martedì, 26 maggio 2026

CAMPANA, VINCE LA POLITICA DI FDI: PASSA LA GRACIOTTI, BEFFATA LA SEVERINI (E ANSELMI SBATTE LA PORTA)

Nuovo colpo di scena sulla gestione del bando scolastico regionale, trasformato per la terza volta... stavolta da bando a mero atto fiduciario. Titoli accademici trasformati in carta straccia in forza di un "inno alla fiducia" non contemplato nella prova. Forte delusione della Severini: "Non avrei mai creduto si potesse arrivare a tanto...". La vicenda, appena agli inizi, spacca la trasparenza e dà fuoco alle polveri anche della politica cittadina, sinora rimasta a guardare. La palla passa ora alla Sala Gialla con la maggioranza pronta ad affilare le armi in vista di un Consiglio comunale già annunciato come trincea "anti porcata"... contro i blitz dell'USR e la manovra di esproprio della Regione Marche

Di Sandro Pangrazi | 26-May-2026 6 min di lettura
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di Sandro PANGRAZI

Ha trovato piena conferma ufficiale l'esito della procedura dell'Ufficio Scolastico Regionale per la nomina nel Consiglio di Amministrazione dell'Istituto Campana. 
A spuntarla nel computo totale è stata la professoressa Gabriella GRACIOTTI, insegnante di matematica alla scuola secondaria "Caio Giulio Cesare", che ha ottenuto il punteggio finale di 41.5 contri i 40 di Argentina SEVERINI. 
L'analisi dei dati parziali della graduatoria evidenzia tuttavia una netta forbice tra la valutazione del percorso professionale e l'esito del colloquio, inserendosi in un percorso amministrativo a dir poco insolito, già caratterizzato da precedenti tappe procedurali.

SEVERINI vs GRACIOTTI, netto distacco iniziale sul fronte dei titoli
Giusto appunto a guidare la classifica prima della prova verbale era la seconda classificata, la professoressa Argentina SEVERINI. 
Carte alla mano, il distacco sul piano del curriculum era apparso netto: la SEVERINI aveva infatti ottenuto dalla commissione ben 16 punti per i titoli accademici e professionali presentati, mentre Gabriella GRACIOTTI partiva da una base di 5.5 punti nella valutazione dei titoli. 
Un divario iniziale di 10.5 punti, praticamente incolmabile, che rifletteva la differente storicità dei percorsi formativi e di servizio documentati dalle due candidate all'atto dell'iscrizione.

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Il precedente di marzo e lo stop formale all'accesso agli atti
Per la professoressa SEVERINI si è invece trattato del secondo stop in pochi mesi all'interno dello stesso iter di nomina. 
La docente era infatti la probabile vincitrice del precedente bando dello scorso marzo, procedura successivamente annullata dall'USR. 
In merito all'istanza di accesso agli atti (protocollo 13825 del 27 aprile 2026) presentata dalla docente per fare luce sulla vicenda, l'USR ha notificato in mattinata la seguente comunicazione ufficiale sui motivi ostativi all'accoglimento. 
L'amministrazione, a firma del Direttore Generale Donatella D'AMICO, ha respinto la richiesta eccependo il "difetto dell'interesse attuale e concreto all'ostensione dei documenti richiesti" (trattandosi di selezione comunque fiduciaria), specificando che i documenti riguardano una "procedura selettiva che non è ancora terminata" e concedendo altri 10 giorni per eventuali osservazioni. 
Il diniego a spiegazioni chiare e nette solleva, una volta di più, interrogativi sulla trasparenza su come troppo spesso avvengono le cose in Italia, specie quando la differenza la fa un atto soggettivo, come quello di giudicare una prova orale, a cui si lega il 65% del valore complessivo.
Se infatti l'assegnazione risponde a criteri di pura fiducia, come scopriamo, nero su bianco, a firma della stessa D'AMICO, non si comprende l'utilità di imbastire complessi bandi pubblici con punteggi matematici in quarantesimi su titoli pari al valore di carta straccia.
"Rimango profondamente delusa da questo vicenda. Mi sento persino defraudata dall'accesso negato agli atti, avendo partecipato per ben due volte ad un bando per titoli… senza immaginare fosse una gara soggetta a sentimenti di selezione fiduciari. Ritengo che una volta scelta la via del bando… di fiduciario in quell'esame non avrebbe dovuto restare più nulla|!"

