mercoledì, 29 luglio 2026

STANGATA TARI DUE ANNI DOPO, LATINI AVEVA RAGIONE: PIRANI DIGIUNA LA CENA (+22%), GLORIO RINGRAZIA E OFFRE IL CAFFE' (-0.75%)

La verità contabile a due anni dal salasso: l'ex Sindaco respinse l'uso di parte del tesoretto da 2 milioni e mezzo preferendo far pagare alle famiglie e alle imprese osimane gli aumenti ereditati da Pugnaloni. E oggi la nuova Giunta, forte di quegli incassi, sbandiera la beffa del mini sconto elemosina. Intanto nelle case è caos per i bollettini F24 che non arrivano. Astea scarica la colpa del ritardo su Poste ma promette: «Nessuna mora fino a 10 giorni»

Di Sandro Pangrazi | 29-lug-2026 8 min di lettura
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STANGATA TARI DUE ANNI DOPO, LATINI AVEVA RAGIONE: PIRANI DIGIUNA LA CENA (+22%), GLORIO RINGRAZIA E OFFRE IL CAFFE' (-0.75%)

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di Sandro PANGRAZI

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Tari, un risparmio microscopico, che sa tanto di fumo negli occhi, dietro il quale si nasconde un clamoroso peccato originale politico e l'ennesimo pasticcio burocratico. 
Per il 2026 la Tariffa di igiene urbana (Tari) a Osimo calerà di un misero 0,75%, pari a poco più di un euro all'anno per una bolletta media. 
Ma prima che l’attuale Amministrazione GLORIO possa intestarsi il merito di una svolta "virtuosa", va chiarita a lettere di scatola la verità contabile. 
La sintesi tra le pieghe del bilancio e la percezione reale dei cittadini è fin troppo impietosa: due anni dopo la grande stangata voluta e ottenuta da Francesco PIRANI sin dal primo Consiglio comunale, emerge chiaramente che l'area che faceva capo a Dino LATINI aveva pienamente ragione. 
Onestà intellettuale vuole che la verità si conoscesse anche allora, anche se ora, a distanza di tempo e dopo l'applicazione pratica degli aumenti, se ne ha prova evidente pure sul campo.
Per usare una metafora immediatamente comprensibile, è come se l'ex Sindaco PIRANI abbia scelto di condannare al digiuno della cena gli osimani (con un devastante doppio rincaro del 15% e del 7% in un biennio, per un complessivo +22%, approvando i maxi aumenti ereditati dal Centro-Sinistra)… mentre oggi la Giunta GLORIO, dopo aver ringraziato per l'incasso non richiesto, si limiti a restituire ai cittadini la mancia di un caffè, lasciato pagato il prossimo dicembre! 
Una millimetrica limatura che si applica su una montagna di costi strutturali già blindati a bilancio.

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1. La regia di MALAGO' e l'arroccamento sulle poltrone

Il peccato originale: le "bombe fiscali" ereditate da Pugnaloni
A scavare a fondo nella storia recente dei bilanci osimani, emerge la verità più scottante che risale alla primavera del 2024. 
Il vero "peccato originale" della mazzata Tari porta la firma, politicamente innocente, dell'Amministrazione uscente di Simone PUGNALONI il quale, a poche settimane dal voto per il rinnovo dell'esecutivo, lasciò libera la nuova Giunta destinata a succedergli di programmare il futuro. 
A pochissimi giorni dalla fine del secondo mandato (per l'esattezza il 30 aprile), la vecchia Giunta mise a bilancio ben due maxi aumenti strutturali suggeriti da Arera: un pesantissimo +15% a valere sul 2024 e un ulteriore +7% programmato sul 2025. 
Ovviamente, con le imminenti ed infuocate elezioni comunali di maggio alle porte, la Giunta PUGNALONI, da politico astuto, si guardò bene dal sottoporre quel documento esplosivo al voto del Consiglio comunale uscente, preferendo "congelare" la patata bollente e rimandare la palla a chiunque avrebbe vinto la tornata elettorale. 
Una mossa strategica, per evitare un messaggio politico negativo a pochi giorni dalle urne, lasciando in eredità ai nuovi arrivati una micidiale bomba a orologeria fiscale.

