domenica, 26 luglio 2026

LA NUOVA FENICE NON RICONOSCIUTA DALL'UNESCO "PATRIMONIO DELL'UMANITA'"

Nel mirino della critica l'ininfluenza dell'Assessore alla Cultura Mauro Pellegrini (titolare dal 2014 per tre mandati consecutivi, interrotti solo dai cinque mesi della Fantasia) incapace di far valere ad Osimo i 239 anni del teatro, tra i maggiori "condominiali" delle Marche. Nella regione promossi otto palcoscenici: Jesi, Fabriano, Offida, Fermo, Macerata, San Severino Marche, Ascoli Piceno e Urbania (e altri sei in "panchina" ma non Osimo) quale 62° sito italiano dell'umanità. Regione e Ministero brindano al successo universale dello storico modello condominiale marchigiano

Di Sandro Pangrazi | 26-lug-2026 8 min di lettura
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LA NUOVA FENICE NON RICONOSCIUTA DALL'UNESCO "PATRIMONIO DELL'UMANITA'"
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di Sandro PANGRAZI
Un’esclusione che brucia su un’inchiesta che solleva il velo del grande pasticcio dei teatri condominiali marchigiani, in chiave osimana, promossi a patrimonio dell'Umanità Unesco.
Mentre mezza regione leghista, riunita venerdì sera a Filottrano (padrone di casa il Sindaco Luca PAOLOROSSI a villa Gentiloni), ha stappato lo spumante in anticipo, il verdetto ufficiale è arrivato oggi, domenica 26 luglio 2026, direttamente da Busan, in Corea del Sud.
Nel corso della 48ª sessione del Comitato, svoltasi dal 19 al 29 luglio, è stato ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio mondiale ‘Il sistema dei teatri condominiali all’italiana del XVIII e XIX secolo nell’Italia centrale’.
A festeggiare sul campo per la Regione Marche c'erano il Sottosegretario alla Presidenza, Silvia Luconi, insieme alla Dirigente della Direzione Cultura Daniela Tisi.
Proprio la Luconi, direttamente dalla Corea del Sud, ha commentato a caldo lo storico traguardo: «Un riconoscimento che valorizza l'intera rete dei teatri marchigiani che scaturisce da un rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale sicuramente complesso iniziato nel 2020. I teatri all’italiana con le Marche capofila rappresentano la nostra storia, la nostra identity, la testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre comunità».
Con questo storico via libera, l'Italia mantiene il primato mondiale nella lista rappresentativa dell’UNESCO, toccando quota 62 siti iscritti, ma la Nuova Fenice resta tristemente a guardare dal backstage.
Per capire come si sia consumata questa doccia fredda sopra le teste di Osimo e degli osimani, occorre ripartire da un preciso retroscena politico e analizzare i dati che smascherano il bluff dell'immobilismo nostrano, marchiato Pd.

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 Lo "spoiler" a Villa Gentiloni e la parata della Lega
La bomba è esplosa l’altra sera nella splendida cornice di Villa Gentiloni, a Filottrano.
Lì, lo "Stato maggiore" della Lega marchigiana - un centinaio di presenti, forse meno - si è riunito in pompa magna per anticipare la notizia del riconoscimento Unesco, con tanto di pesi massimi del Governo – i Ministri Matteo SALVINI (Infrastrutture) e Giancarlo GIORGETTI (Economia) – video collegati da remoto.
Un summit blindato, una parata in anticipo di partito per intestarsi i meriti dei teatri promossi a Busan mentre Osimo veniva lasciata fuori dalla porta come un parente "alla lontana", per giunta pure povero.
 
