano le date è un insulto all'intelligenza dei cittadini.
L'Astra sarà, per ora, anche formalmente aperto... ma svuotato di spettacoli.
Un edificio pubblico non si valuta solo dallo stato del tetto o delle poltrone interne, ma dalla sua agibilità funzionale e complessiva.
Se le vie di esodo non consentono il deflusso in sicurezza del pubblico, la struttura è paralizzata.
Il comunicato ufficiale del Comune cerca di salvare la forma, ma la sostanza descrive un teatro privato della sua anima culturale.
 
Il paradosso della platea intrappolata
Il dettaglio più allarmante riguarda la conformazione stessa del teatro: è proprio la platea — la parte più consistente e popolata della struttura — a dover dipendere in modo vitale da quella specifica via di fuga.
Pensare di escludere l'uscita laterale significa tagliare i ponti al settore che ospita la stragrande maggioranza del pubblico a sedere.
In caso di emergenza, privare la platea del suo sbocco naturale creerebbe una situazione di instabilità ingestibile, concentrando centinaia di persone sull'unica uscita rimasta (l'ingresso al piano superiore), violando ogni logica elementare di evacuazione simmetrica.
 
La scusa risibile del maltempo
L'argomentazione del Sindaco secondo cui la via d'esodo diventa inappropriata solo "in condizioni di maltempo" contrasta con i principi base della sicurezza pubblica.
Le emergenze e i piani di evacuazione non si concordano con le previsioni meteo.
Pretendere che la via di fuga principale di una platea gremita rimanga un sentiero, che potrebbe trasformarsi in fango scivoloso, costeggiando dirupo incustodito (quindi per assurdo sperando che non piova mai durante uno spettacolo) dimostra una sottovalutazione del rischio che oggi è considerata del tutto inaccettabile dalle rigide normative vigenti.
 
Il ricatto matematico della capienza ridotta
La soluzione prospettata dall'Amministrazione ASCANI per aggirare il problema — escludere quell'uscita riducendo il numero di spettatori — si conferma essere un vicolo cieco.
Il Teatro Astra vive della sua capienza da 499 posti.
Poiché il deficit di sicurezza colpisce essenzialmente la platea, ridurla per compensare la perdita dell'uscita significherebbe svuotare la pancia stessa della struttura.
Le compagnie teatrali, le manifestazioni culturali, gli appunti amministrativi e anche la semplice gestione cinematografica non possono sostenere un richiamo al ribasso o i costi fissi con un numero di biglietti così esiguo. 
Insomma la toppa prospettata dal Sindaco rischia di essere peggiore del buco.
 
L'unico rimedio sensato: investire sul viottolo
Non esistono scorciatoie burocratiche o colpi di spugna sui verbali: la Commissione di Vigilanza difficilmente rilascerà un nulla osta basato sulle promesse.
L'unica strada fattibile è l'apertura immediata di un cantiere d'urgenza sul retro del teatro.
Il viottolo in forte pendenza va livellato, pavimentato con materiali drenanti e protetto da solide barriere verso la scarpata.
Solo dando dignità strutturale a quel sentiero di emergenza si potrà restituire a Castelfidardo il suo centro culturale in totale sicurezza.
Il tempo delle parole e dello "studio di soluzioni" è scaduto nel 2022.
 
 
IBAN di Sandro Pangrazi: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
PostePay: 4023 6013 6599 0332

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti

Osimo Oggi — Per contattare Osimo Oggi Blog h.24 393.33.09.366 (solo whatsapp) osimooggiblog@gmail.com

Informazioni

Servizi

    © 2026 Osimo Oggi blog — Ex testata giornalistica locale.

    Connessione interrotta

    Tentativo di riconnessione in corso...