COMMISSARIATO IN PERIFERIA: GLORIO CANCELLA IL CENTRO STORICO E LANCIA LA CAMPAGNA ELETTORALE 2035
Lunedì il voto del Consiglio comunale sulla pubblica utilità di una nuova sede in via Vicarelli, cantierabile non prima di un quinquennio, nella migliore delle ipotesi, ovvero ottenuto il sì e il finanziamento dal Ministero dell'Interno. Se da un lato la Polizia lascerebbe i locali angusti di Piazza Marconi, dall'altro il progetto assesta un altro colpo di grazia a un centro storico, già in attesa di essere svuotato di residenti e servizi con l'uscita del Poliambulatorio. Il nuovo Commissariato? Se tutto andrà bene, taglio del nastro tra sette o otto anni

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di Sandro PANGRAZI
Sotto il sole cocente di fine luglio, la politica osimana riscopre improvvisamente il brivido dell'efficienza burocratica.
Lunedì prossimo, 27 luglio, il Sindaco Michela GLORIO porterà in Consiglio comunale l’attesissima delibera per riconoscere la funzione "pubblica utilità" all'antico progetto per un nuovo Commissariato di Polizia.
L'area prescelta è la zona verde "Antonio Luna" in via Vicarelli.
Dietro i sorrisi di facciata, i ringraziamenti istituzionali di rito al Questore Cesare CAPOCASA e i brindisi simbolici del Palazzo per il grande sblocco amministrativo, emergono però tutte le contraddizioni di un'operazione che rischia di dare il colpo di grazia al cuore della città.
Tra un passato (e un presente e forse anche un futuro) logistico insostenibile, promesse di quartiere da equilibristi e tempi biblici di realizzazione, ecco i principali passaggi per capire, dando un senso alle "veline" promozionali, dove sta andando la sicurezza (e il cemento) a Osimo.
Addio (forse) a 30 anni di disagi nell'ex emporio Campanelli
La necessità di una nuova sede per il Commissariato cittadino è fuori discussione.
Da quasi trent'anni gli agenti convivono con i miracoli logistici della sede di Piazza Marconi, ricavata negli angusti locali storici dell'ex emporio Campanelli.
Una sistemazione inadeguata che fin dall'inizio e che dopo tre decenni denuncia pesantemente tutti i segni del tempo.
La struttura è apparsa sin dal 1996 angusta, insufficiente e clamorosamente scomoda per l'operatività quotidiana degli agenti; comoda forse solo ai cittadini per le pratiche di rinnovo passaporto e regolarizzazione degli stranieri.
Tra barriere architettoniche insormontabili e parcheggi impossibili, sanati solo in parte dall'esperienza del Tiramisu, "penetrare" nel Commissariato poteva rappresentare un'esperienza mistica risolta di fatta solo grazie all'abitudine.
Il trasloco in periferia e il rebus del Parco "Antonio Luna"
La svolta della Giunta GLORIO individua la nuova casa delle divise di polizia tra la prima periferia e Padiglione, esattamente nell’area verde di via Vicarelli.
Si tratta del parco intitolato all'indimenticato dirigente della Robur Antonio LUNA scomparso nel 2011, per decenni grande appassionato e colonna organizzativa del minibasket osimano.
Davanti alle esigenze dei metri cubi, anche i ricordi legati allo sport cittadino devono fare un passo indietro.
Dalla maggioranza arrivano rassicurazioni da equilibristi: il parco rimarrà "intatto a metà" per far spazio sia alla nuova caserma sia alle future scuole medie.
Un colpo da maestri della quadratura del cerchio (o del mattone) che lascia i residenti sul chi vive, non foss'altro per il doppio appuntamento giornaliero (entrata e uscita durante il calendario scolastico) che da sempre intasa un quartiere privo di parcheggi a sufficienza.
Il centro storico perde pezzi e muore di desertificazione
Dietro il trionfalismo della "vicinanza al cittadino" si nasconde la dura realtà di un progetto che, una volta realizzato, contribuirà a svuotare ulteriormente il centro storico di popolazione attiva, già oggi ridotta ai minimi storici.
Una desertificazione commerciale e sociale che la maggioranza politica, a parole, afferma da sempre di voler combattere, ma che nei fatti continua a favorire con scientifica precisione.
La fuga della Polizia da Piazza Marconi non è un caso isolato.
Segue a ruota l'ennesima mazzata inferta al cuore della città: lo smantellamento dei servizi dello storico Poliambulatorio di Piazza del Comune, a breve da trasferirsi presso la nuova struttura nei pressi di San Biagio.
Il centro, già in sofferenza per la mancanza di una politica a sostegno, si ritroverà ulteriormente privato dei suoi motori quotidiani, pian piano ridotto ad un guscio vuoto.
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L'incognita dei fondi del Ministero dell'Interno
L'approvazione della delibera di lunedì è solo un timbro preliminare, un passaggio necessario per dare sostanza alla caccia ai finanziamenti romani.
Ma qui la questione si fa in salita, passare dall'annuncio alla pratica.
Il progetto starà in piedi solo ed esclusivamente se il Ministero dell'Interno deciderà di staccare l'assegno e sostenere la stragrande maggioranza della spesa economica complessiva.
Un evento ad oggi possibile sulla carta, grazie alle interlocuzioni avviate con la Prefettura e benedette dal Questore, ma tutt'altro che certo; di sicuro non imminente. Senza la certezza di quei soldi, l'intera operazione rientrerà nel cassetto dei sogni della politica osimana, sperando nella buona stella.
La palude burocratica e l'appuntamento elettorale del 2035
Anche nello scenario più ottimistico, i residenti di via Vicarelli possono dormire sonni tranquilli per un bel pezzo.
È assolutamente irrealistico pensare che, dalla delibera di "pubblica utilità" fino all'effettivo taglio del nastro, possano trascorrere non meno di 7 o 8 anni, ad esser buoni.
Tra paludi burocratiche ministeriali, stesura dei progetti esecutivi, bandi di gara, probabili ricorsi e, solo alla fine, i lavori veri e propri nel cantiere, i tempi si preannunciano non alla portata della speranza di vita di almeno 3.000 anziani.
Di questo nuovo Commissariato se ne riparlerà, forse, direttamente per aggiudicarsi la campagna elettorale del 2035, con protagonisti allo stato non certo ipotizzabili.
Nel frattempo, i cittadini incrociano le dita, sperando che la "pubblica utilità" targata GLORIO non si trasformi in un refrain di annunci ad ogni piè sospinto, mentre il cuore di Osimo continua a spegnersi.
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