sabato, 20 giugno 2026

CINISMO E INFORMAZIONE: QUANDO IL PASSATO DIVENTA UNA CONDANNA ANCHE DOPO LA MORTE

Dopo il tragicomico scontro frontale, a Morrovalle, in superstrada, la stampa scritta e on line, radiofonica e televisiva (a cui si accoda Rai3), al funerale collettivo di Nicolas, Giorgio e Daniele si è stretta intorno al solo dolore di Macerata. Di pari passo è calato il silenzio assoluto sulla quarta vittima, Christian Perugini, di Trodica: una rimozione mediatica spietata che ha trasformato un errore stradale e i vecchi precedenti in una condanna all'invisibilità.

Di Sandro Pangrazi | 20-giu-2026 5 min di lettura
5,0/5 (1 voto)
CINISMO E INFORMAZIONE: QUANDO IL PASSATO DIVENTA UNA CONDANNA ANCHE DOPO LA MORTE

https://www.dottromaldini.com/

CHIUDIAMO ANCHE QUESTA SETTIMANA ringraziando due lettori per il contributo di 11€ inoltrato. Agli altri 3.998 che ogni giorno sono entrati non diciamo nulla se non invitarli ad una piccola "vergogna" non avendo MAI cliccato  qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.

Pubblicità

N.B. Se ritieni giusto sostenere il giornale della tua città, puoi andare direttamente alle Poste e donare ciò che vuoi ricaricando la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O 

.................................................................................................................................

di Sandro PANGRAZI

Non bastassero le quattro giovani vittime, la tragedia stradale di domenica mattina sulla superstrada 77 a Morrovalle (gemella in parallelo per orario e modalità a quella consumatasi all'Aspio) ha messo a nudo una delle pagine più ipocrite e spietate del già carente sistema informativo italiano.
A una settimana dallo schianto, se si sfogliano i giornali cartacei, si navigano i siti d'informazione o si guardano i telegiornali privati e/o persino del servizio pubblico della Rai, la narrazione è rigorosamente identica, monocorde e parziale: si parla, si scrive e si piange solo per le tre giovanissime vittime di Macerata.
Di Christian PERUGINI, il 41enne di Trodica, morto sulla stessa strada e nello stesso identico secondo, si sono perse le tracce. Cancellato. Invisibile.
Questo oscuramento mediatico compatto non è un caso, ma risponde alle leggi ciniche della spettacolarizzazione del dolore.
Per i media, da sempre, dispiace dirlo da ex addetto ai lavori, le vittime non sono tutte uguali: alcune hanno più "valore commerciale" di altre.

https://www.facebook.com/sottoventonumana

L'alibi del rito collettivo e la "vittima ideale"
Qualcuno, a difesa della categoria giornalistica, muoverà un'obiezione scontata: il funerale dei tre ragazzi di Macerata, celebrato congiuntamente con un immenso abbraccio collettivo allo stadio Helvia Recina, rappresentava un evento di cronaca eccezionale che imponeva i riflettori delle telecamere. 
È vero, e nessuno lo contesta. 
Ma quel rito sacro e comunitario giustificava il racconto di una giornata di lutto, non il sistematico e preventivo azzeramento della memoria del quarto uomo nei giorni precedenti e successivi. 
Lo stadio stracolmo è diventato il paravento perfetto per legalizzare una discriminazione.
La verità è che la stampa e le televisioni hanno annusato subito la notizia che spacca lo schermo: tre ventenni, sportivi, con la vita davanti, uniti dallo stesso destino.
Sono le "vittime ideali" per commuovere le masse, raccogliere click e riempire i palinsesti con lacrime vere e/o ma anche di coccodrillo.
Dall'altra parte, le prime indiscrezioni sulla dinamica del sinistro — che parlano di un'invasione di corsia da parte di PERUGINI — unite a un passato personale che non depone a suo favore per una vicenda di droga datata 2019, hanno fornito ai giornalisti il perfetto contraltare: il colpevole. O almeno il possibile responsabile.
Da quel momento è scattato il tribunale dell'informazione.
La Rai e i grandi quotidiani hanno emesso la loro sentenza preventiva: ai tre ragazzi spettano le prime pagine, i servizi commossi, le interviste agli amici e la diretta del dolore.
A PERUGINI spetta la condanna della rimozione.
Il suo nome è stato ridotto a un dettaglio tecnico nei primi articoli di cronaca nera, per poi sparire definitivamente dalla cronaca e dai successivi approfondimenti.

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

L'errore non cancella la tragedia
Nessuno vuole negare la realtà dei fatti: se la dinamica accerterà la responsabilità dell'uomo nel salto di corsia, la verità storica e giuridica andrà scritta.
Ma nell'attesa il giornalismo avrebbe il dovere etico di distinguere la responsabilità penale (che tra l'altro si estingue con la morte del reo) dall'umanità della tragedia.
Quello di Christian PERUGINI non è stato un attentato volontario; è stato, con ogni probabilità, il drammatico errore di un uomo nel labirinto di un eterno cantiere stradale affrontato all'alba.
Un errore che ha pagato sul posto, istantaneamente, con la propria vita.
Nel momento in cui la Rai e la stampa scelgono di ignorare la quarta vittima, smettono di fare informazione e iniziano a fare moralismo di bassa lega.
Alimentano l'idea barbarica che chi sbaglia alla guida, o chi ha un passato difficile, non meriti nemmeno la dignità del nome sui giornali quando muore.
Il dolore della famiglia PERUGINI, che ad appena 18 chilometri di distanza piange un figlio nell'isolamento e nel silenzio imposto dai media, non è inferiore o diverso a quello delle famiglie di Macerata.
La memoria della superstrada 77 resterà monca, mutilata da un giornalismo ipocrita che ha preferito la lacrima facile e spendibile in TV alla complessa, tragica e indivisibile realtà di quattro vite finite insieme, sullo stesso asfalto.

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo


Per la cronaca i funerali di Nicolas, Giorgio e Daniele sono stati celebrati ieri in un stadio Helvia Recina gremito da oltre 4.000 persone, con una copertura informativa straordinaria e capillare anche da parte della TGR Rai3 Marche e agenzie nazionali come l'Ansa, oltre che dai siti regionali e quotidiani cartacei.
Il funerale di Christian si era tenuto il giorno prima, nella parrocchia di Trodica di Morrovalle. 
Un addio intimo, sotto "un sole impietoso", che ha accompagnato la famiglia in un dolore composto.

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti

Osimo Oggi — Per contattare Osimo Oggi Blog h.24 393.33.09.366 (solo whatsapp) osimooggiblog@gmail.com

Contatti

Hai una notizia da segnalare o vuoi pubblicizzare la tua attività?

Scrivi alla Redazione
© 2026 Osimo Oggi blog — Ex testata giornalistica locale.

Connessione interrotta

Tentativo di riconnessione in corso...