giovedì, 20 agosto 2026

IL REBUS "CESARE-KRUEGER": DA 18 ANNI GESTITO DA RADICIONI A POLTRONE E IDEE INVERTITE

Dal 2008 al 2024 storico Preside della Gaio Giulio Cesare, oggi il Dirigente si ritrova da due anni alla guida della Bruno da Osimo. Il paradosso imbarazzante di chi critica il proprio stesso passato nella scuola di Piazzale Bellini, mentre la legge 23/1996 inchioda le omissioni del Comune

Di Sandro Pangrazi | 20-ago-2026 4 min di lettura
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IL REBUS "CESARE-KRUEGER": DA 18 ANNI GESTITO DA RADICIONI A POLTRONE E IDEE INVERTITE

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di Sandro PANGRAZI

Le "baruffe chiozzotte" per le aule del palazzo di Piazzale Bellini tra le medie Gaio Giulio Cesare e Christine Krueger continuano a far discutere la città anche sotto formale Ferragosto. 
Ma per fare definitiva chiarezza su questa commedia degli equivoci e sul "rebus" della convivenza forzata non servono i codici della burocrazia: basta guardare alla biografia del vero protagonista, suo malgrado, di questa storia, il professor Fabio RADICIONI. 
Un Dirigente scolastico al centro della vicenda da ben 18 anni che, pur non avendo responsabilità dirette sulle colpe storiche del Comune e4 delle varie Amministrazioni succedutesi, oggi si trova nell'imbarazzante posizione di fare un tifo inopportuno contro il suo stesso passato!

Un recordman tra le due sponde
Il professor RADICIONI è infatti un autentico recordman delle scuole osimane. 
Nativo da Ancona, dal 2008 al 2024 il Preside ha guidato ininterrottamente per sedici anni l'istituto comprensivo Gaio Giulio Cesare, difendendo ogni metro quadro di Piazzale Bellini dall'espansione della scuola concorrente. 
Il 1° settembre 2024 la sorte ha però preteso il contrappeso, dirottando il dirigente alla direzione dell'istituto comprensivo "nemico", ovvero la Bruno da Osimo (Krueger), cambiando istantaneamente barricata e firmando di fatto, qualche giorno fa, la nota di protesta contro la sua ex scuola.

Quello scatto fotografico del 2024 con Sindaco e Vice Sindaco
A testimoniare questo incredibile valzer delle poltrone c'è uno scatto emblematico risalente proprio al trasferimento del 2024. 
Nell'immagine di rito che riportiamo in copertina, scattata in Comune, RADICIONI posa sorridente al fianco della professoressa Lorella BELLEGGIA (colei che ha ereditato la gestione alla guida della Giulio Cesare), scortati dall'allora vice Sindaco Monica BORDONI e dal Primo cittadino meteora Francesco PIRANI.
Un'istantanea che oggi, alla luce delle prese di posizione di attualità, assume un sapore del tutto ironico, appunto chiozzotto.

Un tifo da stadio che si poteva e doveva evitare
RADICIONI ovviamente non ha colpe se il Comune è immobile da oltre 20 anni e non costruisce nuove strutture. 
Tuttavia, l'etica e l'opportunità istituzionale avrebbero dovuto imporre un briciolo di prudenza istituzionale in più, evitando di leggerlo oggi nei panni del tifoso ultrà della Krueger. 
Gridare allo scandalo per scippare spazi alla Cesare, ovvero alla casa che lui stesso ha amministrato e protetto per oltre tre lustri davanti agli stessi Amministratori locali dormienti, si traduce agli occhi dell'opinione pubblica in un cortocircuito imbarazzante.

I muri sono del Comune, non delle scuole
Da questo punto di vista la legge 23/1996 parla chiaro: nessuna scuola è proprietaria dei muri in cui opera. 
Gli edifici al contrario e ovviamente appartengono al Comune, che li assegna temporaneamente in concessione d'uso. 
Dal punto di vista giuridico, quindi, vale la pena ribadire, la Giulio Cesare non è "padrona" e la Krueger non è "ospite", perché entrambe si trovano lì solo per le disposizioni, per altro univoche nel tempo, delle varie Amministrazioni comunali di ogni colore e tendenza politica.

Il bluff del marketing scolastico e i nodi al pettine
Un istituto Comprensivo moderno e in linea con le attese del proprio pubblico non può (o meglio non potrebbe) programmare a tavolino un’offerta formativa sovradimensionata, ben sapendo che i locali assegnati non possono contenerla. 
Promettere tempi prolungati e pranzi sui banchi senza avere lo spazio fisico per fare tutto è solo propaganda basata su un azzardo logistico. 
Il caos di Piazzale Bellini, in definitiva, non è figlio del destino, ma di una totale assenza di pianificazione edilizia da parte del Comune di Osimo e di una dirigenza scolastica, in questo caso RADICIONI, che adegua pretese, lamenti e "tifo da stadio" (oppure no) a seconda della sigla stampata sul proprio cedolino.

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