Cosa c'entra la Lega con i teatri marchigiani? La filiera Latini-Bergonzoni
Dal punto di vista amministrativo l'operazione sembrerebbe fuori contesto: nella Giunta regional l’unico Assessore espresso da un Carroccio in disarmo, dissanguato ogni giorno di più da VANNACCI, è Enrico ROSSI, vice Presidente della Giunta regionale, con delega all'Agricoltura, mica ai Beni Culturali!
Eppure la paternità che il Carroccio ha rivendicato a Filottrano poggia su una filiera di potere blindatissima che ha dettato le regole sin dal primo giorno.
L’asse portante è tutto in mano a Giorgia LATINI: potente Segretaria regionale della Lega, ex Assessore alla Cultura delle Marche nel 2022 (quando fece partire l'iter), oggi deputata e alleata di ferro di Lucia BERGONZONI, la bolognese Sottosegretario al Ministero della Cultura, con delega guarda caso all'Unesco.
I dossier passati sotto le loro mani hanno quindi trovato canali diretti, oliati e rapidissimi.
Tutti (o quasi) in discesa, tranne incredibilmente quello di Osimo.
I teatri promossi dall'Unesco durante i lavori della 48ma sessione del Comitato universale conclusosi oggi a Busan (Corea del Sud)
 
Il bluff di Potenza Picena e la scure della "panchina" UNESCO
La giustificazione ufficiale per liquidare La Nuova Fenice è il solito "purismo burocratico": il nostro teatro sarebbe stato bocciato perché l’attuale struttura del CANEDI è datata "appena" 1892, risultando quindi troppo "giovane" rispetto ai parametri sette-ottocenteschi della candidatura!
Ma il verdetto reale di Busan svela un retroscena clamoroso che demolisce questa scusa: gli esperti dell'Unesco non hanno fatto sconti a nessuno.
Il Teatro da 99 posti "Bruno Mugellini" di Potenza Picena (casualmente città del Governatore Francesco ACQUAROLI), inaugurato addirittura nel 1933 in pieno ventennio fascista, è stato accantonato ma non bocciato come il nostro ma piuttosto spedito in panchina!
Insieme a Potenza Picena sono stati bocciati (ma di fatto "sospesi" in seconda battuta) colossi come il "Rossini" di Pesaro, la "Fortuna" di Fano, il "Persiani" di Recanati, il "Vaccaj" di Tolentino e il teatro "Comunale" di Porto San Giorgio.
La filiera della Destra marchigiana ha provato a infilare nel dossier i propri fortini elettorali, ma l'Unesco, dall'altra parte del mondo, ha alzato il muro, retrocedendo ben 6 teatri marchigiani sui 14 proposti tra le riserve rivedibili.
 
 Nomi e città importanti finiti in panchina...Tolentino, Porto San Giorgio, Fano, Recanati, Pesaro e persino Potenza Picena. Non pervenuto Osimo
 
Un'ignavia di lungo corso e il rimpallo delle colpe storiche
A parziale discarico dell'Assessore Mauro PELLEGRINI (Pd), va ricordato un fatto: l’Amministrazione osimana, all'epoca guidata dal Sindaco Simone PUGNALONI, nel 2022 partecipò formalmente all'iniziativa regionale allegando il "curriculum" storico de "La Nuova Fenice" per l'inserimento del gioiello osimano nella lista preliminare.
Il problema drammatico si è verificato solo dopo.
Una volta sbrigato il compitino burocratico della spedizione postale, il dossier di Osimo esaurito è stato letteralmente abbandonato a se stesso, a prendere polvere nei cassetti, dimenticato pure da chi avrebbe dovuto promuoverlo.
Mentre PELLEGRINI stava affrontando e affronta, senza lodi, la sua terza legislatura alla Cultura – una presenza ultradecennale dal 2014 a oggi, interrotta solo dai cinque mesi di Federica FANTASIA – la macchina politica comunale, per un biennio, quello decisivo, si è fatta distrarre e travolgere dalle estenuanti e infuocate vicissitudini politico-elettorali che hanno paralizzato Osimo tra il 2024 e il 2025.
Tra ricorsi, alleanze dell'ultimo minuto e perizie elettorali sul numero dei presenti in Sala Gialla, Osimo ha vissuto una partita tutta propria, dimenticando La Nuova Fenice in secondo piano.
Se i "santi in paradiso" di Potenza Picena e Pesaro sono riusciti a salvare il salvabile, ottenendo almeno un posto rivedibile in "panchina" per un futuro e ipotetico ampliamento della lista, Osimo è rimasta fuori anche da questa possibilità, pur meritando di figurare con un gioiello che ha davvero poco o nulla da invidiare.
Purtroppo, con nessuno a perorare la causa, il teatro non è stato nemmeno considerato degno di attendere un subentro in corsa: cancellato direttamente sul campo, prima ancora di iniziare a competere.
Difficile credere come Osimo possa essere stata esclusa dal circuito dei teatri condominiali di tradizione italiana!
 
