PER DEL CAMPO, TEORICO DELLA TERRA PIATTA, LA CONFERMA DELLE SBARRE A POGGIOREALE
La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile il ricorso del 41enne catenese e blindato i due anni di reclusione per stalking e lesioni. Dalla guerra santa contro i vaccini per la figlia minorenne, all'agguato shock all'avvocatessa Donatella Baleani nel parcheggio degli Archi, ad Ancona. Poi la fuga tagliando il braccialetto elettronico e mesi di show mediatico da Londra su "Chi l'ha visto?" e social. Infine, a marzo, il blitz che ha aperto all'ex latitante le porte del penitenziario napoletano

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Niente sconti.
La Corte d’Appello ha rispedito al mittente il ricorso, dichiarandolo inammissibile e blindando la condanna a due anni di reclusione, rimediata in primo grado nel novembre scorso quando ancora era latitante.
Protagonista della vicenda Salvatore DEL CAMPO, 41enne di origini catanesi ma per un tempo trapiantato sotto l’ombra di Piazza Boccolino prima di emigrare a Zurigo e finito alla sbarra per una sfilza di reati da brivido: stalking e lesioni violente ai danni dell’ex convivente, una giovane osimana di 31 anni.
LA FOLLIA NO-VAX E L’INFERNO DELLA PERSECUZIONE
La miccia dell'intera follia? Il vaccino della figlioletta minorenne.
Tanto è bastato all'uomo, tra febbraio e aprile 2025, per scatenare una vera e propria guerra santa contro l’ex compagna.
Un martellamento continuo fatto di messaggi ossessivi, telefonate a raffica e minacce da brivido persino alla famiglia della giovane donna.
Il culmine dell’escalation violenta si raggiunge il 29 marzo, quando il DEL CAMPO non esita a spingere la donna contro il muro, mandandola all'ospedale con lesioni evidenti.
Il giorno dopo, non pago, rincara la dose con frasi che non lasciano spazio all'immaginazione: "Vi uccido, faccio una strage".
Nel mirino del violento c’era finita persino l'avvocatessa osimana Donatella BALEANI, professionista stimatissima in città e specializzata proprio in Diritto di famiglia e tutela dei minori, aggredita senza troppi complimenti il 2 aprile, fuori dal parcheggio degli Archi, ad Ancona, mentre stava tentando di raggiungere il Tribunale e svolgere il proprio lavoro.
Roba da far west. E per fortuna alcuni clienti del parking intervennero in soccorso, allentando la forza delle mani sul collo della professionista di Campocavallo.
Disse a caldo: "Non volevo ucciderla ma darle un avvertimento".
Alla fine, la giustizia ha trionfato grazie anche al lavoro di parte civile dell'avvocato Alessandro CALOGIURI subentrato alla BALEANI dopo l'aggressione.
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LA MANDRAKATA DEL BRACCIALETTO TAGLIATO E IL DELIRIO SOCIAL DA LONDRA
Ma il vero "capolavoro" firmato DEL CAMPO va in scena prima della sentenza di primo grado. Con una mossa da film d'azione di quart'ordine, il 41enne siciliano tagliò di netto il braccialetto elettronico, beffando gli arresti domiciliari nel Senese, presso amici, per sparire nel nulla.
Destinazione? Londra!
Lì, nella capitale britannica, il nostro eroe della latitanza ha trascorso mesi interi a fare il leone da tastiera, vomitando sui social network messaggi dal contenuto totalmente delirante, intervallando la latitanza perfino con un paio di interventi su "Chi la l'ha visto?", convinto forse di poterla fare franca a lungo o per sempre.
FINE DELLA CORSA: ESTRADATO E RINCHIUSO A POGGIOREALE
La boria del latitante si è così scontrata duramente con la realtà.
I nodi vengono sempre al pettine e per il siciliano la vacanza inglese si è chiusa nel peggiore dei modi: rintracciato dalla polizia britannica, è stato estradato in fretta e furia.
Ora DEL CAMPO si trova blindato in una cella del famigerato carcere di Poggioreale, a Napoli, a riflettere sulle sue "gesta", lontano sia da Osimo che dalle sponde del Tamigi, con il carico da novanta di altri procedimenti penali ancora pendenti sulla testa.
Osimo, per ora, respira.




