sabato, 18 luglio 2026

LA NOTTE PIU' LUNGA DI LORETO, UN TAPPETO DI FIAMMELLE PER L'ADDIO A GINA

Diverse centinaia di loretani, flambeau in mano, per l’addio silenzioso alla mamma uccisa. Il sindaco Pieroni adotta il piccolo Youssef: "È il figlio di tutta la città; ogni anno una fiaccolata il 9 luglio". Monsignor Dal Cin scuote le coscienze: «Basta silenzi, serve un’alleanza per far emergere la vita buona"

Di Sandro Pangrazi | 18-lug-2026 4 min di lettura
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LA NOTTE PIU' LUNGA DI LORETO, UN TAPPETO DI FIAMMELLE PER L'ADDIO A GINA

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Una fiumana silenziosa e composta, unita nel dolore profondo per una ferita che ha scosso Loreto nel profondo, l'intera Val Musone, ha fatto parlare l'Italia e che difficilmente potrà rimarginarsi. 
La cittadina mariana ieri sera si è stretta in una commovente fiaccolata per onorare la memoria di Luigia "Gina" FORTUNATO, la mamma di soli 33 anni barbaramente uccisa con 58 coltellate al ventre e alle braccia dall’ex marito, il 40enne tunisino Sami KHEMAIES. 
Diverse centinaia le persone, tra cui moltissimi bambini, che hanno preso parte al corteo partito da piazzale Europa per manifestare vicinanza e affetto, soprattutto al piccolo Youssef, 8 anni, al centro del contendere della coppia, rimasto tragicamente orfano.

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Il Sindaco di Loreto Moreno PIERONI ha proposto di istituzionalizzare la fiaccolata, in ricordo di Luigia FORTUNATO, ogni 9 luglio.

Un lungo striscione rosa e bianco per l'addio a "Gi"
A guidare il corteo è stato un grande striscione rosa e bianco che mostrava le foto di Luigia sorridente, accompagnato da una frase toccante: "Il tuo sorriso e la tua simpatia rimarranno sempre nei nostri cuori... Ciao Gi". 
Sotto lo sguardo imponente delle mura storiche e della cupola illuminata della Basilica, i cittadini hanno sfilato al buio totale, ognuno con un flambeau in mano, per far sentire la propria voce senza bisogno di urlare. 
All'arrivo del corteo in piazza della Madonna lo scenario era spettrale e solenne al tempo stesso, con un tappeto di fiammelle sollevate verso il cielo in un clima di assoluto e rigoroso raccoglimento.

Tanta Loreto a ricordare la vicenda umana della povera cameriera di Cerignola, trucidata con 58 coltellate

L'appello del sindaco: "Il suo bimbo è figlio di tutta Loreto"
L’iniziativa, coordinata in stretta sinergia da Comune, delegazione Pontificia e parrocchie locali, ha voluto lanciare un segnale categorico e potente contro la piaga della violenza sulle donne. 
Visibilmente commosso il Sindaco Moreno PIERONI che ha voluto blindare il futuro del piccolo Youssef rimasto solo: "Il suo bambino è il figlio di tutti noi, di tutta Loreto. Passata l'emotività del momento, le istituzioni continueranno a essere concretamente e quotidianamente vicine alla famiglia".

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Memoria istituzionalizzata: una fiaccolata fissa ogni 9 luglio
Il Primo cittadino ha poi voluto tracciare una linea chiara per il futuro, annunciando un provvedimento formale della sua Amministrazione per fare in modo che il sacrificio della giovane mamma non venga archiviato con il passare del tempo e degli anni. 
"Oggi è stato un appuntamento importante per una fiaccolata del silenzio e della riflessione", ha dichiarato PIERONI a margine del corteo. 
"È mia ferma intenzione istituzionalizzare un percorso che, ogni 9 luglio, tenga viva la memoria. 
Deve partire da Loreto un messaggio forte, attraverso un'imponente fiaccolata, affinché il dramma vissuto da Gina e dalla sua famiglia non sia dimenticato".

Il lungo corteo al passaggio sotto la cupola del santuario mariano

Monsignor Dal Cin scuote le coscienze: "Il bene vince sul male"
Il momento più toccante si è consumato sul sagrato della Basilica, dove l'Arcivescovo monsignor Fabio DAL CIN ha guidato la preghiera e scosso le coscienze dei presenti, elevando il discorso oltre i confini della pura cronaca. 
"Non solo la città di Loreto è stata scossa da un buio che ha colpito tutti", ha esordito il prelato di fronte alla piazza gremita di fiaccole. 
DAL CIN ha però voluto accendere una luce di speranza, lodando il comportamento della comunità: 
"Dalla reazione di questa sera, dalla compostezza del funerale, dalla dignità con cui si è vissuto questo momento, emerge un messaggio chiaro: il bene vince sul male sempre".

L'Arcivescovo Fabio DAL CIN ha ricordato la necessità, anche nel dolore, di far emergere la "vita buona"

 L'allarme sociale: serve un'alleanza educativa tra le istituzioni
L'Arcivescovo ha poi lanciato un severo monito sulla prevenzione dei drammi familiari e sulla necessità di rompere i troppi silenzi che spesso anticipano le tragedie. 
"Quando accadono certi fatti, ci si rende conto che si poteva intervenire prima. 
Per questo oggi diventa fondamentale cercare un'alleanza educativa tra tutte le Istituzioni: Chiesa, Comuni e scuola. 
Un'alleanza vera, che aiuti a vivere la vita buona e ad esprimere al meglio la nostra umanità, perché non esiste un bene solo mio". 
Un richiamo forte alla responsabilità collettiva per evitare che l'indifferenza uccida ancora.

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