TUTTI DA STUDIARE I 7.000 ELETTORI DI CASTELFIDARDO… E DI GINOSA, GROTTAGLIE, NOICATTARO, ALCAMO E PINEROLO

Dopo cinque anni, da nord a sud, isole comprese, sono rimasti 6 i Sindaci che il movimento è riuscito a rieleggere con le proprie forze. Si tratta di tre comuni pugliesi, uno siciliano e dell’eccezione nel Torinese. Completa il quadro l’anomalia fidardense di un Ascani bis, meritevole di studi approfonditi
Complimenti ai quasi 7.000 elettori fidardensi che, insieme ai cittadini di Noicattaro (Bari), Grottaglie e Ginosa (Taranto), Alcamo (Trapani) e della nordica Pinerolo (Torino) hanno conquistato alle rispettive cittadine il titolo di “Comuni superstiti a 5 Stelle”!
A forza di dimezzare il consenso ad ogni tornata elettorale, successiva all’ubriacatura del 4 marzo 2018 (con il 34% ancora presente in Parlamento a rappresentare non si sa più chi) i grillini sono finiti come era troppo facile ipotizzare: estinti e condannati dai cittadini.
Ovunque in Italia e per qualsiasi posta in palio, Europa, Regione o Comune, i 5 Stelle hanno ricevuto, con lo sfratto, il giusto compenso per 5 lunghi anni pari ad idee zero.
La riconferma decisa dai cugini confinanti avrà perlomeno il merito, di consentire agli studiosi dei complessi fenomeni politici alla base del voto, per analizzare meglio e più in profondo le ragioni che hanno attratto una intera cittadina – tra l’altro non esattamente l’ultima d’Italia, quantomeno per fervore produttivo – verso il consenso, a maggioranza, di farsi ulteriormente del male civico.
4.319 consensi andarono ad ASCANI 5 anni fa e grosso modo altrettanti – 4.171 – si sono confermati a distanza di un mandato pur coronato da una gestione, tipica di una maggioranza assoluta, di puro stampo familistico.
Con tutto ciò Roberto ASCANI, pur facendo male e pur rappresentando un movimento cancellato dal quadro politico nazionale, non poteva non vincere l’appuntamento del ballottaggio; in primis per le regole stesse del gioco che in genere determinano un plebiscito, caro all’elettorato di Centro-Sinistra, non verso il migliore ma piuttosto verso l’offerta meno peggio del lotto; un successo in seconda battuta determinato dalla non presentabilità politica di una candidata come Gabriella TURCHETTI, conosciuta quasi esclusivamente per essere la figlia di nonna Peppina, l’anziana signora di Fiastra del cui caso – una casetta abusiva in area terremoto – si era con successo occupato l’allora Ministro dell’Interno SALVINI!

L’appello della TURCHETTI ai castellani per ribaltare l’impossibile e far convergere su di se il voto? Una grande, maxi, felicissima festa di Natale, con panettone e torrone assicurato quasi a tutte le famiglie… Decisamente molto meglio, sarebbe stato, evitare simili “sogni regalo” e puntare tutto su un decoroso silenzio, capace di lasciar libero, ciascuno, di almeno immaginare, al posto della stantia fetta di Panettone, chissà quali mutamenti radicali per Castelfidardo per un Centro-Destra mai al potere.
Se la TURCHETTI non è rimasta in silenzio, rischiando la brutta figura rimediata pur di proferir qualcosa ai cittadini elettori, a restar muti fino al 2026, sperando di arrivarci tutti sani e salvi, dovrebbero restare proprio gli aficionados di Merloni & Salvini; un pò meno quelli del sempre eterno e ora pure tendente a smarcarsi Berlusconi.
Se infatti l’elettorato di Centro-Destra di Casteldidardo dopo aver ampiamente dimostrato di poter viaggiare tre volte su tre oltre oltre quota 4.000 voti – sia alle Politiche del 2018, che alle Europee del 2019 che alle Regionali del 2020 – decide che nella elezione più importante non è poi così interessato a smuovere troppo il sederino dalla poltrona di casa… allora sarà bene che i fidardensi continuino a guardare in santa pace Domenica In… meglio se senza rompere troppo le scatole.
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