domenica, 09 agosto 2026

DA "CALICI DI STELLE" AI CIN CIN AUTARCHICI CON VINELLI LOCALI

L'Amministrazione Glorio abbandona la grande qualità per scommettere sul surrogato low-cost de “Le Notti del Vino”. Lo sciagurato downgrading costa la fuga dei marchi d’élite come Umani Ronchi e Moroder. L’affondo del turista esperto fa tremare il Palazzo

Di Sandro Pangrazi | 09-ago-2026 5 min di lettura
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DA "CALICI DI STELLE" AI CIN CIN AUTARCHICI CON VINELLI LOCALI

 

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di Sandro PANGRAZI

Torna domani sera il classico appuntamento ultra ventennale con "Calici di Stelle"... pardon, con "Le Notti del Vino". 
Sotto la nuova denominazione, la città e i turisti si apprestano a vivere la notte estiva più lunga, una sorta di Capodanno, dedicata ai vitigni d'eccellenza; ma dietro il tintinnio dei bicchieri si nasconde un pesante retroscena politico ed economico. 
Come OSIMO OGGI aveva ampiamente anticipato lo scorso 22 luglio da queste colonne, la scelta dell'Amministrazione GLORIO di abbandonare il prestigioso circuito nazionale del Movimento Turismo del Vino, inaugurato nel lontano 2003, ha provocato una vistosa frattura nell'offerta enologica della città. 
La conferma definitiva arriva oggi, nero su bianco, scardinando la narrazione ufficiale e scatenando la dura reazione dei visitatori storici delusi.
Ecco almeno 6 passaggi chiave che fotografano lo stato dell'evento:

La fuga dei colossi del Rosso Conero
La rinuncia al brand nazionale ha prodotto il risultato più ampiamente previsto: il forfait dei grandi marchi d'eccellenza globale radicati sul territorio. 
Aziende del calibro di UMANI RONCHI (fresca Cantina dell’Anno per il Gambero Rosso) o la boutique d’élite MORODER anche domani, come l'anno scorso, non ci saranno. 
Fedeli al circuito originario "Calici di Stelle", le grandi griffe storiche osimane restano a guardare dalle loro tenute private, lasciando il centro cittadino orfano dei pesi massimi del mercato vinicolo internazionale.

Garofoli baluardo solitario in piazza
A salvare la bandiera della storicità e del blasone locale resta l'isolato presidio della Casa Vinicola Garofoli. 
L'azienda si ritrova a essere l'unico vero "super-big" superstite della manifestazione, fungendo da indispensabile pivot commerciale e tecnico in mezzo a un tabellone profondamente rivoluzionato, privato dei suoi storici compagni di viaggio.

L'affondo del lettore-sommelier da Roma
Che il danno d'immagine sia pesante e percepito ben oltre i confini comunali lo dimostra la durissima nota inviata alla redazione di OSIMO OGGI da un lettore romano, appassionato della Riviera del Cònero ed esperto del settore, che da quindici anni sceglie Numana per le sue vacanze estive:
«Sono un romano che da 15 anni viene ogni anno a passare le vacanze balneari a Numana. 
Da amante del mondo del vino, ho anche conseguito per pura passione il diploma da sommelier. 
Dal 2011 al 2024 non mi sono mai perso Calici di Stelle, la notte di San Lorenzo ad Osimo; in effetti lo scorso anno notai subito non solo una nuova denominazione dell'evento, ma soprattutto un crollo verticale di qualità delle degustazioni, nonché del numero e della rinomanza delle cantine partecipanti. 
Ora che avete sollevato il caso tutto mi è più chiaro ed ho una sola parola per commentare il tutto: VERGOGNA per chi si è reso autore e fautore di tale sciagurato downgrading della manifestazione!»

La carica dei produttori indipendenti
Senza i grandi imperi industriali, il tabellone dei partecipanti si trasforma nei fatti in una fiera dell'artigianato regionale. 
Se Osimo risponde con la resistenza encomiabile di vignaioli indipendenti come Oriano MERCANTE e i vicini di SILVESTRONI (Castelfidardo), la mappa dei banchi d'assaggio deve attingere massicciamente da fuori areale per riempire i vuoti. 
Spazio dunque alla Vallesina con FINOCCHI e CARLETTI, ma soprattutto agli ospiti delle altre province, come TERRE DI SERRAPETRONA (con la Vernaccia Nera), IL LORESE, SGALY e CANTINE D'ERCOLI.

Il bilancio politico di un format declassato
Il verdetto finale spetterà come sempre ai calici dei visitatori, ma il dato impresso sui banchi della piazza resta oggettivo. 
L'aver abbandonato un circuito nazionale consolidato ha spezzato il legame con le punte di diamante della viticoltura locale.
Quella che per oltre vent'anni, dal 2003 al 2024, è stata la notte d'oro del vino osimano subisce un evidente ridimensionamento, trasformandosi in un pur dignitoso mercato dei produttori locali che mette a nudo e fa interrogare sulle scelte strategiche dell'Amministrazione.

La catena di comando del declassamento
Se la gestione tecnica del format è passata tra le mani dell'assessorato alle Attività Produttive di Jacopo CELENTANO, è chiaro che un simile strappo strategico non possa essere derubricato a semplice disguido d'ufficio. 
La firma su questa operazione di isolamento commerciale e culturale porta la firma dell'intero vertice comunale. 
La responsabilità politica di aver svenduto il blasone enoturistico di Osimo, preferendo un surrogato autarchico alla ribalta nazionale, non può non ricadere inevitabilmente sulla figura del primo cittadino.

Le domande aperte al Sindaco Glorio e alla Giunta
L'inchiesta si chiude lasciando sul tavolo i nodi che Palazzo Comunale non può o non dovrebbe ignorare sperando di chiudere le critiche, come sempre, con una bolla di balsamico silenzio. 
Chiamata in causa direttamente dalla catena di comando che ha declassato la manifestazione, giriamo tre quesiti precisi al Sindaca Michela GLORIO:
A) Quali sono state le reali motivazioni politiche che hanno spinto l'Amministrazione a stracciare definitivamente il legame storico con il circuito nazionale di "Calici di Stelle"?


B) Di fronte alla durissima denuncia tecnica dei turisti più consapevoli, non ritiene che aver provocato l'esclusione di marchi globali come UMANI RONCHI e MORODER rappresenti un grave danno economico ed enoturistico per il blasone di Osimo?


C) Come risponde all'interrogativo di aver avallato un "risparmio" di poche migliaia di euro, scelta discutibile operata nel silenzio assoluto delle stanze comunali, per barattare "Calici di Stelle" con uno sciagurato downgrading… un non evento che punta tutto sulla ignoranza dei partecipanti per rifilare loro un surrogato locale?

La cittadinanza e i turisti storici, domani sera con i calici in mano tra le bellezze del centro, attenderebbero risposte chiare, che non ci saranno, da chi guida la città.

 

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