RAID AL CIMITERO MAGGIORE: OLTRE 50 TOMBE DEPREDATE "DELL'ORO ROSSO", I FURTI ALLA LUCE DEL SOLE
Ladri scatenati da inizio luglio tra i loculi storici del camposanto. Sfruttano la vastità dei viali e una banale busta della spesa per confondersi tra i visitatori: rubano il rame dei portafiori e li riposizionano per evitare allarmi. Nessuno sporge denuncia, ma le segnalazioni quotidiane ai marmisti fanno scattare l'intervento dei Carabinieri: non si escludono pattugliamenti in borghese

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Una banale sacca della spesa in mano per mimetizzarsi tra i visitatori, un passo calmo lungo i viali più isolati e un modus operandi studiato nei minimi dettagli per non destare sospetti.
È questa la sconcertante dinamica che da almeno dieci giorni permette ai cacciatori di rame di saccheggiare, in pieno giorno, il Cimitero Maggiore di Osimo.
Il bilancio di questi raid parrebbe aver ormai superato le 50 tombe depredate, specie tra quelle più datate, scatenando un'ondata di sdegno in tutti i visitatori che assiduamente visitano il camposanto.
La gravità della situazione si riflette nei telefoni delle agenzie di servizi funebri e dei marmisti osimani, che da inizio luglio squillano ogni giorno denunciando nuovi casi, tutti uguali.
Sono le chiamate dei parenti dei defunti, che scoprono la beffa solo a distanza di tempo a causa della meticolosa astuzia usata dai malviventi per coprire le proprie tracce.
LA TECNICA DEL "COLPO INVISIBILE"
Mimetismo perfetto: i ladri entrano dall'ingresso principale muniti di una semplice busta di plastica, confondendosi con i normali cittadini che si prendono cura delle lapidi.
Selezione chirurgica: si dirigono verso i settori più appartati e vecchi del cimitero, dove i loculi montano i classici e pesanti cilindri in rame puro installati decenni fa.
Il trucco del riposizionamento: per non farsi scoprire dai passanti o dai custodi, i predoni sollevano i fiori, sfilano il contenitore in rame e riposizionano immediatamente i fiori all'interno dell'alloggiamento vuoto della lapide.
Allontanarsi senza sospetti: l'oggetto in rame viene banalmente infilato nella sacca; quindi il ladro guadagna un'altra tomba e ripete il raid con molta calma, lasciando la tomba apparentemente in ordine.
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I NUMERI DELL'EMERGENZA DIURNA
Da 10 giorni: la durata del saccheggio continuo, all'interno del Cimitero Maggiore, parrebbe aver avuto inizio luglio.
Oltre 50 le sepolture storiche già profanate con la tecnica del "fiore riposizionato".
Tutti i giorni: le segnalazioni quotidiane che giungono agli operatori funebri del territorio.
2,50 euro: il misero valore del rame di un singolo tubo di vecchia manifattura (il rottame di rame usato è quotato oggi tra i 5€ e i 9€ al kg. sul mercato del riciclo).
150 euro: la spesa media per le famiglie osimane per ricomprare l'accessorio rubato e riparare i micro-danni alla pietra della lapide.
PERCHÉ UN TEMPO SI USAVA SOLO IL RAME?
Un tempo, nelle sepolture meno recenti prese di mira dai ladri, il rame era l'unico materiale utilizzato per i cilindri portafiori; questo per precisi motivi tecnici e di decoro:
Azione antibatterica naturale: il rame rilascia ioni che combattono la proliferazione di batteri, funghi e alghe nell'acqua stagnante.
Questo rallenta la decomposizione dei gambi, mantenendo i fiori freschi più a lungo e azzerando i cattivi odori.
Durabilità eterna contro l'umidità: a differenza del ferro, che arrugginisce e si sgretola rapidamente a contatto con l'acqua, il rame resiste intatto per decenni, sviluppando solo una sottile patina protettiva.
Stabilità e peso: la consistenza pesante della lamiera di rame garantiva un'ottima resistenza strutturale all'interno del marmo, offrendo una base solida che impediva ai vasi di muoversi o danneggiarsi con il tempo.
IL PARADOSSO DELLE MANCATE DENUNCE
Oltre all'astuzia logistica, questi "signori" dell'oro rosso hanno potuto contare finora su un alleato inaspettato: il silenzio burocratico.
Nonostante la rabbia sia altissima e i telefoni delle pompe funebri continuino a scottare, quasi nessuna delle famiglie colpite si è finora recata in caserma per sporgere una regolare denuncia.
Una volta scoperto il danno, il copione si ripete identico: ci si limita allo sfogo verbale con gli operatori, ci si rassegna e si sostituisce di tasca propria il pezzo sottratto, regalando di fatto ai ladri una sensazione di totale impunità.
Stavolta, però, la gravità e il continuo ripetersi del fenomeno hanno spinto gli addetti ai lavori a rompere il muro del silenzio, facendo giungere le vicende direttamente all'attenzione della Compagnia dei Carabinieri.
I militari dell'Arma hanno preso in mano la situazione e non è affatto escluso che decidano di schierare personale in borghese per perlustrare capillarmente il camposanto.
L'obiettivo è chiaro: confondersi tra i visitatori nei viali più isolati e cogliere i predoni sul fatto, proprio mentre sollevano i fiori per sfilare l'ennesimo tubo di rame da gettare nella sacchetta.
LA SVOLTA FORZATA: VINCE IL PVC PER DISPERAZIONE
Mentre le forze dell'Ordine provano a stringere il cerchio attorno ai malviventi, gli operatori funebri continuano a rivolgere un invito perentorio ai clienti: non sostituire l'oro rosso con altro metallo.
La tradizione cimiteriale osimana sta così cedendo il passo alla pura necessità di difesa, con i vecchi cilindri rimpiazzati da inserti in plastica o PVC nero e verde.
Questi materiali moderni, non avendo alcun valore sul mercato nero, tolgono ai ladri qualsiasi tipo d'interesse e rappresentano oggi l'unica barriera rimasta per proteggere il riposo dei defunti, in attesa che la giustizia faccia il suo corso.
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