ARRESTATO DUE VOLTE NELLO STESSO MOMENTO MA NIENTE CARCERE! IL VIRUS GLI EVITA MONTACUTO E LO PREMIA COL BRACCIALETTO

Protagonista da record Alessandro Malizia di Loreto. Il ragazzo faceva parte di una pericolosa banda, composta da 5 elementi italo-albanesi, smantellata dal Radiomobile
Riesce nella non facile impresa di farsi arrestare due volte nello stesso momento!
Il doppio scatto di manette, maturato nell’ambito dei grossisti di droga di medio calibro locale, è riuscito al lauretano di Grotte, tal Alessandro Malizia, 26 anni, finito imprigionato bis sia su ordine della Procura di Macerata che dietro mandato di quella di Ancona.
Di mezzo, per Malizia, il file rouge dei Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo, abili protagonisti di entrambe le brillanti operazioni, coordinate dal luogotenente Luciano Almiento.

Gli eventi per il giovane lauretano sono precipitati fin da martedì quando i militari si sono presentati in casa forti di una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari; provvedimento emesso dal Gip Domenico Potetti su richiesta del sostituto Procuratore del Tribunale di Macerata Claudio Rastrelli.
Per Alessandro Malizia e altri quattro indagati, tre albanesi e un altro italiano di Recanati, il 65enne Giuseppe Di Paolo (tutti amanti della bella vita e tutti finiti in manette, tranne uno dei tre albanesi, allo stato latitante) la doppia accusa di concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre all’imputazione non meno grave di estorsione continuata.
La “sfortuna” di Malizia? Di certo la propensione all’acquisizione di soldi facilmente oltre, più probabilmente, quella di non finire arrestato il 30 ottobre scorso quando gli altri tre soci in affari – gli albanesi di Recanati Edvart Tabaku (32 anni) e Gentian Dama (46 anni), oltre al già ricordato civitanovese Giuseppe Di Paolo – finirono arrestati per droga, sempre grazie al fiuto degli uomini sguinzagliati da Almiento.
Il non aver compreso di essere entrato nel mirino delle forze dell’Ordine – Carabinieri che avevano iniziato a monitorare l’attività della banda fin dal lontano 2015, documentando nel tempo un rosario di almeno una cinquantina di episodi – ha fatto si che l’attività di fornitore locale di Alessandro Malizia sia andata avanti, in pratica, indisturbata fino all’altro ieri.
Ragion per cui i Carabinieri, nello sbrigare la misura della perquisizione domiciliare (di routine in caso di arresto) hanno rinvenuto in casa del Malizia altri 86 grammi di cocaina. Non previsti ma più che sufficienti per far scattare un nuovo ulteriore ammanettamento, stavolta in fragranza reale, valevole uno stato bis di arresto. Non perfezionato nel trasferimento al meno confortevole carcere di Montacuto ma di nuovo ai domiciliari, stavolta col braccialetto elettrico, causa virus.
Evitato l’istituto penitenziario di Ancona, Alessandro Malizia non ha così ritrovato gli ex compagni di merende Giuseppe Di Paolo che Edvart Tabaku (ristretti in cella fin da ottobre), mentre per l’altro albanese Gentian Dama i giudici di Macerata hanno ugualmente optato, in considerazione dello stato degli istituti di pena italiani al tempo del Corona virus, per un meno affliggente utilizzo del braccialetto elettronico.
Uccel di bosco, probabilmente nella natia Albania, il quinto componente della banda, unico ad essere sfuggito alla paziente manovra a tenaglia imbastita nel tempo dal nucleo operativo e radiomobile osimano.

Specialità dell’associazione italo-albanese quella di rifornire a domicilio l’affezionata clientela con un servizio pony attivo H24 sui principali Comuni della Valmusone.
Coca e marijuana, in particolare, le specialità della casa, rivendute al prezzo tutto compreso di 100 e 10 euro al grammo.
Pagamento ovviamente in cash; ma si accettavano, visti i tempi di crisi, anche formali autocertificazioni di… “pagherò” valevoli qualche giorno; promesse di saldo non mantenute di cui in diversi, non onorando nel tempo accordato la parola spesa, hanno avuto modo di pentirsi.
Infatti, anche in caso di mancato incasso della fornitura la banda, inquadrata su un livello medio di delinquenza locale, non era d’uso perdersi d’animo.
Diverse le possibilità di schierare in campo tutta una serie di convincenti misure di recupero credito, in genere a buon fine fin dal primo livello delle minacce. Solo in qualche caso, con i clienti davvero restii a pagare la propria quote di morte, si passava alle più convincenti manieri forti e alla violenza vera e propria.
Un esercizio, diciamo così, arbitrario delle proprie ragioni… valevole, per tutti e cinque, anche l’accusa ulteriore di estorsione.
Si calcola, nel tempo, un borderò ricco di diverse decine di episodi ricorrendo spesso anche ad altri personaggi di minor calibro, anch’essi arrestati, mano a mano, dai Carabinieri di Osimo, quando considerati “pesci” non particolarmente utili alle indagini.
Inutil precauzione – spiega Rosina nel Barbiere di Siviglia – anche il ricorso della banda a comunicazioni telefoniche alternative… ricorrendo a più moderni scambi di notizie, come a mezzo “dati” con l’utilizzo di social e/o al ricorso ad applicazioni telefoniche; sistemi che hanno reso le investigazioni del luogotenente Luciano Almiento, solo momentaneamente rallentate.
Significativamente pesante anche il quadro complessivo della droga movimentata negli anni dal quintetto sbaragliato: circa 68 i chilogrammi di fumo posti in circolazione (di cui 39 chilogrammi di marijuana recuperati) e ben 3 di chili di polvere bianca risultati piazzati per un fatturato al dettaglio stimato vicino al milione di euro.
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