martedì, 26 maggio 2026

A MACERATA PARCAROLI E UNA LEGA DEBOLE BEFFATI PER APPENA 19 VOTI: NON PAGA L'EFFETTO-ANNUNCIO TARDIVO SULLA DISCARICA A MONTEFANO

Conseguenza diretta? Resta altissimo l'allarme per via Fratte a Montefano: solo un ballottaggio a questo punto incerto deciderà il destino del sito. Se vincerà Tittarelli per la nuova discarica ci sarà anche il timbro dell'ufficialità; la riconferma di Parcaroli, invece, congelerebbe di fatto l'iter della decisione per insabbiarla almeno fino alle Politiche 2027

Di Sandro Pangrazi | 26-May-2026 7 min di lettura
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A MACERATA PARCAROLI E UNA LEGA DEBOLE BEFFATI PER APPENA 19 VOTI: NON PAGA L'EFFETTO-ANNUNCIO TARDIVO SULLA DISCARICA A MONTEFANO

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di Sandro PANGRAZI

A Macerata lo scrutinio si trasforma in un thriller politico: il sindaco uscente si ferma a quota 10.044 preferenze, mancando il bis per soli 19 voti! Decisivi il crollo dell'affluenza (appena il 56.33% nuovo record negativo per Macerata), le 422 schede bianche o nulle e l'effetto nullo dello spostamento del sito dei rifiuti da contrada Botonto (Macerata) alla lontano Montefano. Il Consiglio di Stato cancella il premio di maggioranza.

La matematica elettorale sa essere spietata. 
Dopo una notte di riconteggi, verbali bloccati e un'altalena di dati sulle ultime 4 sezioni mancanti all'appello e refertati solo poco prima dell'1 di notte.
Alla fine il dato bruciante: Sandro PARCAROLI, Sindaco uscente, ha mancato la riconferma immediata al primo turno per la miseria di appena 19 voti! 
Si apre così una nuova partita di due settimane che vedrà il corpo elettorale maceratese scegliere al ballottaggio tra la continuità del Centro-Destra e l'alternativa guidata da Gianluca TITTARELLI (Campo Largo).
C'è da dire che giù nel corso del tardo pomeriggio dal clan di TITTARELLI era giunta la presa d'atto della sconfitta, con conseguente salva di tappi fatti saltare dal clan avverso... con stappamento di decine di bottiglie di spumante, brillati in aria alla difficile riconferma.
Tutto inutile. Mai beffa fu più atroce.

Il verdetto all'1 fi notte: lo spoglio e l'enigma delle schede nulle
Il primo turno delle elezioni comunali si è chiuso con un autentico psicodramma politico. 
Con i dati ufficiali delle 44 sezioni, PARCAROLI si è fermato a 10.044 preferenze, contro le 10.063 matematicamente necessarie per superare la soglia del 50% + 1 voto. 
A pesare in modo decisivo sulla mancata vittoria immediata sono state le scelte espresse all'interno delle cabine: a fronte di 20.528 votanti (su un totale di 36.441 aventi diritto), sono state registrate ben 422 schede improduttive, ripartite tra 350 schede bianche e 72 schede nulle.
Un bacino di voti dispersi che supera di oltre venti volte lo scarto utile per blindare il mandato. 
Lo sfidante Gianluca TITTARELLI, che nel tardo pomeriggio di lunedì aveva già ammesso la sconfitta, ha così recuperato terreno nella notte grazie al voto dei quartieri urbani, attestandosi intorno al 43%, trascinando letteralmente uno spento Centro-Sinistra ad un inatteso secondo turno. Restano marginali i due candidati minori Mattia ORIOLI e Giordano RIPA ma non anche Marco SIGONA, Dem dissidente da recuperare alla causa  se ci riusciranno - a caro prezzo.

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Il pasticcio del premio di maggioranza: la certezza del Consiglio di Stato
La vera mannaia sul futuro assetto del Consiglio comunale, quale uscirà fuori il 7 e l'8 giugno prossimi, arriva però dai tecnicismi della legge elettorale, blindati da una giurisprudenza granitica. 
In forza della percentuale calcolata sui voti complessivi del primo turno, il premio di maggioranza non verrà attribuito a nessuna coalizione, neanche dopo il ballottaggio. 
I 422 voti espressi ma non validi (bianche e nulle) hanno infatti alterato il valore di riferimento per il calcolo del quorum.
Si tratta di un'applicazione letterale dell'orientamento del Consiglio di Stato, confermato nelle storiche sentenze 3021/2010, 823/2012, 2174/2017, 1067/2018 e 3114/2022. 
Questa melma burocratica priverà la coalizione vincente della certezza matematica dei seggi di governabilità. 
Chiunque vincerà tra PARCAROLI e TITTARELLI si troverà a guidare un'assise frammentata e instabile, costretto a negoziare ogni singola delibera con le opposizioni o con le liste civiche minori.

