LA REMIGRAZIONE "A MODO MIO" DI MAGI FINISCE NELLA SOLITA RITIRATA
Il caso del Consigliere di Fratelli d’Italia scuote Osimo dopo i post choc su Facebook e la successiva cancellazione. Dall'adesione al manifesto di CasaPound alla fuga digitale: la retorica da trincea del capogruppo di Fratelli d'Italia si scioglie al primo taccuino aperto, svelando il cortocircuito di un politico fai-da-te che lancia il sasso e nasconde la mano

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
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di Sandro PANGRAZI
"Scimmie", con non meglio precisati «asciugamani in testa», che «girano sgozzando capretti in strada, quando non addirittura persone».
Eccolo qui l’identikit dell’immigrato tipo. Il copyright è del Consigliere comunale di Fratelli di Italia Giorgio MAGI.
Ha pensato di inserirsi con queste parole nel dibattito che è seguito al caos di Belfast, scrivendo un post sul suo profilo Facebook privato.
Argomentare in Rete una vaga idea di remigrazione "a modo mio" e poi cancellare il post, negare persino la paternità delle proprie parole e infine trincerarsi dietro un imbarazzato "non so niente" quando qualcuno chiede spiegazioni!
È questa la vera notizia che emerge dall'ultimo caso politico che scuote il mondo locale della politica: protagonista il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giorgio MAGI, purtroppo per la Destra osimana non nuovo a passi falsi: cadute di stile mai spiegate (come oggi) o spiegate ricorrendo ad una pezza peggiore del buco, vedi il caso "Wir kapitulieren nie" di due anni fa.
Perché se l’impianto ideologico di questa falsa Destra, mutuata da Casa Pound, fa della durezza e della "reconquista" (prendendo in prestito il NAGI-pensiero sarebbe da dire "scimmiottata"), il proprio vessillo e codice d'onore, la cronaca recente ci restituisce un'immagine diametralmente opposta: quella della ritirata strategica al sorgere della prima domanda scomoda.
Roba che se dovesse venire alle orecchie del Generale VANNACCI, in un attimo chiederebbe per MAGI la costituzione immediata di un plotone di esecuzione sul posto. Senza processi, neanche sommari.

Il post "ignoto", pubblicato e rimosso a tempo di record sullo spazio personale Facebook del capogruppo consigliare di Fratelli di Italia Giorgio MAGI, già CasaPound
La vicenda è ormai nota.
Sullo sfondo dei disordini della settimana scorsa su Belfast e accanto un post pubblicato giusto ieri l'altro su un profilo Facebook (chiaramente riconducibile al politico di Casenuove) a lanciare la provocazione d'impatto, evocando scenari da crociata medievale e parlando apertamente di immigrati da rispedire a casa.
Un tempismo perfetto per chi, come lo stesso MAGI, figura tra i firmatari formali e gli aderenti nazionali del "Comitato Remigrazione", il manifesto teorico promosso dai vertici di CasaPound per l'espulsione degli irregolari dall'Europa.

Una espressione emblematica e in bianco e nero del Consigliere Giorgio MAGI: purtroppo siamo alle solite
Perchè la politica non può essere proprio per tutti
Il problema, squisitamente politico, si sposta però dal piano teorico a quello del coraggio personale.
Perché la remigrazione, per elevarsi ad argomento politico e accompagnarla alla propria coerenza ideale, bisognerebbe prima di tutto saperla rivendicare.
Invece, davanti al primo taccuino aperto, la retorica da trincea si è sciolta come neve al sole.
"Rispondo solo del mio profilo ufficiale", ha liquidato la questione MAGI, ignorando il fatto che lo spazio web "incriminato" fosse blindato da ben 1.128 amici e stracolmo di riferimenti espliciti alle sue ultime campagne elettorali, 2024 e 2025.
Poi, puntuale come un copione già scritto, è scattata la rimozione del testo.
https://www.dottromaldini.com/
Un déjà-vu che a Osimo conosciamo bene.
A settembre 2024, nel pieno della burrasca che stava per travolgere la Giunta PIRANI, un altro account legato al Consigliere (stavolta sotto lo pseudonimo di “Giorgio Malcontento”) aveva pubblicato il motto tedesco “Wir kapitulieren nie!” (“Noi non molleremo mai”), iconico slogan della resistenza nazista a Lipsia nel 1945.
Anche in quel caso, dopo le prime richieste di chiarimento, arrivò la giustificazione acrobatica sul "carattere gotico in uso da mille anni", seguita dall'immediato colpo di spugna digitale.
Questo sistematico "lanciare il sasso e nascondere la mano" apre una riflessione profonda sulle condizioni, umane e culturali, prima ancora che politiche, della Destra locale.
Una Destra per fortuna di pochi; nel 2019 solo 513 osimani diedero ragione alle idee di MAGI, barrando una croce sulla scheda elettorale dove l'esponente, oggi affiliato a Fratelli di Italia, si presentò come capolista di “Difendi Osimo”.
La lista civica finì come nacque: appoggiata ufficialmente da CasaPound, portando in città il segretario nazionale Simone DI STEFANO, non ottenne rappresentanti in Consiglio comunale.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
Chi esprime quel tipo di voto cerca una rappresentanza radicale, netta, identitaria.
Negare oggi la propria carta di identità e soprattutto fuggire di fronte alle proprie dichiarazioni social non costituisce solo un atteggiamento pavido, indegno della Destra, ma rasenta il cortocircuito logico.
Se si scelgono toni da crociata e si firmano manifesti per la cacciata degli immigrati irregolari, bisognerebbe poi avere il fegato di essere conseguenti e difendere quelle posizioni a spada tratta e soprattutto a viso aperto, argomentando le proprie ragioni davanti ai cittadini e alla stampa.
Fare i leoni da tastiera per poi trasformarsi in timidi conigli davanti ai giornalisti, capaci soltanto di scappare, dimostra una cosa sola: che la Destra osimana, dell'onore e della coerenza, davanti alle responsabilità istituzionali, ha già capitolato da un pezzo.




