BUFERA A DESTRA, I CASI MALERBA E RAFFAELI: DA SENIGALLIA A LORETO IL CROLLO DEL METODO CICCIOLI
Lo strappo dei coordinatori unisce la provincia nel nome dell'autonomia negata. Dallo storico legame con Carlo Ciccioli alle dimissioni di referente provinciale dei circoli di Fratelli di Italia: la rivolta della base unisce Loreto e la vallata del Misa. Cosa succede nei circoli anconetani di Fratelli d'Italia?

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di Sandro PANGRAZI
Un vero e proprio terremoto politico scuote Fratelli d'Italia in provincia di Ancona, da nord a sud, da Senigallia a Loreto.
Dopo Belinda RAFFAELI, Presidente del circolo loretano, anche Nicolino MALERBA da Passo Ripe, figura storica e colonna portante della Destra senigalliese, ha rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili.
Una decisione drastica che in entrambi i casi apre una frattura profonda con il partito nella figura dell'europarlamentare Carlo CICCIOLI e di riflesso (nel caso di MALERBA) con il Consigliere regionale di riferimento Corrado CANAFOGLIA.
Per provare a capire la portata di questo strappo non banale, che parrebbe inserirsi in una vera e propria fronda interna, bisogna analizzare la vicenda almeno attraverso cinque tappe cruciali.
Mezzo secolo di Fiamma e l'eredità del Quadrato
MALERBA rappresenta la memoria storica della Destra marchigiana.
La sua avventura inizia nel 1972: oltre cinquant'anni di passione vissuti in prima linea nel Fronte della Gioventù, poi in Alleanza Nazionale e infine in Fratelli d’Italia.
Un lungo percorso condiviso un passo dopo l'altro con l'amico di sempre, Carlo CICCIOLI, rivendicando con orgoglio lo spirito indomito dei "ragazzi del Quadrato" e la continuità ideale con l'Idea, da ALMIRANTE sia pur, nelle debite proporzioni, fino a Giorgia MELONI.
Il trionfo alle recenti Comunali di Senigallia e il "Grazie Carlo" del 1° giugno
Nulla faceva presagire la tempesta.
Soltanto il 1° giugno, all'indomani dei successi elettorali portati a casa alle Regionali (nove mesi fa) e alle Amministrative nella vallata, MALERBA scriveva un post pubblico colmo di affetto e stima cieca: "Grazie amico mio, grazie Carlo", celebrando l'operato di CICCIOLI per il territorio di Senigallia.
Un idillio politico e personale che sembrava indistruttibile.
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L'8 giugno, lo strappo e l'asse di fatto Loreto-Senigallia
Poi, il corto circuito in appena sette giorni. L'8 giugno MALERBA si presenta da Carlo CICCIOLI e gli consegna le proprie dimissioni irrevocabili dall'incarico di Coordinatore dei circoli della provincia di Ancona di Fratelli d’Italia.
Un fulmine a ciel sereno che assume i contorni di una crisi strutturale: il passo indietro di MALERBA arriva infatti a sole 72 ore di distanza dalle analoghe dimissioni di Belinda RAFFAELI dalla carica di Presidente del circolo di Loreto.
Da nord a sud della provincia, il problema denunciato è esattamente lo stesso: autonomia zero per i territori.
Il cuore del problema: la questione del metodo politico
Il cuore del problema non è una semplice lite passeggera, magari per una assegnazione di una poltrona o un incarico ben retribuito, ma una profonda questione di metodo politico.
Sul banco degli imputati c'è l'approccio identitario di Carlo CICCIOLI – leader indiscusso sul territorio da oltre mezzo secolo – e la gestione verticistica delle sue stesse "creature politiche", vedi Corrado CANAFOGLIA, ultimo soltanto a livello temporale.
Il centralismo esasperato impresso dai vertici regionali ha finito per asfissiare i circoli locali.
Da una parte c'è la pretesa di un controllo totale dall'alto, dall'altra la richiesta di agibilità democratica da parte di chi, tutto l'anno e da anni, mette la faccia e l'impegno sul territorio.
Il corto circuito nasce proprio qui: le basi storiche non accettano più di essere trattate come semplici esecutori di ordini calati dall'alto.
Facile a dirsi; assai meno da attuarsi in pratica quotidiana per un partito, da sempre, rigidamente strutturato.
Il post del 15 giugno e la domanda finale: che succede in FdI?
Resta da capire se il polemico passo indietro firmato MALERBA comporti, come conseguenza. anche l'interruzione della sua presenza nello staff locale dell'europarlamentare, rinunciando alla regalia di 650 euro al mese assicurati da CICCIOLI al collaboratore su piazza attraverso i ricchi fondi di Bruxelles.
Mancia mensile o meno, rompendo il silenzio appena ieri mattina, sempre dalla bacheca di Facebook, MALERBA dopo mezzo secolo ha sputato il rospo contro quelle che definisce logiche da "centrali di potere": "Io per l’ennesima volta mi sono fidato delle persone... ma tutto ciò non è stato ripagato" - lasciando intendere che, forse, chiedergli di rinunciare anche ad una "pensioncina" di 7.800€ annui (per anni cinque)parrebbe voler chiedere troppo all'onore ferito e al suo disappunto politico.
Tanto è vero che MALERBA giura fedeltà ideale: "nessun salto della quaglia, resto ma da semplice iscritto".
La domanda resta così sul tavolo, inevasa: cosa sta succedendo davvero nei circoli anconetani controllati o sotto la giurisdizione di CICCIOLI?
Oltretutto a pochi giorni dall'insperata e storica riconferma dell'Amministrazione Olivetti a Senigallia e del successo, trasversale ed indiretto, ottenuto pure a Loreto.
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