giovedì, 06 agosto 2026

RAPINA AL BENZINAIO IN SUPERSTRADA, COLTELLO ALLA MANO: FINE CORSA PER IL FIDARDENSE ANDREA AMALI

Sentenza definitiva per un 43enne originario di Ancona, autore in concorso di un colpo all'area di servizio Ip di Tolentino: i Carabinieri lo hanno prelevato martedì mattina per trasferirlo a Montacuto. Dovrà espiare oltre 3 anni

Di Sandro Pangrazi | 06-ago-2026 4 min di lettura
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RAPINA AL BENZINAIO IN SUPERSTRADA, COLTELLO ALLA MANO: FINE CORSA PER IL FIDARDENSE ANDREA AMALI

https://www.dottromaldini.com/

Fine della corsa per il 43enne Andrea AMALI, residente a Castelfidardo ma originario di Ancona, già noto alle forze dell’Ordine. 
Martedì 4 agosto, i Carabinieri della locale Stazione lo hanno rintracciato e tratto in arresto in esecuzione di un ordine di carcerazione definitivo emesso dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Macerata. 
L'uomo, condannato per rapina aggravata in concorso e falsità materiale, dovrà espiare una pena residua di 3 anni, 1 mese e 28 giorni nel carcere di Montacuto.
Ecco come si sono svolti i fatti di due anni fa, dall'assalto fino alle manette dell'altro giorno.

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L’assalto col coltello alla stazione IP: bottino 2.000€
Il pomeriggio del 29 agosto 2024, la banda entra in azione presso l'area di servizio IP, lungo la superstrada SS77, nel territorio di Tolentino. 
Sotto la minaccia di un coltello puntato contro il gestore del distributore, i malviventi riescono a farsi consegnare il portafoglio dell'operatore, contenente l'intero incasso della giornata: una cifra vicina ai 2.000 euro in contanti.

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La fuga sulla superstrada 77 e il trucco delle targhe
Preso il bottino, i criminali fuggirono a tutta velocità a bordo di un'auto in direzione mare. 
Per coprirsi la fuga ed evitare i controlli elettronici dei varchi "Targa System", i complici utilizzarono uno stratagemma diffuso che costerà ad AMALI l'accusa suppletiva di falsità materiale: targhe alterate o l'uso di documenti contraffatti per sviare le indagini e superare i posti di blocco.

La caccia all'uomo e i primi fermi a Porto Sant'Elpidio
Il piano antirapina scattò immediatamente, in pochi minuti. 
La centrale operativa coordinò le pattuglie all'inseguimento di Polizia e Carabinieri, tra le province di Macerata e Fermo. 
L'inseguimento da film si concluse sul litorale, a Porto Sant'Elpidio, dove le forze dell'Ordine riuscirono a sbarrare la strada al veicolo in fuga. 
L'intera refurtiva di 2.000 euro venne recuperata e subito riconsegnata al benzinaio rapinato sotto lo scacco del coltello.

Il processo a Macerata e la condanna
Le indagini inchiodarono tutti i responsabili del colpo, tra cui il complice Mattia ROMAGNOLI e lo stesso Andrea AMALI. 
Il percorso giudiziario presso il Tribunale di Macerata vide il fidardense incassare una condanna in primo grado a 3 anni e 5 mesi di reclusione, confermando in Appello la gravità del reato, commesso in concorso e l'aggravante delle armi e del falso materiale.

Il blitz di martedì mattina e le porte del carcere
Con la sentenza diventata definitiva, la Procura di Macerata ha emesso il decreto di carcerazione. 
Martedì mattina 4 agosto, i Carabinieri di Castelfidardo hanno così bussato alla porta del 43enne prelevando il ricercato. 
Dopo le formalità di rito in caserma, AMALI è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Montacuto per scontare la restante pena residua di oltre 3 anni.

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