venerdì, 18 settembre 2026

AUTOGOL IN REGIONE, IL DIRIGENTE MICHELINI SI AUTOACCUSA SULLE DOPPIETTE IN CIRCOLAZIONE, MA LA DOMANDA RESTA: QUANTI CACCIATORI NELLE MARCHE? E NON QUANTE LICENZE!

Cinque articoli. Tanto è costato a OSIMO OGGI, per un banale interrogativo matematico rimasto senza risposta, per costringere l'Assessore Giacomo BUGARO agli straordinari e a una frettolosa retromarcia burocratica. Con una nota di rettifica che sa tanto di autogol, il neo-dirigente MICHELINI prova a metterci una pezza e si autoaccusa di un "errore materiale" sulle doppiette in circolazione. Ma il trucco contabile è svelato dai loro stessi decreti finanziari: hanno sommato i biglietti d'accesso degli 8 ATC spacciandoli per persone fisiche

Di Sandro Pangrazi | 18-set-2026 8 min di lettura
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AUTOGOL IN REGIONE, IL DIRIGENTE MICHELINI SI AUTOACCUSA SULLE DOPPIETTE IN CIRCOLAZIONE, MA LA DOMANDA RESTA: QUANTI CACCIATORI NELLE MARCHE? E NON QUANTE LICENZE!
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di Sandro PANGRAZI
 
Avevamo promesso di fare basta, ma l'assessore Giacomo BUGARO ci costringe agli straordinari con un colpo di scena al contrario, sotto forma di clamoroso "errore materiale" confezionato dai suoi uffici alla Caccia.
C’è infatti un limite oltre il quale la burocrazia smette di essere trasparente e diventa teatro dell'assurdo.
Quel limite sembra essere stato ampiamente superato ieri, 17 settembre 2026, nei corridoi di Palazzo Leopardi.
Messo con le spalle al muro dall'inchiesta di OSIMO OGGI sul crollo verticale del mondo venatorio marchigiano, l'Assessore BUGARO ha tentato la mossa disperata, avallando un capolavoro di equilibrismo contabile che fa saltare i parametri della trasparenza amministrativa.
Per farlo, ha incassato la firma del neo Dirigente del Settore Forestazione e Politiche Faunistico Venatorie, il dottor Michele MICHELINI.
Il risultato? Una pezza burocratica che, a un'attenta analisi dei documenti, appare infinitamente peggiore del buco.
 
 
LA "TOPPA" UFFICIALE – Il documento della discordia inviato dalla Regione Marche il 17 settembre 2026. Evidenziata in giallo la claudicante giustificazione del neo-dirigente Michele MICHELINI, che parla di un clamoroso "errore materiale" del 100% per giustificare il raddoppio improvviso delle doppiette marchigiane rispetto al dato fornito a luglio.
 
Il 21 luglio: quando la Regione certificava i cacciatori reali
Facciamo un passo indietro per capire il pastrocchio.
A giugno la LAC (Lega per l'Abolizione della Caccia) presenta un'istanza di accesso civico (FOIA).
L'obiettivo dell'interrogativo è chiaro e legittimo: conoscere la consistenza reale dell'esercito dei cacciatori nelle Marche. Quante teste? Quanti fucili veri sul territorio?
Il 21 luglio, il Dirigente MICHELINI risponde formalmente e correttamente, usando la parola "tesserini venatori" per ciò che realmente significa: il documento personale, univoco e legato al codice fiscale che il Comune rilascia al singolo cittadino, ovvero i 7.927 cacciatori ricompresi tra Porto d'Ascoli a Gabicce.
Il responso è una batosta per la narrativa trionfalistica dell'assessorato: 7.927 cacciatori fisici reali nelle Marche.
Un dato che fotografa una base venatoria praticamente più che dimezzata anche rispetto ad anni recenti e comunque col segno -76% rispetto a venti anni fa.
 
Il 17 settembre: la giravolta sui numeri per blindare l'Assessore
Poi arriva la nostra inchiesta. Il dato incontestabile dei 7.927 cacciatori inizia a circolare, BUGARO si ritrova in palese difficoltà di fronte ai numeri e il mondo venatorio va in fibrillazione.
Come uscirne? Semplice: modificando arbitrariamente il parametro di riferimento.
Nella nota di rettifica inviata oggi, il Dirigente MICHELINI compie una vera e propria capriola statistica.
Scrive che c'è stato un "errore materiale" e mette nerp su bianco che i cacciatori della stagione scorsa non erano 7.927, bensì 15.869.
Com'è possibile un raddoppio netto e miracoloso della popolazione venatoria nel giro di poche settimane?
L'inganno contabile è svelato dagli stessi documenti che l'Assessorato utilizza per difendersi: il richiamato Decreto dirigenziale numero 740.
Gli uffici hanno preso una vecchia tabella finanziaria – che serve esclusivamente a spartire 149.482 euro di fondi pubblici agli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) – e hanno semplicemente sommato gli iscritti dei singoli ambiti.
 
LA PROVA DEL BLUFF – Ecco l'allegato economico del Decreto n. 740 usato dagli uffici per "gonfiare" le statistiche. Come si nota chiaramente, la cifra di 16.912 (riferita all'anno 2025) non è un'anagrafe delle persone fisiche, ma la pura somma matematica delle iscrizioni parziali dei singoli Ambiti Territoriali di Caccia (AN, AP, FM, MC, PU). Un calcolo finanziario che duplica le stesse persone e che smaschera definitivamente il trucco del "Cacciatore ubiquo".
 