I nuovi criteri e l'impatto decisivo dell'orale
A ribaltare il vantaggio iniziale a favore della SEVERINI in questa nuova selezione è stata la struttura del nuovo bando dell'Usr. 
Con un criterio che assegnava all'esame orale il 65% del valore complessivo della prestazione, la performance verbale ha espresso un peso matematico decisivo, consentendo alla docente della "Caio Giulio Cesare" il sorpasso finale sul filo di lana, appena per un punto e mezzo di scarto complessivo! 
Una dinamica che ha spinto gli osservatori locali a paragonare l'esito a una sorta di "sestina vincente", data la precisione necessaria per incastrare il punteggio utile alla svolta amministrativa. 
A completare il quadro dei partecipanti rimasti in gara emerge il nome del terzo candidato, Michele VIGIANI, la cui posizione si è attestata nettamente staccata dal binomio di testa, chiudendo la prova a quota 31 punti.

Il passo indietro di ANSELMI e il ruolo del Consiglio comunale
In questo scenario si è inserito infine il definitivo passo indietro del professor Marco ANSELMI. 
Il consigliere uscente del Campana, nonché lettore attento di OSIMO OGGI e informato di prima mano su quanto bolliva nella pentola dell'Istituto per la cultura permanente, ieri pomeriggio, a conti fatti, ha staccato il telefono e deciso di non presentarsi alla seduta d'esame ricalendarizzata presso la Biblioteca dell'istituto di via XXV Aprile, rinunciando formalmente a essere escusso da una commissione i cui equilibri apparivano già delineati. 
Chiuso in brutto stile il capitolo Usr, la palla passa ora ufficialmente al Consiglio comunale di Osimo, chiamato a indicare la parte numerica più consistente del nuovo CdA, ovvero tre componenti, oltre ai già designati Gabriella GRACIOTTI e Alberto Maria ALESSANDRINI PASSARINI. 
Sulla carta, lo Statuto del Campana parla chiaro: i posti andrebbero divisi assegnando un rappresentante al Sindaco, uno alla maggioranza e un terzo indicato dalle minoranze. 
Una tripartizione storica per l'Ente osimano, da sempre rispettata - in tempo di "pace" - in nome del puro fair play istituzionale tra le forze politiche cittadine ma dal dubbio valore di legge - in particolare se i tempi fossero di "guerra" - di fronte alle prerogative costituzionali assicurate dalla Legge a ciascun Consigliere.

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Il precedente del 2021 e soprattutto i presagi sulle prossime nomine
Le premesse attuali, stando la situazione apparecchiata in chiave Fratelli di Italia (Gianlorenzo PANGRAZI e/o Manuel MORICHI), lasciano presagire per le prossime settimane uno scenario ben lontano dal bon ton istituzionale del passato. 
Il precedente storico che ha rotto la tradizione secolare risale giusto al 2021, quando l'allora maggioranza guidata dal sindaco Simone PUGNALONI scelse di scavalcare le indicazioni dell'opposizione, votando e imponendo Monica TALIANI DE MARCHIO (Lega) in luogo di Simonetta ANTONELLI proposta dalle Civiche Latiniane quale figura in quota minoranza. 
Con quel canale di dialogo già strategicamente strappato e i precedenti storici alla mano, tutto lascia ipotizzare che i tre nomi di espressione consiliare potranno diventare terreno di un nuovo e durissimo scontro politico, dove il rispetto delle minoranze (trasformate con un blitz in maggioranza) rischia di essere sovvertito, sacrificato sull'altare dei rapporti di forza e convenienza, pure e semplice, esercitati in Sala Gialla.

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