Il peccato originale del Centro-Destra: il flop identitario della Lega
Se si cerca il "padre della colpa" di questo mezzo passo falso del Centro-Destra e della Lega in particolare, i riflettori si accendono inevitabilmente sul Carroccio. 
Il dato politico più clamoroso di queste Amministrative è l'incapacità dei Salviniani di presentarsi alle urne persino con il proprio simbolo storico, non riuscendo a strutturare neanche una lista di partito autonoma a supporto del Sindaco.
Questa debolezza organizzativa ha costretto PARCAROLI a ripiegare su un abbinamento obbligato con la lista civetta "Civici per PARCAROLI". L'operazione di camuffamento non ha però ingannato l'elettorato più identitario: la civica del Sindaco ha portato a casa, tutto insieme, appena il 12,87% dei consensi, un risultato troppo esiguo per compensare la mancanza del brand politico tradizionale della Lega e che ha lasciato la coalizione scoperta proprio sulla linea del traguardo.

La "magia" di Botonto: l'effetto-annuncio sui rifiuti non sfonda
Gran parte della volata finale della campagna elettorale si era surriscaldata attorno alle decisioni dell'Assemblea territoriale d'ambito (Ata3) sulla futura discarica provinciale. 
Ad appena quindici giorni dal voto, il Centro-Destra regionale, ai massimi livelli, fiutato il pericolo aveva calato l'asso politico: una rimodulazione dei criteri tecnici che ha di fatto cancellato il rischio della discarica in Contrada Botonto, frazione alle porte di Macerata che si trovava in cima alla lista dei siti idonei.
Il Centro-Sinistra ha attaccato duramente questa mossa in ogni luogo ma non a Macerata (per la logica invalsa di "non nel mio giardino"), definendo il trasferimento a Montefano una "magia politica" elettorale per proteggere il consenso di PARCAROLI nei confini comunali. 
I dati delle urne dimostrano però che la polemica ambientale è stata un'arma spuntata: ha logorato il Centro-Destra quel tanto che bastava per negargli la vittoria immediata, ma non ha generato il travaso di voti sperato verso il Campo Largo. 
L'effetto-annuncio ha invece scatenato il panico nei comuni confinanti della Val Musone – in particolare tra via Fratte a Montefano, Passatempo di Osimo e San Biagio di Filottrano – dove i comitati civici restano in stato di agitazione permanente, certamente delusi dall'esito delle urne.

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Il calcolo della forbice e lo spettro dell'astensionismo: 15 giorni ad alto rischio
I numeri reali dicono che il vantaggio del Sindaco uscente è molto più fragile di quanto non possa sembrare guardando ai 19 voti mancanti. Sebbene la forbice ufficiale tra i due sfidanti al primo turno segni un distacco significativo di 1.609 voti, il calcolo strategico per il secondo turno azzera i distacchi. 
Sottraendo i circa 700 voti andati a Marco SIGONA, il dissidente del Partito Democratico che ha drenato consensi a Sinistra, la distanza reale di sicurezza per il Centro-Destra maceratese si assottiglia ad appena 909 voti di margine. 
Una differenza esigua che rischia di essere totalmente rimescolata dal fattore astensionismo avendo PARCAROLI già fatto il pieno del proprio elettorato.
Come da tradizione consolidata in ogni turno di ballottaggio, infatti, è atteso per il 7 e l'8 giugno un ulteriore e forte calo della partecipazione democratica. 
In uno scenario in cui andranno alle urne ancora meno dei 20.528 votanti del primo turno, la capacità di mobilitazione millimetrica dei singoli quartieri farà la differenza tra la vittoria e la sconfitta. 
Per Sandro PARCAROLI – e di riflesso per la delicatissima partita interprovinciale sul posizionamento della discarica a Montefano – si aprono quindici giorni sospesi sul filo del rasoio, dove anche un solo errore di comunicazione costerà la guida della città nei prossimi 5 anni.
Il tutto in un territorio, quello Maceratese, tra i più favoriti della coalizione a livello regionale; più di un segno di allarme rosso.

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