NON TURISTI MA PONY EXPRESS DELLA COCA, IL NORM INTERCETTA A JESI UN TERZO ALBANESE
Dopo Ejdi Grabovaj (19) e Lili QARRI (23), in manette pure Klementjon QEFA (22), tutti giovanissimi corrieri albanesi finiti nella rete dei Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile osimano di Osimo in appena trenta giorni. Dietro i ripetuti blitz in Vallesina si nasconde il nuovo business dei finti turisti, con autovettura, vitto e alloggio forniti dai clan. Diaria giornaliera: 50 euro

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Tre arresti per droga in meno di un mese, tutti gravitanti nello jesino.
Si allunga la scia di falsi turisti dello spaccio, tutti di nazionalità albanese, incastrati in trasferta dagli uomini dell'Arma osimana.
Per completare il trittico extracomunitario, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di via Saffi, da ultimo hanno arrestato in flagranza di reato il giovane albanese Klementjon QEFA, 22 anni, ritenuto responsabile di cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il blitz è scattato nel tardo pomeriggio di mercoledì 2 settembre a Jesi, grazie a un'azione coordinata con i militari della locale Compagnia, strategia inserita in un più ampio piano di contrasto al traffico di droga in tutta la provincia di Ancona.
IL PEDINAMENTO E IL BLITZ IN UNA VIUZZA DI JESI
Il giovane faceva la spola tra la Vallesina, Filottrano e Osimo.
Sempre al volante della stessa automobile, una vettura civetta intestata ad un prestanome napoletano e già formalmente destinata alla demolizione.
Il passaggio del mezzo è stato più volte ripreso dalle telecamere di pubblica sicurezza e attentamente osservato dai Carabinieri del Norm che si sono insospettiti di quel via vai fisso, segnalato da giorni dagli occhi elettronici.
A bordo del veicolo c’era appunto Klementjon QEFA, di fatto senza fissa dimora, in Italia da appena un mese: come gli altri un perfetto sconosciuto ai terminali essendo ufficialmente turista e incensurato… solo che invece della valigia il ragazzo si muoveva con un marsupio pieno di droga.

IL BLITZ MERCOLEDI' SERA IN CENTRO STORICO
Mercoledì sera i Carabinieri del Radiomobile osimano, insieme ai colleghi di Jesi, lo hanno pedinato a lungo e alla fine lo hanno inchiodato in una viuzza ai margini del centro storico jesino.
I militari appostati in borghese lungo il vicolo di spaccio, lo hanno visto far salire una donna a bordo della propria auto, cliente che si è trattenuta per pochissimo tempo.
Quando la consumatrice di droga è scesa dall'abitacolo, i Carabinieri si sono divisi con un blitz fulmineo: in due hanno seguito e bloccato lei, mentre gli altri hanno circondato l'auto per fermare lui.
Effettivamente la donna aveva in tasca una pallina di cocaina appena acquistata, una dose da 0,8 grammi (motivo per cui è stata subito segnalata alla Prefettura quale assuntrice).
Lui, che era rimasto al volante e stava proprio per ingranare la marcia e ripartire, è stato bloccato prima di abbozzare qualsiasi fuga: dentro il suo marsupio i militari hanno scovato altre 18 palline di cocaina già pronte e confezionate, per un totale di 13,5 grammi di droga.
Davanti ai tesserini spianati, il giovane ha provato a farfugliare qualche frase incomprensibile in albanese, ma per lui sono scattate inevitabilmente le manette.
L'arresto di Klementjon QEFA è l'epilogo di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento, pianificato nei giorni precedenti anche sulla scorta delle preziose informazioni ricavate dai due recenti fermi giudiziari di spaccio su strada.
IL PROCESSO E LA CACCIATA DALLA PROVINCIA
Dopo una notte passata nelle camere di sicurezza del Comando osimano di via Saffi, il 22enne è comparso davanti al Giudice del Tribunale di Ancona, Giulia CASIELLO. L'indagato, difeso dall'avvocato Elisa GATTO, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il Giudice ha così convalidato l'arresto in flagranza, disponendo nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di dimora sull'intero territorio della provincia di Ancona, allontanandolo di fatto dalla zona.
La direttissima proseguirà il prossimo 1° dicembre: la difesa ha infatti chiesto i termini a difesa per valutare la strada di un rito alternativo, come il patteggiamento o il rito abbreviato.
IL RETROSCENA: INCENSURATI E PONY EXPRESS CON LA DIARIA
Dietro questi blitz emerge un inquietante e collaudato modus operandi gestito dalla malavita organizzata internazionale.
Si tratta infatti di ragazzi giovanissimi, tra loro connazionali e rigorosamente incensurati, assoldati in Patria per essere spediti a spacciare in Italia, confondendosi quali normali turisti.
L'organizzazione criminale pensa a tutto l'aspect logistico: mette a loro disposizione un'autovettura per gli spostamenti di consegna, vitto e alloggio, oltre a garantire una diaria giornaliera, in genere sui 50 euro netti.
Questi "pony express della cocaina" sfruttano il visto turistico trimestrale: se riescono a non farsi intercettare dalle Forze dell'Ordine, allo scadere dei tre mesi rientrano in Albania per poi essere dislocati di nuovo in altre regioni d'Italia o in altri Paesi dell'Unione Europea.
TUTTI I PRECEDENTI DELLA TRILOGIA
Quello di QEFA è solo l'ultimo tassello di un mosaico criminale identico stroncato dai militari guidati dal Comando osimano.
Prima di lui erano finiti nella rete della Compagnia altri due giovani con lo stesso identico profilo criminale: Ejdi GRABOVAJ, appena 19 anni, arruolato con le medesime modalità e intercettato dai militari il 5 agosto scorso al Pinocchio di Ancona, anche se le indagini hanno confermato come il giovane gravitasse stabilmente proprio nello jesino;
Lili QARRI, 23 anni, altro pendolare dello spaccio, bloccato in manette lo scorso 17 agosto in zona Minonna a Jesi.
Le indagini dei Carabinieri, forti di informazioni recenti e verificate, proseguono per risalire al gradino superiore dell'organizzazione, ovvero i vertici della centrale internazionale, nella speranza di individuare i canali di rifornimento che alimentavano i tre pusher.
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