lunedì, 24 agosto 2026

ALTRO COLPO AL TURISMO DELLA DROGA, IN MANETTE VACANZIERO ALBANESE

Il 23enne Lili Qarri, pendolare dello spaccio tra Perugia e le Marche, è stato arrestato dai Carabinieri del Norm di Osimo con 160 dosi di cocaina nascoste tra la vegetazione a Minonna di Jesi. Il giudice ha convalidato il fermo e blindato in carcere l'extracomunitario

Di Sandro Pangrazi | 24-ago-2026 4 min di lettura
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ALTRO COLPO AL TURISMO DELLA DROGA, IN MANETTE VACANZIERO ALBANESE

 

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di Sandro PANGRAZI

La Vallesina si conferma piazza decisamente calda per lo spaccio di stupefacenti e quindi per il lavoro, in trasferta, degli uomini dell'Arma osimana. 
I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile (Norm), seguendo una pista ancora calda, sono infatti tornati a colpire a Jesi, a distanza di appena 50 giorni dall'ultima importante operazione antidroga; anche allora si erano dovuti occupare dell'arresto, come in questo episodio, di un altro falso turista proveniente dal Paese delle Aquile. L'ultimo della lista, ammanettato il 17 agosto (ma la notizia si è diffusa solo in queste ore) è tale Lili QARRI, giovane cittadino albanese di 23 anni. 
Il ragazzo, dopo la convalida dell'arresto da parte del giudice, a distanza di una settimana dal fermo giudiziario, si trova ancora ristretto presso il carcere di Montacuto. 
Di questi tempi, evento più unico che raro.
Ecco come si è sviluppata l'operazione e la rete scoperta dai militari:

Il blitz e il sequestro della coca in zona Minonna
I militari del Norm hanno sorpreso il 23enne in zona Minonna, in aperta campagna alla periferia di Jesi, mentre era alla guida di un’automobile. 
Dopo averlo intercettato e fermato, gli uomini dell'Arma hanno individuato il luogo dove nascondeva la sostanza stupefacente. 
QARRI aveva occultato il carico in mezzo a dei cespugli, nei pressi di un casolare della zona: ben 160 "palline" di cocaina da 0.81 grammi circa, già confezionate e pronte per lo smercio, pari a circa 130 grammi totali di "neve" (suddivisi in 160 dosi complessive), pronte per essere piazzate presso l'amata clientela.

La rotta Perugia-Ancona del finto turista
Il giovane albanese risulta essere formalmente attivo in Umbria, ma di fatto, ai terminali di polizia, è risultato un clandestino senza fissa dimora. 
In particolare, su questo versante, le indagini hanno svelato la particolarità del caso legato al meccanismo del "pendolarismo dello spaccio": QARRI faceva base a Perugia, dove l’organizzazione, a cui l'extracomunitario risulta affiliato, gli aveva stabilito il quartier generale logistico: da lì partiva, quasi ogni mattina, simulando spostamenti turistici verso la provincia di Ancona. 
Per l’intera giornata era così libero di muoversi sul territorio e (inizialmente non notato) distribuire la cocaina ai propri clienti.

La mappa dello spaccio da Senigallia alla Riviera
Il raggio d'azione del finto turista era vastissimo, copriva l'intera provincia di Ancona e toccava capillarmente sia l'entroterra che la costa. 
La fitta mappa delle piazze rifornite quotidianamente comprendeva infatti le piazze di Senigallia e Marzocca, e poi  scendere verso Monsano, Filottrano, Castelferretti, Santa Maria Nuova, la stessa Osimo e infine la Riviera del Cònero. 
Solo in tarda serata, dopo aver esaurito l'intero carico giornaliero di dosi, il 23enne faceva ritorno a Perugia in treno, praticamente indisturbato e sconosciuto ai radar, per poi ripetere lo stesso identico rituale il mattino successivo.

Il network criminale transregionale
L'arresto di QARRI non è un episodio isolato, non nasce dal nulla ma si inserisce in un quadro investigativo molto più ampio. 
Il suo fermo si aggiunge infatti a quello di altri quattro connazionali finiti in manette nel recente passato (tra cui un arresto speculare effettuato a fine giugno) sempre per mano dei militari osimani, oltre a una quinta persona denunciata a piede libero. 
I riscontri dei Carabinieri, validati dalla conferma in carcere dell'albanese, narrano l'esistenza di una vera e propria organizzazione di matrice albanese che rifornisce stabilmente le Marche, l'Anconetano e la vicina Umbria.

Il blocco in carcere e la violazione delle regole di frontiera
La totale condizione di irregolarità di QARRI rappresenta una violazione aperta delle prescrizioni stabilite dalla Polizia di Frontiera italiana per l'ingresso senza visto dall'Albania. 
I cinque requisiti doganali obbligatori (passaporto biometrico valido, giustificazione del viaggio con prenotazione o lettera di invito, mezzi finanziari sufficienti, assicurazione sanitaria da 30.000 euro e biglietto di ritorno) erano del tutto assenti nel profilo del giovane. 
Proprio la mancanza di garanzie, lo status di senza fissa dimora e il pericolo di fuga hanno spinto il giudice a convalidare la custodia cautelare a Montacuto, interrompendo l'ennesimo canale di rifornimento e la spola della droga.

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