lunedì, 10 agosto 2026

TURISTA FAI DA TE? NO, COCA IN TOUR... AHI AHI AHI!

In manette al Pinocchio di Ancona Ejdi Grabovaj, "turista" albanese di appena 19 anni, arruolato dall'organizzazione allo scopo di spacciare cocaina in Italia per 5.000 euro netti a trimestre, vitto, alloggio e auto pagati dall'organizzazione. La sfortuna del giovane? Incrociare ad Osimo il Luogotenente Esposto e un Pm rigoroso: dopo cinque giorni il "falso turista" resta ancora inchiodato ai box di Montacuto

Di Sandro Pangrazi | 10-ago-2026 5 min di lettura
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TURISTA FAI DA TE? NO, COCA IN TOUR... AHI AHI AHI!

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di Sandro PANGRAZI

Il blitz e l'arresto in flagrante
Non si trasforma in spacciatore una volta arrivato in Italia, ma ci parte direttamente da casa, dall'Albania, con l'idea ben chiara in testa. 
Così nasce l professione del pony express internazionale, da utilizzare, salvo incidenti di percorso, una volta in Italia, poi in Spagna e negli Paesi dell'Unione con un mercato di morte.
Un duro colpo al settore sempre florido delle sostanze stupefacenti è stato messo a segno mercoledì scorso dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile (Norm) della Compagnia di Osimo. 
I Carabinieri hanno fatto scattare un blitz mirato ad Ancona, stringendo le manette ai polsi di Ejdi GRABOVAJ, giovane albanese di appena 19 anni. 
Il ragazzo, disoccupato e completamente nuovo agli archivi delle forze dell'Ordine, si trovava ufficialmente nel Bel Paese grazie a un visto turistico della durata massima di tre mesi, utilizzato come mera copertura per l'attività illecita.

L'indagine da Osimo al covo del Pinocchio
L'attività investigativa è partita proprio dalle strade osimane, dove il 19enne era stato intercettato per aver già messo a segno alcune situazioni di spaccio in città. 
Entrato con decisione nel radar degli uomini guidati dal Luogotenente Giuseppe ESPOSTO, il giovane extracomunitario è stato pedinato e monitorato nei suoi spostamenti fino alla sua base logistica nel capoluogo dorico. 
Il cerchio si è chiuso in un'abitazione situata in via Monte San Vicino, nella zona residenziale del Pinocchio. 
Qui GRABOVAJ è stato colto in flagrante dai militari osimani mentre trasportava un ingente quantitativo di polvere bianca: un centinaio di dosi di cocaina – per l'esattezza 102 pacchetti già pronti e termosigillati – ricavati da un blocco complessivo di ben 86 grammi di stupefacente. 
Nel corso dell'operazione sono stati sequestrati anche tre telefoni cellulari, ora al vaglio degli inquirenti per ricavare informazioni future preziose.

Il reclutamento: alloggio, vitto, auto e 50 euro al giorno
L'arresto del 19enne squarcia il velo su un collaudato meccanismo di reclutamento transnazionale, una vera e propria rete organizzata ad alto livello, che arruola "pony express" della droga direttamente tra i disperati dell'Albania e tra quanti sono disponili, in cambio di circa 5.000 euro a trimestre, di correre il rischio. 
Il sistema funziona secondo uno schema preciso: le organizzazioni scelgono ragazzi giovanissimi e soprattutto "puliti", privi cioè di precedenti penali che possano insospettire le forze dell'Ordine. 
A queste giovani leve, che partono dalla propria Patria con il preciso mandato di spacciare, viene assicurato uno stipendio fisso: un reddito netto di circa 50 euro al giorno, garantito finché le cose vanno bene. 
Per rendere la struttura operativa sul territorio, i vertici del sodalizio criminale mettono a completa disposizione dei sodali sia gli alloggi dove dormire, sia le autovetture necessarie per muoversi rapidamente e battere la provincia palmo a palmo, oltre che mangiare e quanto logisticamente necessario, tra cui la coca e il pacchetto-clienti.

La strategia del "falso turista" a spasso per l'Europa
Il meccanismo del falso turista, in genere, prevede lo sfruttamento totale dei 90 giorni di permanenza massima consentiti sul territorio italiano dal visto. 
Al termine dei tre mesi, se non si verificano incidenti di percorso con la Giustizia, il corriere fa rientro in Albania con un bottino niente male: circa 5.000 euro puliti di guadagno in tasca, pronti per essere monetizzati in patria. 
Se invece il corriere ha la sfortuna di sbagliare territorio e di essere attenzionato da investigatori particolarmente attenti – come nel caso messo a referto a Osimo – i piani criminali cambiano. 
Solitamente, l'organizzazione conta e confida sulla rapida rimessa in libertà dello spacciatore da parte delle maglie larghe della Giustizia italiana. 
Una volta fuori, il giovane viene immediatamente riciclato dalla cupola per essere spedito a battere le piazze di spaccio in uno degli altri 26 Stati dell'Unione Europea, Spagna in primis.

Qualcosa va storto: il 19enne resta ai "box"
Stavolta però qualcosa è andato storto e Ejdi GRABOVAJ, stranamente ma vero, dopo cinque giorni è ancora ai box di Montacuto. 
A differenza di quanto accade a molti altri suoi "colleghi" di reato, infatti, per il 19enne le porte del carcere non si sono riaperte dopo pochi minuti o giorni. 
Nonostante sia trascorsa ormai quasi una settimana dall'arresto, il giovane si trova ancora ristretto in una cella della Casa circondariale di Ancona. 
Una permanenza dietro le sbarre dovuta in primis alla "sfortuna" di aver trovato un Pubblico Ministero decisamente più rigoroso della media, ma soprattutto a precise ragioni di natura legale: non avendo una fissa dimora in Italia ed essendo legato al territorio solo da un visto turistico temporaneo, il rischio che possa far perdere le proprie tracce prima della definizione giudiziaria della vicenda è elevatissimo. 
Il giovane resta dunque a disposizione dell'Autorità giudiziaria in attesa del processo, vedendo sfumare, ma solo per il momento, il suo pianificato tour dello spaccio europeo.

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