7.927 CACCIATORI REALI O 15.514 LICENZE D’AMBITO? BUGARO IMPALLINATO DALLA MATEMATICA
Il gioco delle tre carte sulle residue doppiette marchigiane: l'autogol dell'Assessore certificato dal teorema delle doppiette fotocopia. Dai conti degli ambiti venatori spuntano ben 5.304 tesserini fantasma e 2.283 ospiti da fuori regione... cacciatori che – per quel che vale – non potranno neanche votare Bugaro

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di Sandro PANGRAZI
Fischi per fiaschi, o meglio: bollettini postali scambiati dalla Regione per cacciatori in carne e ossa.
La richiesta rettifica all'articolo dell'altro giorno sul "drammatico" calo delle doppiette marchigiane (-76% dal 2007 a oggi, dato diffuso dalla Lega per abolizione della caccia) si apre con un dilemma matematico che neanche l'Assessorato regionale alla Caccia, diretto da Giacomo BUGARO, è riuscito a risolvere: nelle Marche ci sono 7.927 cacciatori reali o si muovono 15.514 "licenze d’ambito"?
Per l'Assessore che ci ha inviato una nota ufficiale di rettifica per smentire il crollo del settore, la risposta corretta è la seconda.
Peccato che, esaminando proprio il foglio Excel spedito dai suoi stessi uffici, emerga un autogol epico: BUGARO non ha affatto scoperto un nuovo esercito di doppiette, ma ha semplicemente preso le transazioni bancarie e le ha spacciate per esseri umani, cadendo in pieno nel gioco delle tre carte. Presente i carri armati di MUSSOLINI?

Il miracolo della moltiplicazione delle cartucce e dei cacciatori
Il primo capolavoro contabile dell'Assessore BUGARO sta nel considerare ogni transazione economica come una persona fisica in carne, ossa e doppietta.
Nella sua tabella, BUGARO somma matematicamente gli iscritti dei vari ATC, ovvero gli Ambiti Territoriali di Caccia disponibili nelle Marche: due per Ancona, Pesaro e Macerata, uno a testa per Fermo e Ascoli Piceno.
Ma qualcuno spieghi all'Assessore che un cacciatore marchigiano, pagando a caro prezzo, può legittimamente iscriversi a più Ambiti territoriali contemporaneamente (ad esempio versando la quota sia a quello di Ancona 1 che a quello di Ancona 2) al fine di ampliare il proprio raggio d'azione.
Nei registri di BUGARO, quel singolo cittadino viene invece conteggiato magicamente due o tre volte.
Insomma, non siamo davanti a un esercito di fanti, ma allo stesso fante che entra ed esce continuamente dalla tenda per farsi contare di nuovo.
Il corto circuito matematico dei 5.304 "fantasmi"
Prendiamo la calcolatrice e sgonfiamo il dato trionfale dell'Assessore BUGARO. Nella nota l'Assessorato alla Caccia espone fiero la colonna dei 13.231 tesserini venduti a "residenti".
Ma l'anagrafe ufficiale delle licenze reali ci dice che i marchigiani con il porto d'armi ad uso venatorio in tasca sono appena 7.927, che poi sarebbe l'unica notizia che BUGARO non vorrebbe far circolare.
Sottraendo le persone fisiche reali dai tesserini sbandierati dalla Regione, ballano esattamente 5.304 "tesserini fantasma".
Chi sono? Semplice: non sono nuovi cacciatori ma le seconde e terze quote pagate dagli stessi 7.927 marchigiani per spostarsi tra i diversi Ambiti territoriali di caccia.
Per l'Assessore BUGARO, insomma, la caccia non è una pratica demografica in via d'estinzione, ma un magico gioco in cui il saldo del conto corrente delle strutture venatorie si trasforma in popolo sparante e votante.
Le confessioni scritte (a nostra insaputa) nelle Note
La parte più esilarante della rettifica inviata dall'Assessore BUGARO è la colonna di destra, quella intitolata "Note".