Il dato finale: i teatri e i Sindaci Pd promossi (con Pesaro al sicuro in panchina)
Se oggi PELLEGRINI cercasse una via di fuga arrampicandosi sugli specchi del vittimismo ideologico – gridando al complotto politico da parte della Regione o del Ministero, entrambi a guida Centro-Destra – i dati reali che arrivano dalla Corea del Sud, inchiodano l'Assessore alle responsabilità politiche.
Dei soli 8 teatri marchigiani promossi titolari dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (Jesi, Fabriano, Offida, Fermo, Macerata, San Severino Marche, Ascoli Piceno, Urbania), la forte presenza di Amministrazioni progressiste dimostra che la favola della "purga politica" è, appunto, una favola.
Le città di Jesi (Sindaco Pd Lorenzo FIORDELMONDO), Fabriano (Sindaco Centro-Sinistra Daniela GHERGO) e Offida (Sindaco Centro-Sinistra Luigi MASSA) festeggiano il titolo sul campo.
E la stessa Pesaro (Comune a traino Dem), pur rimandata dall'UNESCO tra le riserve per via dei restauri moderni, è rimasta saldamente agganciata al treno del dossier globale.
Questi numeri dimostrano che i Sindaci non allineati alla Regione e al Governo espressi dalle altre città non si sono pianti addosso.
Pur non appartenendo alla maggioranza di Ancona o di Roma, si sono rimboccati le maniche, hanno collaborato istituzionalmente e hanno preteso il riconoscimento per le proprie comunità.
L’Unesco ha premiato la competenza del dossier e la determinazione delle amministrazioni, piuttosto che il colore della tessera di partito.
Osimo invece, distratta dalle sue guerre intestine e guidata da un Assessore rivedibile in quanto ad iniziative e pure ininfluente quanto a peso politico, ha incassato l'umiliazione più cocente: non essere pervenuta, come un teatrino qualsiasi, rimanendo esclusa perfino dai supplementari.
Una disfatta totale che la cultura osimana e La Nuova Fenice certo non meritavano.
Sarai capace di leggerti pure questa notizia, fino all'ultima riga, senza cliccare neanche un caffè?
 
Le dichiarazioni della Luconi da Busan
Proprio il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Marche, Silvia LUCONI, direttamente dalla Corea del Sud ha commentato a caldo lo storico traguardo raggiunto dalla delegazione italiana:
"Un riconoscimento che valorizza l'intera rete dei teatri marchigiani e che scaturisce da un rigoroso percorso di valutazione di un sito seriale sicuramente complesso iniziato nel 2020.
I teatri all’italiana, con le Marche capofila, rappresentano la nostra storia, la nostra identità, la testimonianza del valore architettonico racchiuso in luoghi meravigliosi che sono il cuore pulsante delle nostre comunità".
Parole sacrosante, che pesano come un macigno per Piazza Boccolino e certificano il totale fallimento dell'azione politica locale.
 
https://www.dottromaldini.com/
 
Un'ultima splendida immagine di un teatro bocciato in quanto ritenuto "troppo giovane" (1892), non considerando l'entrata in funzione nel 1.787...
 
 
 
 
 
 
 

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