giovedì, 11 giugno 2026

LAUREA HONORIS CAUSA PD AL COMPAGNO PIRANI: REGALANDO OSIMO HA SALVATO LA BOMPREZZI DAL CAPPOTTO

Nel triennio 2023-2026, sotto la guida della Segretaria regionale, il Centro-Sinistra ha perso ovunque nelle Marche, salvo l'eccezione di Pesaro e il regalo di Osimo firmato "Progetto 2030". L'idea di affidare all'ex Sindaco Pirani la transizione del commissariamento non parrebbe peregrina

Di Sandro Pangrazi | 10-Jun-2026 6 min di lettura
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LAUREA HONORIS CAUSA PD AL COMPAGNO PIRANI: REGALANDO OSIMO HA SALVATO LA BOMPREZZI DAL CAPPOTTO

 

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di Sandro PANGRAZI

In attesa che il Nazareno decida come gestire le macerie lasciate da Chantal BOMPREZZI nel Centro-Sinistra marchigiano, la cronaca politica regionale offre agli osservatori politici una provocazione ineludibile: affidare a Francesco PIRANI il ruolo di legittimo di Commissario del partito Democratico, "honoris causa" dem. 
La gestione della dimissionaria segretaria regionale uscente – un passo indietro irrevocabile all'indomani del definitivo ko al ballottaggio di Macerata – ha consegnato alla storia regionale dem un deserto politico senza precedenti: 12 sconfitte elettorali su 14 comuni rilevanti; oltre il ko pesante alle Regionali '25 con RICCI. 
Al di la delle chiacchere, i fatti dimostrano che l'unico schema tattico capace di far vincere il Centro-Sinistra nell'ultimo triennio (2023-2026) non è nato da una proposta politica interna, ma dal clamoroso "suicidio politico" della Giunta di Civica e di Centro-Destra guidata proprio da PIRANI ad Osimo. 
Per tale decisione, sarebbe saggio che il Partito Democratico valuti con attenzioni la predisposizione di PIRANI alla causa, nominandolo Commissario straordinaria per governare la transizione.

L'effetto domino e la cronologia del crollo nei territori
La parabola discendente del Centro-Sinistra regionale targato BOMPREZZI non è stata un fulmine a ciel sereno, ma una costante emorragia di consensi, iniziata tre anni fa e mai arginata. 
Il declino è partito subito, già nel 2023, con il preoccupante campanello d'allarme a Falconara Marittima, seguito dallo storico ribaltone di Porto Sant'Elpidio, passata alla Destra dopo 60 anni di amministrazioni progressiste. 
Tra il 2024 e il 2025 il trend si è poi consolidato con la caduta in serie di Recanati, Fano, Urbino e della roccaforte di Ascoli Piceno, cedendo poco dopo anche nel Fermano a Sant'Elpidio a Mare. 
L'incapacità di trovare coalizioni solide ha quindi consegnato agli avversari città chiave della costa e dell'interno, come San Benedetto del Tronto, Fermo e Senigallia. 
Il colpo di grazia definitivo si è infine consumato l'8 giugno 2026, con il ko al ballottaggio di Macerata dove il Sindaco uscente di Centro-Destra Sandro PARCAROLI ha blindato l'ultimo capoluogo rimasto in bilico.

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Il trauma delle Regionali 2025 e il fortilizio Pesaro
La fragilità strutturale sui territori comunali ha trovato la sua massima espressione politica ed elettorale nel settembre del 2025, in occasione delle elezioni regionali segnate dalla netta riconferma del governatore uscente Francesco ACQUAROLI. 
Il Partito Democratico aveva deciso di puntare tutto sulla candidatura pesante dell'europarlamentare Matteo RICCI, nel tentativo di strappare la Regione alla Destra, appena arrivata nel 2020. 
L'esito delle urne si è rivelato un duro colpo, con la netta sconfitta di RICCI che non è riuscito a sfondare nemmeno nella sua provincia d'origine! 
In questo scenario di generale declino, l'unico vero argine per il Centro-Sinistra basato sul consenso reale è rimasto il fortino di Pesaro, salvato nel 2024 dall'eccezionale performance di Andrea BIANCANI, capace di imporsi al primo turno con oltre il 60% dei voti. 
Un'affermazione netta e personale che è rimasta però una mosca bianca in un mare di sconfitte, diverse anche gravi.