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Il retroscena: l'asse Pirani-Sabbatini rifiuta i 2 milioni e mezzo suggeriti da Latini
La mossa si rivelò vincente, mettendo a nudo, sin dal primo giorno, le contraddizioni dell'asse PIRANI-LATINI, destinate ad emergere.
L'atto più incredibile si consumò, così, subito dopo il cambio della guardia a Palazzo Comunale. 
Francesco PIRANI, fresco di Fascia Tricolore, coadiuvato dal suo braccio destro Matteo SABBATINI – all'epoca dei fatti potente Assessore al Bilancio e oggi già in rampa di lancio come candidato Sindaco per il 2030 – anziché disinnescare la mina ereditata dal Centro-Sinistra, decide di liberarsi frettolosamente della patata bollente. 
Al primissimo Consiglio comunale, come atto politico iniziale del mandato, il duo PIRANI-SABBATINI spinse per approvare in fotocopia quel doppio aumento, blindando la stangata complessiva del 22% così come richiesta da Arera. 
Una scelta secca che spaccò immediatamente la coalizione. 
L'area che faceva capo a Dino LATINI si oppose frontalmente al salasso, suggerendo anche la via d'uscita politica: congelare i rincari attingendo a una parte del corposo avanzo di bilancio libero, quantificabile in circa 2 milioni e mezzo di euro, utilizzandone una piccola parte di circa 500.000 euro. 
L'Assessore SABBATINI e il Sindaco, però, dissero chiaramente no all'uso del tesoretto accantonato e tirarono dritto con il voto approvando il rincaro delle tasse, seppur negato nel programma elettorale premiato dai cittadini. 
Sarà l'inizio della fine: proprio da quel voto scellerato sulle tariffe rifiuti, difeso strenuamente dal titolare del Bilancio, iniziarono i problemi insanabili per l'Amministrazione PIRANI che, appena cinque mesi dopo, anziché combattere politicamente in Sala Gialla, rassegnò le clamorose e mai motivate dimissioni, aprendo le porte al commissariamento e - di fatto - alla successiva, scontata, vittoria di Michela GLORIO.

Caos recapiti a due giorni dalla scadenza: Astea scarica su Poste
Oltre al danno storico della politica, oggi si aggiunge la beffa del caos recapiti che i cittadini toccano con mano ad oggi, mercoledì 29 luglio. 
Moltissime famiglie osimane stanno tempestando di chiamate gli uffici comunali: i bollettini F24 per il pagamento dell'acconto non sono ancora stati consegnati nelle cassette della posta. 
Con la scadenza fissata a dopodomani, venerdì 31 luglio, i contribuenti si trovano nell'assurda condizione di voler pagare una tassa salatissima, senza però disporre materialmente dei moduli.
A stretto giro è arrivata la replica di Astea che ha cercato di rassicurare la cittadinanza scaricando la colpa del ritardo logistico su Poste Italiane. 
Secondo la partecipata, la montagna di bollettini è stata regolarmente consegnata al vettore postale lo scorso 9 luglio, ma Poste non sarebbe riuscita a recapitare tutti i plichi in tempo utile sul territorio osimano.
Consapevole del profondo disguido, indipendente dalla propria volontà, la stessa Astea è comunque intervenuta per gettare acqua sul fuoco delle polemiche e rassicurare gli osimani: la società di via Guazzatore ha garantito che un ritardo nel pagamento, fisiologico alla vicenda e contenuto entro una settimana o dieci giorni dalla scadenza, verrà accettato come regolare. 
Questo significa che per i pagamenti leggermente posticipati non verrà applicato alcun tipo di addebito, mora o sanzione. 
Resta il fatto che, al netto del paracadute temporale, a rincorrere le scadenze e a subire il disservizio siano sempre i contribuenti.
I numeri ufficiali approvati in Consiglio comunale confermano il gioco di prestigio delle cifre: il costo totale del servizio gestito da Astea scende da 7,23 a 7,18 milioni di euro. 
Una sforbiciata da appena 50mila euro su base comunale che lascia del tutto intatta l'altissima pressione fiscale che gli osimani stanno pagando da mesi.

Bollette estive a prezzo pieno (quando arrivano): per lo sconto se ne riparla a dicembre
A confermare che il salasso resta tale e quale sono le scadenze pratiche che i contribuenti stanno affrontando – o subendo – proprio in queste ore. 
I bollettini dell'acconto fantasma, in arrivo nelle case, sono calcolati sul 75% delle vecchie tariffe record dello scorso anno. 
Per vedere l'effetto del mini-sconto dello 0,75% bisognerà attendere il conguaglio del saldo finale del 31 dicembre. 
Una dilazione temporale che di fatto azzera qualsiasi beneficio immediato sul bilancio delle famiglie.

Il mini piano aiuti: sconti Isee e per le imprese
Nel tentativo di correggere gli effetti della pesante dote finanziaria ereditata, l'Amministrazione ha dovuto raschiare il fondo del barile stanziando 90mila euro di fondi propri da affiancare al Bonus Tari nazionale di Arera. 
Si tratta di ammortizzatori sociali mirati a specifiche fasce di reddito e attività economiche:
Fasce Isee: sconti progressivi dal 15% al 45% per le famiglie con redditi più bassi o con almeno 4 figli a carico, finanziati con un fondo di 60mila euro complessivi.
Utenze non domestiche: un fondo di 30mila euro garantirà un taglio del 6% direttamente in bolletta a 148 attività economiche osimane (ristorazione, alimentari, fiorai) penalizzate dalla produzione quotidiana di scarti organici.
Misure sacrosante per chi ne ha diritto, che tuttavia certificano il fallimento di una riduzione generalizzata: per la stragrande maggioranza degli osimani fuori dai bonus, la Tari 2026 resta la pesante e caotica le modalità di pagamento, con buona pace delle promesse future.
Grazie PIRANI!

https://www.dottromaldini.com/

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