Qui, gli stessi uffici dell'Assessore smontano la granitica certezza del loro capo.
Per l'Ambito territoriale Ancona 2 (ovvero il nostro quadrante di Osimo e della Val Musone), la nota recita testualmente:
“Numero non definitivo in quanto i cacciatori continuano a versare anche in questo periodo”.
Tradotto dal burocratese, gli uffici dicono al Capo: caro Assessore, ti stiamo dando dei numeri provvisori e ballerini perché siamo ancora qui a... caccia dell'ultimo bollettino utile per far quadrare i bilanci, prima che si aprano le danze.
La caccia al cinghiale e i dati "in divenire"
Se la nota dell'Ambito di Ancona fa sorridere, quella degli ambiti di Ascoli Piceno e Pesaro fa sbellicare.
Gli uffici di BUGARO mettono nero su bianco che i numeri sono provvisori, in attesa dei versamenti “a ridosso dell'inizio della caccia al cinghiale” . L'Assessore BUGARO, insomma, ci ha inviato una rettifica ufficiale basata su un bilancio preventivo e parziale, una sorta di "pro forma" venatorio dove i cacciatori vengono stimati sulla fiducia o sulla base di quanti cinghiali si spera di abbattere nei mesi successivi.
Osimo, il festival del fuori quota e l'elettorato d'importazione
Infine la tabella della Regione Marche illumina a giorno il paradosso economico e politico che avevamo sollevato su Osimo e dintorni.
Sul totale delle quote dell'ambito osimano (cioè Ancona 2), ben 209 sono cacciatori non residenti, cioè gli ospiti fuori regione.
A livello complessivo nelle Marche i cacciatori ospiti sono invece 2.283.
Meno doppiette locali ci sono, ovvero sempre 7.927, che piaccia o meno, più la Regione ha bisogno di importare "stranieri" dall'Umbria o dall'Emilia-Romagna per finanziare i bilanci degli Ambiti territoriali di Caccia.
Ma qui casca definitivamente l'asino politico: l'Assessore BUGARO usa questi 2.283 cacciatori extra-regionali per fare massa critica nei suoi comunicati e mostrare i muscoli del settore.
Qualcuno almeno gli ricordi che questi signori, per ovvi motivi costituzionali, nelle Marche non potranno votare.
Vengono, sparano, pagano il tesserino e poi tornano a fare le elezioni a casa loro.
Caro Assessore, non solo ci hai propinato doppiette fotocopia, ma hai persino arruolato un esercito di elettori fantasma.
L'autogol della fretta, ovvero dietro le quinte di un pasticcio burocratico
Viene da chiedersi come sia possibile che un Assessorato regionale, con fior di funzionari, possa scivolare su una buccia di banana così evidente, confezionando un autogol di queste proporzioni.
La risposta sta tutta nella fretta politica di dover "mettere una pezza" visiva a un'inchiesta scomoda.
Nella fretta di rispondere, la politica ragiona spesso per compartimenti stagni, in questo caso scambiando i flussi di cassa per persone fisiche.
Per gli uffici regionali che incassano i soldi, ogni tesserino venduto significa semplicemente un bonifico in più.
Ma confondere il giro d'affari degli Ambiti territoriali di Caccia con la demografia reale dei cacciatori marchigiani è un errore non perdonabile, specie se, in comtemporanea, ti trovi a gestire il sistema.
Sarebbe bastato dire: "Nel 2026, con soli over 65 in circolazione, supportati da 30enni solo nel 3% dei casi, i cacciatori stanno scomparendo per ragioni anagrafiche. Ne prendiamo atto".
Isolati nella propria bolla propagandistica, invece, convinti che basti sventolare un foglio Excel con un timbro pubblico per zittire i fatti, in Regione i funzionari hanno finito per inviarci la prova scritta della loro stessa finzione contabile. Grazie ancora per il materiale, Assessore.
Ti vogliamo bene.
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(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)
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