Il paradosso di Osimo e il "regalo" di PIRANI
È in questo quadro desolante che si innesta il "caso" Osimo del maggio 2025, l'unica altra isolata bandiera sventolata dai democratici nel triennio-BOMPREZZI. 
L'affermazione di Michela GLORIO, come lo stesso Centro-Sinistra osimano è consapevole, non è figlia di una miracolosa rigenerazione politica targata BOMPREZZI, ma del clamoroso autogol amministrativo del Centro-Destra locale. 
Sostenuto dal peso decisivo dei voti di Dino LATINI, PIRANI era riuscito a espugnare la città nel 2024, salvo poi rassegnare le dimissioni appena cinque mesi dopo, sconsigliato a farlo dall'intero schieramento di Centro-Destra, Assessori compresi. 
La sua pretesa di restare arroccato sulla poltrona, allontanando e tradendo la base elettorale Latiniana che lo aveva appena eletto, ha provocato un traumatico commissariamento prefettizio, spianando la strada al trionfo al primo turno di Mi9chela GLORIO col 57%, certificato dall'abbandono preventivo dello stesso LATINI dall'agone elettorale. 
Una vittoria "per default" che dimostra come il PD abbia saputo vincere solo capitalizzando le macerie e le liti altrui, targate PIRANI, ovvero BOMPREZZI in gonnella!

 

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Il doppio retroscena storico del 2014 e 2019
Che PIRANI sia l'uomo più adatto a governare la transizione del Pd verso il futuro "campo largo", lo testimonia anche la straordinaria dote politica del laureato dem per causa d'onore; vicinanza consolidata in tempi non sospetti. 
La propensione di PIRANI (e i suoi) a favorire volontariamente i successi del Centro-Sinistra pur di non far vincere la maggioranza relativa del voto Latiniano, non è una folgorazione recente ma un filo rosso che attraversa la storia elettorale osimana. 
Nel 2014, a distanza di un paio d'anni dalla clamorosa uscita di scena dall'ambito Latiniano, PIRANI scelse di appoggiare ufficialmente la causa del nascente Movimento 5 Stelle, contribuendo in modo decisivo alla raccolta di 3.655 consensi per David MONTICELLI e drenando per più dei 2 voti vitali, alle Liste Civiche storiche, sufficienti per far vincere il Dem PUGNALONI. 
Nel 2019 lo schema si è ripetuto, spostando il proprio bacino di preferenze sui 2.262 voti andati ad Achille GINNETTI. 
In entrambe le tornate, il suo posizionamento ha impedito la vittoria dell'odiato Dino LATINI a vantaggio esclusivo del candidato del Pd Simone PUGNALONI (quando per 2 quando per 152 voti) il quale, ironia della sorte, non lo ha mai neanche pubblicamente ringraziato per questi assist storici.

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Conclusioni, la certezza matematica del 2030: lunga vita a Michela GLORIO
Mentre i big e i consiglieri dem regionali fanno muro contro l'ipotesi di un commissariamento ordinario calato da Roma, esigendo un congresso immediato, la provocazione su PIRANI "stratega d'oro" del Pd si proietta verso il futuro. 
In vista della scadenza del 2030, qualora PIRANI dovesse, contrariamente ad ogni aspettativa, decidere di restare attivamente in politica, per Osimo si profila già da ora la certezza matematica di un bis a mani basse del mandato in corso affidato a Michela GLORIO. 
Se il Centro-Sinistra marchigiano non è riuscito a fare di meglio con le proprie forze, deve prendere atto che la sua unica risorsa vincente risiede negli errori tattici degli avversari. 
Per essere competitivi nel 2027, tuttavia, la ricreazione è finita: il PD prenda atto che il "compagno PIRANI" non è poi così male, anzi, ideale per gestire la crisi e ricostruire da zero una leadership capace di vincere, anzi continuare a vincere.

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