Il trucco del "Cacciatore ubiquo" ereditato dal passato
Nelle Marche, come in tutta Italia, un cacciatore ha un solo tesserino venatorio personale, ma può legittimamente pagare la quota per iscriversi a più ATC contemporaneamente per espandere il proprio raggio d'azione.
Se ad esempio un cacciatore è iscritto sia all'ATC Ancona 2 che a quello di Fermo, nella tabella dei soldi ripartiti quel cacciatore compare due volte.
Gli uffici regionali hanno preso il totale di queste iscrizioni cumulative (ovvero le quote associative incassate) e hanno finto che equivalessero ai "tesserini". 
In pratica hanno spacciato i biglietti venduti per l'accesso alle 8 ATC delle Marche... con le persone fisiche esistenti.
Per la Regione Marche, dunque, un cacciatore che paga due quote cessa di essere un singolo cittadino per sdoppiarsi in forza del pagamento, diventando a tutti gli effetti due cacciatori distinti ai fini statistici.
Ma c'è di più. Nel calderone delle quote associative degli ATC utilizzate dal Dirigente Michele MICHELINI per gonfiare il dato e arrivare a quota 15.869, sono finiti inevitabilmente anche i cacciatori stranieri provenienti dalla Repubblica di San Marino.
Proprio a fine agosto, l'Assessore BUGARO ha rinnovato in pompa magna il protocollo d'intesa venatoria con le autorità del Titano.
I cacciatori sammarinesi non rientrano ovviamente nei 7.927 tesserini fisici rilasciati dalle anagrafi dei Comuni marchigiani ai residenti (appunto da Porto d'Ascoli a Gabicce mare) ma per sparare sul nostro territorio devono obbligatoriamente pagare le quote di iscrizione agli ATC di confine (in genere Pesaro).
Il miracolo matematico della Regione è così completo: hanno preso i biglietti staccati anche ai cittadini stranieri e li hanno conteggiati nel totale per dimostrare che l'esercito dei residenti marchigiani è praticamente sterminato.

La versione di BUGARO: «Colpa degli uffici pasticcioni»
Contattato telefonicamente dalla nostra Redazione, l’Assessore Giacomo BUGARO prova a gettare acqua sul fuoco e a smarcarsi dalla patata bollente, scaricando l’intera responsabilità sulla macchina burocratica:
«I dati non li invento io, mi limito a ricevere quelli che mi trasmettono i tecnici degli uffici», è la linea di difesa dell'esponente di Fratelli di Italia in Giunta.
Secondo la versione dell'Assessore, si sarebbe trattato di un mero errore materiale ereditato dai vecchi file della precedente gestione faunistica di Lorenzo BISOGNI (andato in pensione a inizio anno dopo una direzione spesso criticata).
Il neo-dirigente Michele MICHELINI – trentino di Rovereto, laureato in Economia, proveniente dai ruoli della Regione Umbria e insediatosi ad Ancona solo a gennaio scorso – si sarebbe fidato dei vecchi schemi, salvo poi inviare la frettolosa nota di rettifica non appena emerso il pasticcio.
Una giustificazione che però non regge alla prova dei fatti.
Se anche l'errore fosse nato negli uffici, resta il dato di fondo: l'Assessorato fino a ieri ha usato propagandisticamente quelle cifre gonfiate per rivendicare un peso elettorale inesistente.
 
Il "giallo" amministrativo: errore o qualcos'altro?
A questo punto, l'interrogativo non è più solo politico, ma investe direttamente la linearità dell'azione amministrativa della Regione Marche.
Un dirigente pubblico firma il 21 luglio un atto ufficiale, certificando 7.927 tesserini reali.
Poi, il 17 settembre, non appena la stampa o almeno OSIMO OGGI, mette in crisi la Giunta, invia una frettolosa nota di rettifica in cui quel dato viene magicamente raddoppiato a 15.869, parlando di un presunto "errore materiale" e aggrappandosi a dei registri contabili degli ATC.
Se un cittadino qualunque autocertificasse alla Pubblica Amministrazione un proprio dato alterato del 100% per poi giustificarsi parlando di una "svista", andrebbe incontro a pesanti conseguenze legali.
A Palazzo Leopardi, invece, si pretende che una nota riparatrice cancelli il pasticcio senza colpo ferire.
Ma il confine tra la legittima correzione tecnica e l'artificio contabile ad uso e consumo della politica appare ampiamente superato.
Confondere i cittadini in carne e ossa con i bollettini postali incassati dalle associazioni non è un semplice errore materiale: è una mistificazione dei fatti che mina l'attendibilità dei dati diffusi dagli uffici regionali.
Resta da vedere se gli organi di controllo amministrativo e contabile considereranno normale questo gioco delle tre carte sui numeri della caccia.
Nel frattempo, la domanda che OSIMO OGGI gira direttamente al dottor MICHELINI non ammette scuse: ha firmato una rilevazione anagrafica veritiera o ha semplicemente prestato la sua penna di pubblico ufficiale per tentare di coprire il bluff dell'assessore BUGARO?
 
P.S. – Per rendere l’inganno alla portata di tutti, facciamo un esempio banale.
È come se avessimo chiesto al Comune di Roma quanti singoli cittadini utilizzano la metropolitana e l'Assessorato, per gonfiare i numeri, rispondesse sommando brutalmente tutti i biglietti singoli staccati ai tornelli in un anno.
In questo modo, il turista o il pendolare che timbra il biglietto all'andata, al ritorno e nei giorni successivi, cessa di essere una persona sola e si moltiplica magicamente nelle statistiche ufficiali.
La Regione Marche ha fatto esattamente lo stesso: ha preso i bollettini d'accesso venduti dagli 8 ATC e li ha spacciati per cacciatori in carne e ossa.
Ma le persone, caro Assessore BUGARO, non si sdoppiano come i biglietti.

 

Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812 
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)

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