FDI NEL RIDICOLO PER LO PSICODRAMMA DI PANGRAZI AL CAMPANA: TRA ANSIA DI PRESTAZIONE E CARTE BOLLATE SPARATE NEL MUCCHIO
La Destra osimana va in tilt per pochi giorni di attesa e lancia una raffica di esposti-fuffa nel disperato tentativo di imporre il proprio uomo a Palazzo Campana. Obiettivo non dichiarato: scavalcare Alessandrini, candidato gerarchicamente più qualificato indicato dalla Regione Marche

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di Sandro PANGRAZI
C’era una volta la politica delle cose concrete. Oggi, a Osimo, c’è la politica delle carte bollate scagliate nel mucchio, nella speranza che qualcuno risponda.
L'ultima trovata di Fratelli d’Italia di Ancona — firmata dai consiglieri Michela STAFFOLANI, Giorgio MAGI e Mauro CALCATERRA, semplici esecutori degli ordini della Federazione provinciale — rasenta il capolavoro del surrealismo burocratico: un "sestuplo esposto" indirizzato simultaneamente a Prefetto, Corte dei Conti, Regione Marche, Ufficio Scolastico Regionale, Presidente del Consiglio comunale e persino al Garante regionale dei diritti della persona.
Il motivo di cotanto dispiegamento di forze? Un banale rinvio tecnico della votazione per il CdA dell'Istituto Campana, deciso appena giovedì scorso dalla maggioranza GLORIO.
Un rinvio di appena qualche giorno o qualche settimana, che verrà tranquillamente sanato al più tardi luglio.
Ma per la Fiamma osimana, evidentemente, quindici giorni di eventuale attesa equivalgono ad un colpo di Stato.
Dietro i paroloni sulla legalità, si nasconde però uno psicodramma politico in cinque atti.
L’ansia da prestazione per Gianlorenzo PANGRAZI
Dietro la finta preoccupazione per la continuità amministrativa dell'Ente, si nasconde il segreto di Pulcinella che tutta la città già conosce.
Fratelli d'Italia, quando all'opposizione, si conferma partito nervoso, sfibrato dall’attesa e logorato dall’ansia di dover capitalizzare il proprio peso politico.
In questo caso la propria "rivincita" su ben due elezioni da dimenticare: quelle del 2024 e del 2025: le prime regalate ad un Sindaco (PIRANI) inaffidabile; le seconde peggio (direttamente al "nemico").
L’obiettivo strategico dell'urgenza è uno solo: blindare il blitz istituzionale della presidenza del Campana e consegnarla nelle mani dell’avvocato Gianlorenzo PANGRAZI anzichè al nominato gerarchicamente più qualificato Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI, designato dalla Regione Marche.
Il rinvio tecnico, ancorchè a sorpresa, chiesto in aula il 18 giugno dalla maggioranza di Centro-Sinistra ha congelato l'operazione sul più bello, scatenando il panico tra le file dei "Patrioti" osimani.
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La sindrome della poltrona negata
La reazione scomposta della capogruppo STAFFOLANI e dei suoi colleghi svela una fretta indiavolata di piantare la bandierina sull'istituto culturale più prestigioso della città.
Ogni singolo giorno di ritardo viene vissuto nei corridoi del Centro-Destra quasi come un intollerabile affronto personale.
La verità è che FdI, quando c'è di mezzo un interesse evidente di partito, non tollera i tempi della democrazia assembleare; e se il contendere riguarda una possibile nomina chiave, non esita a trasformare una normale trattativa sui profili dei candidati in una caccia alle streghe.
Il festival dell'inutilità burocratica
L’aspetto più grottesco di tutta la vicenda resta la totale inefficacia pratica di questi sei esposti-fiume.
Quali poteri reali hanno gli Enti coinvolti per costringere il Consiglio comunale ad accelerare il voto di un solo giorno? Nessuno.
La Corte dei Conti si occupa di danno erariale e qui non c'è un centesimo in gioco; il Garante dei diritti della persona tutela i minori e i detenuti, non le poltrone dei politici.
E quanto alle altre istituzioni nessuno muoverà un dito, perché il Comune - e quindi il Campana - opera in un legittimo regime di prorogatio.
Caccia disperata a mezza pagina di giornale
Se l'atto non ha alcun valore giuridico, perché firmarlo? Semplice: siamo di fronte a un’azione mossa esclusivamente dal disperato bisogno di visibilità mediatica.
Il "sestuplo esposto" è un’arma di distrazione di massa fabbricata artificialmente al solo scopo di guadagnare i titoli dei giornali amici e qualche "mi piace" sui social network.
Un modo per gridare al complotto e coprire il fatto che, al momento, la Destra osimana dovrà pazientare essendo rimasta a secco.
Il bluff istituzionale è servito
Invece di attendere la naturale prosecuzione dei lavori consiliari con la dignità e la pazienza che si confanno alle istituzioni, Fratelli d’Italia ha preferito buttare la palla in tribuna.
Intasare le caselle Pec di mezza regione pur di fare rumore è un autogol politico che non serve a Osimo, non serve alla cultura, non serve all’Istituto Campana e non serve nemmeno agli interessi di Fratelli di Ancona.
Piuttosto rimarca, una volta ancora, la debolezza strategica di chi ha terribilmente paura che il proprio castello di carte, pur abilmente costruito passo dopo passo, possa crollare da un momento all'altro ad un centimetro dal risultato.
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