IL RICICLO DELLA CULTURA ROSSA: SE LA MEMORIA DIVENTA PRATICA BUROCRATICA PAGATA DUE VOLTE
Il caso delle foto su Sibilla Aleramo (presentate dal circolo fotografico Giacomelli per l'8 marzo 2024), riciclate per il 2 giugno 2026 sotto la sigla di "Se Non Ora Quando" con la benedizione della Giunta Glorio. Tra sovrapposizioni di fondi e ammiccamenti ideologici, la rassegna bis ha svelato la profonda pigrizia di un sistema che autofinanzia lo stesso circuito associativo a scapito della crescita culturale

https://www.facebook.com/sottoventonumana
Prima di iniziare anche oggi a leggere GRATIS, vorremmo ringraziarti per averci donato un caffè a sostegno... cliccando in maniera anonima qui: paypal.me/osimooggiblog
Se invece ancora non l'hai fatto, sei invitato ad una piccola riflessione.
****************************************************************************************
di Sandro PANGRAZI
C’è un sottile confine che separa la virtuosa valorizzazione di un progetto artistico dalla pura pigrizia intellettuale.
Un confine che l’Amministrazione comunale di Osimo, insieme ad alcune storiche associazioni partner - in questo caso l'associazione SE NON ORA QUANDO, Presidente Caterina DI BENEDETTO - sembra aver superato, dando vita a quello che, prima ancora di essere un piccolo caso di anomala gestione dei fondi pubblici, si configura come un mini scandalo culturale.
Cronaca di un'opera sempre verde, anzi "eterna"
Per comprendere la vicenda, è necessario riavvolgere il nastro e seguire il percorso di un unico pacchetto di file digitali e stampe fotografiche.
Nel caso in questione la vicenda ha inizio nel marzo del 2024.
In occasione della Festa della Donna, la sezione femminile del Circolo Fotografico Avis "GIACOMELLI" inaugura al Teatro La Nuova Fenice la mostra collettiva "Una Donna", ispirata al capolavoro autobiografico di Sibilla ALERAMO.
Un’iniziativa lodevole, finanziata indirettamente dalla comunità attraverso i contributi straordinari annuali "una tantum" (circa 1.500 euro) che il Comune riserva storicamente al Circolo per la sua programmazione generale, oltre alla concessione gratuita dei prestigiosi spazi teatrali.
Fin qui, ordinaria e sana amministrazione.
https://www.dottromaldini.com/
Appena due anni e siamo daccapo...
Il problema sorge quando lo stesso identico progetto visivo, a distanza di due anni, riappare magicamente sotto una nuova veste.
Maggio 2026: con la Determina dirigenziale n. 1000245, la Giunta GLORIO impegna la mini somma di 500 euro a favore dell'associazione “Se Non Ora Quando?”.
Motivo? La realizzazione del progetto espositivo “Le Madri della Libertà” per l’80° anniversario del primo voto alle donne, da allestire nell’atrio del Palazzo Comunale per le celebrazioni del 2 Giugno e ad accompagnare l'evento del 4 giugno presso il Ridotto del Teatro "Madri della Libertà".
Ma grattando sotto la vernice del nuovo titolo istituzionale, si scopre l'inganno culturale: l'ossatura visiva della mostra è composta dalle stesse, identiche fotografie già viste, già esposte e già finanziate due anni prima.
Il "grande scandalo" culturale: la povertà delle idee
Se dal punto di vista economico l'operazione si traduce in un "mini-pasticcio" di sovrapposizioni e doppi finanziamenti per lo stesso materiale, è sul piano culturale che il colpo è più duro.
Siamo di fronte a una profonda pigrizia e a una palese povertà di idee, a danno del pubblico.
Invece di stimolare la produzione di nuova cultura, invece di lanciare bandi per valorizzare i tanti giovani artisti locali o diversificare un'offerta cittadina che rischia il ristagno, l’Amministrazione e le associazioni partner preferiscono incassare, togliersi il pensiero e "andare sul sicuro".
Si prende un pacchetto preconfezionato, lo si rispolvera, si cambia il cartello-etichetta all'ingresso e lo si ripresenta tale quale alla cittadinanza, incassando un nuovo contributo.
Questo approccio, se ripetuto nel tempo in mille o anche cento forme diverse, anestetizza la crescita culturale di Osimo.
Trasforma celebrazioni civili e storiche di fondamentale importanza – come la Festa della Repubblica e l'emancipazione femminile – in una mera operazione burocratica di facciata, in genere ammiccando l'occhiolino al mondo della Sinistra.
La cultura si trasforma e non è più un corpo vivo fatto di ricerca, provocazione e innovazione, ma diventa un modulo da compilare per giustificare una linea di spesa.
Quale futuro per la cultura osimana?
Di questo passo, non ci sarebbe da meravigliarsi se il prossimo anno lo stesso identico portfolio fotografico venisse preso in carico da una terza associazione (citiamo a caso l'Anpi, magari per il prossimo XXV Aprile) e finanziato per l'ennesima volta.
In un sistema amministrativo virtuoso, il denaro pubblico ha il dovere di premiare l'innovazione, il rischio artistico e l'inedito.
Continuare a pagare per replicare il già visto non è fare cultura: è solo mantenere in vita una catena di montaggio che ha finito le idee.
Osimo e i suoi cittadini meritano un respiro decisamente più ampio.
Se libero da vincoli di partito e ideologie varie, pure meglio.
N.B. Se invece fai parte della vecchia guardia e ritieni di sostenere il giornale della tua città andando direttamente alle Poste, dona ciò che ritieni opportuno MA FALLO! Ricarica senza aspettare domani la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O GRAZIE

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo




