MAXIPARCHEGGIO GRATIS E INCENTIVI RESIDENZIALI ALLE NUOVE FAMIGLIE: OSIMO SI RIPRENDA IL SUO CENTRO
Sosta libera per tutti gli osimani e agevolazioni in bolletta per chi torna ad abitare il centro: la nostra proposta per riaccendere le luci del salotto buono. Un investimento minimo per un ritorno sociale immenso. L'Amministrazione saprà cogliere questa occasione o continuerà ad amministrare il silenzio?


di Sandro PANGRAZI
Il centro storico di Osimo non è un museo da visitare a pagamento, né un’area di servizio per chi è di passaggio.
È, o dovrebbe essere, il salotto buono della nostra comunità.
Eppure, da anni, troppi anni misurabili a decine, il cuore pulsante della città appare, ogni giorno di più, silenzioso e abbandonato, svuotato di quella vitalità che ne ha fatto la storia.
Per invertire una rotta che altrimenti sembra segnata (occasionalmente tra dieci parcheggi in più o quattro in meno) non servono miracoli ma una visione politica coraggiosa, capace di poggiare su due pilastri: uno tattico e immediato, l’altro strategico e generazionale.
- La mossa immediata: il maxiparcheggio come bene comune
La prima, invalicabile barriera tra gli osimani e la loro piazza è oggi rappresentata dal costo e/o dalla difficoltà di trovare la sosta.
La recente introduzione a gennaio della tariffa flat a 2 euro, oltre a rivelarsi l'ennesimo autogol, sta alzando un muro invisibile sempre più alto, allontanando definitivamente chi una volta — non un secolo fa, ma solo fino a un paio di decenni addietro — scendeva in centro per una commissione veloce, un caffè o per il rito dello "struscio", con quelle vasche che da Piazza Dante arrivavano a Via Lionetta, spina dorsale della nostra identità sociale.

2. La proposta è netta: rendere il maxiparcheggio totalmente gratuito per i residenti di Osimo
I numeri parlano chiaro: a conti fatti il mancato incasso per le casse comunali si aggirerebbe tra i 150.000 e i 200.000 euro annui.
Un mini rosso, in un bilancio complesso come quello di Osimo, più che sopportabile e pari ad appena lo 0,4% delle entrate.
In termini pratici il Comune rinuncerebbe, in concreto, all’equivalente di una singola asfaltatura per eliminare il "pedaggio" d'ingresso alla città, oltre che liberare psicologicamente i cittadini dall'idea del termine-sosta e dall'ansia della relativa multa, ottime valutazioni per rinunciare al piacere di vivere il centro storico.
L’impatto sarebbe dirompente e non a parole: si registrerebbe un ritorno spontaneo della popolazione, stimabile tra il 25% e il 30% se non più; una boccata d’ossigeno prezioso anche per tutti i commercianti in asfissia.
Spostando il flusso degli automobilisti osimani al maxiparcheggio (residenti entro le mura magari compresi), i posti in centro resterebbero finalmente liberi per turisti e visitatori, disposti a pagare a cuor leggero per la comodità.
Contemporaneamente si ridurrebbero pure i costi per il personale addetto ai controlli (da impiegare diversamente o non rinnovare contrattualmente) trasformando la sosta in un servizio di pubblica utilità a costo ormai quasi zero.

Osimo in versione bianco e nero quando era... Osimo! Tempi che difficilmente torneranno.
3. La mossa strategica: il "Patto per la Casa" e il recupero del vuoto
Se il parcheggio gratis riporta la vita in centro di giorno, solo la residenzialità può garantirla h24 e soprattutto in futuro.
Oggi anche il cuore di Osimo, come tante altre città italiane, soffre di un paradosso: centinaia di appartamenti disabitati e bui, mentre le giovani coppie fuggono in periferia.
La sfida da raccogliere per l'Amministrazione GLORIO e le altre che arriveranno, è competere con la comodità delle villette offrendo vantaggi reali a chi sceglie la storia.
4. Serve un piano ventennale per favorire il ritorno delle giovani coppie (che fanno figli) e "consumano" ogni giorni la città, dentro le mura
Non bastano i proclami elettorali, servono incentivi strutturali: a) contributi diretti all'affitto per chi stabilisce la prima casa in centro; b) fiscalità a vantaggio per i proprietari: Imu agevolata per chi decide di rimettere sul mercato gli appartamenti sfitti attraverso canoni concordati.
Il Comune deve farsi mediatore per riaprire quelle persiane chiuse.
E quindi: sconti tangibili sulle bollette comunali (Tari, acqua, luce e gas) per tutti i nuclei familiari di ritorno e sostegno ai residenti.
Ufficio Tecnico dedicato: creare un supporto che guidi chi acquista o ristruttura casa tra i labirinti dei vincoli storici, trasformando la burocrazia in opportunità.
Portare 100 nuove famiglie in centro significherebbe tornare a riempire le scuole, sostenere i negozi di vicinato — che oggi scompaiono al ritmo di uno a settimana — e garantire quel presidio sociale che è la migliore forma di sicurezza.
Una via illuminata dalle finestre abitate è, per sua natura, una via sicura.
5. Conclusione: una scelta di Civiltà
Queste due misure sono le gambe su cui deve camminare la Osimo di domani, a maggior ragione quando il Tiramisù, una volta revisionato, sarà agibile H24, diventando la nostra "metropolitana orizzontale".
Lo spopolamento dei centri è una piaga nazionale ma Osimo ha una fortuna unica: il binomio maxiparcheggio + impianto di risalita che pochissime città possono vantare.
Abbiamo l'hardware già pronto… ora serve il "software" di un'Amministrazione capace di farlo girare.
La sosta gratuita è il "pronto soccorso" per rianimare il commercio oggi e farlo ripartire con un contributo vero, non di facciata; il sostegno alla residenzialità è la "terapia d'urto" per il futuro, da iniziare oggi ben sapendo che a goderne i frutti sarà la prossima generazione.
Tornando al Tirami su, rinunciare strategicamente a dei mini incassi non sarebbe una perdita ma l'investimento necessario per riacquistare l’identità di una città che non vuole arrendersi.
Del resto serve voltare pagina e ripensare radicalmente il biglietto da visita della nostra città.
Serve un’Amministrazione all'altezza, capace di non limitarsi alla manutenzione dell'esistente, ma di osare.
Serve una Osimo ripensata e corretta.
Osimo ora deve decidere: desidera per i suoi figli un destino da città-dormitorio o vuole tornare a essere una comunità viva?




