CAPORETTO PD MARCHE, ADDIO ALLA BOMPREZZI: IN TRE ANNI ISSATA LA BANDIERA DEM SOLO A PESARO... E OSIMO!
Dopo il colpo di grazia al ballottaggio di Macerata, la segretaria regionale, già favorita della Schlein, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico, travolta da un filotto di ko senza precedenti sui territori e dalle faide interne. Senza un successore pronto, la palla passa ora al Nazareno. Atteso un commissario a tempo di record, più per blindare le candidature nei collegi e dei nominati che per normalizzare la situazione politica

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di Sandro PANGRAZI
Tutto cominciò con Falconara Marittima nel 2023 per poi non fermarsi più! Porto Sant'Elpidio, Osimo, Ascoli Piceno, Recanati, Fano, Urbino, Sant'Elpidio a Mare, San Benedetto del Tronto, Fermo, Senigallia e, infine, il colpo di grazia al ballottaggio di Macerata.
È stata una sfilza di sconfitte elettorali senza sosta quella patita dal Centro-Sinistra marchigiano nel corso dell'ultimo triennio; una débâcle territoriale totale che ha infine spinto Chantal BOMPREZZI a rassegnare le dimissioni da Segretaria regionale del Partito Democratico delle Marche.
La notizia, confermata ufficialmente dagli ambienti dem, certifica il crollo di una gestione travolta dai verdetti delle urne nei principali centri della regione.
In questo scenario di deserto politico, l'unico vero successo è rappresentato dalla roccaforte di Pesaro.
A questo si aggiunge la strana vicenda-bis di Osimo, un successo paradossale arrivato non per meriti propri ma "regalato" da PIRANI e dalle profonde divisioni interne tra Fratelli di Italia Ancona e l'elettorato civico Latiniano.
Troppo poco per salvare una segreteria logorata da un trend costantemente negativo.
La stoccata social dell'Assessore regionale CALCINARO
Singolare che da Fermo, a dare la notizia per primo, via social, sia stato l’Assessore regionale alla Sanità Paolo CALCINARO:
"Si è appena dimessa la segretaria del Pd regionale per la vasta sconfitta elettorale anche in questa tornata. Invece dalle forze del Centro-Sinistra fermano - affonda il coltello CALCINARO - non si hanno notizie di dimissioni, nonostante il magro 21% raggiunto con il campo ultra largo a Fermo".
Un commento fulmineo che ha anticipato le stesse comunicazioni formali del partito, evidenziando la portata politica del crollo dem nell'intera regione.
https://www.dottromaldini.com/
Dal trionfo del 2023 al legame con SCHLEIN: lo scontro tra due mondi
La parabola politica di Chantal BOMPREZZI si interrompe bruscamente dopo poco più di tre anni.
Era stata eletta nei gazebo il 26 febbraio 2023 con il 53% dei consensi, sconfiggendo la candidata di area "bonacciana" Michela BELLOMARIA (già vice Sindaco di Cerreto d'Esi). Quel congresso aveva messo di fronte due identità sociali e professionali profondamente diverse:
Chantal BOMPREZZI: senigalliese, 32 anni all'epoca del voto (la più giovane segretaria regionale nella storia dem), avvocato, dottore di ricerca e assegnista presso l’Università Politecnica delle Marche;
Michela BELLOMARIA: sanseverinate, 42 anni all'epoca della sfida congressuale, esponente con un forte radicamento sindacale, impiegata nel settore sanitario come Operatrice socio-sanitaria, con anni di servizio trascorsi in prima linea presso la Rsa di Sassoferrato e il Pronto soccorso di Fabriano.
La vittoria della BOMPREZZI era stata l'esatta declinazione marchigiana del "nuovo corso" impresso a Roma da Elly SCHLEIN, di cui la segretaria uscente è sempre stata una fedelissima sostenitrice.
Una linea basata sul rinnovamento generazionale e sull'applicazione rigorosa del modello del "campo largo", che oggi però si schianta contro il duro verdetto delle urne.
La guerra interna: i casi MASTROVINCENZO e BORA
I disastri delle urne sono andati di pari passo con una gestione interna conflittuale, segnata da pesanti scontri frontali con i consiglieri regionali di minoranza uscenti, su tutti i casi di Manuela BORA e Antonio MASTROVINCENZO.
Il Consigliere regionale. addirittura, ottenuta la rielezione con una lista civetta, era stato inizialmente bandito dal gruppo regionale Pd.
Per ottenere la rielezione, aggirando lo stop interno ai pluri mandati caro al nuovo Pd, MASTROVINCENZO fu costretto a ritagliarsi spazio in una lista d'appoggio (quella del candidato Presidente Matteo RICCI), nonostante il nulla osta formale del partito.
La BORA, miss preferenze, invece rinunciò alla scialuppa di salvataggio, salendo sull'Aventino, non prima di guidare a viso aperto la fronda interna contro i vertici regionali.
Già al tempo, l'ex Assessore di Monte San Vito, ebbe modo di chiedere apertamente l'azzeramento della segreteria, ribadendo il concetto subito dopo il disastro delle regionali, denunciando l'isolamento politico e l'incapacità gestionale della BOMPREZZI.
Solo un successivo e forzato "recupero" dei cocci, spinto dalla rivolta dei big del partito (su tutti i maceratesi Romano CARANCINI e Angelo SCHIAPICHETTI), sanò apparentemente una frattura che ha lasciato in dote scarsa fiducia e vistose cicatrici.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
Lo scenario prossimo venturo: commissario a tempo di record prima delle vacanze
Oltre all'uscita di scena della segreteria BOMPREZZI, il Partito Democratico marchigiano si ritrova completamente privo di un successore pronto o di una figura unitaria in grado di raccogliere l'eredità del leader uscente.
Secondo lo Statuto, la Presidente dell'assemblea regionale Silvia VENERUCCI ha ora 30 giorni per convocare l'organismo dirigente, ma i margini per una soluzione locale appaiono davvero ridotti al lumicino per mancanza di uomini e/o donne adatte.
Davanti al vuoto di potere e alle macerie dei territori, la strada è ormai tracciata: si andrà quasi certamente verso il commissariamento che verrà indicato da Roma.
La nomina del commissario è ragionevolmente attesa a super breve, quasi record, per chiudere la pratica prima dell'inizio dei talk show estivi e della "politica in spiaggia".
Al Nazareno spetterà il compito di prendere in mano le redini della transizione con un obiettivo strategico ben preciso: più che gestire i fragili equilibri del partito locale in cento e più pezzi, al futuro commissario toccherà l'onere e il potere di blindare e gestire direttamente le candidature nei vari collegi, blindando le liste dei "nominati" in vista della fondamentale scadenza elettorale del 2027.
L'impressione fondata? Fintanto Elly SCHLEIN manterrà la segreteria nazionale, Giorgia MELONI potrà dormire sonni molto tranquilli potendo contare su una autentica assicurazione sulla vita politica.
https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
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