martedì, 30 giugno 2026

DOPO 20 ANNI DI INCURIA PIAZZA NUOVA SI ARRENDE ALLE MOTOSEGHE

Dall'addio ai giardinieri in pianta stabile alla assurda cementificazione dei vialetti, fino alla silenziosa fuga degli uccellini: decenni di scelte gestionali senza criterio e le modifiche strutturali al parco, hanno modificato il microclima ed essiccato il destino verde di Piazza Nuova

Di Sandro Pangrazi | 30-giu-2026 6 min di lettura
(0 voti)
DOPO 20 ANNI DI INCURIA PIAZZA NUOVA SI ARRENDE ALLE MOTOSEGHE

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo

di Sandro PANGRAZI

Pubblicità

La resa di questa mattina, delle motoseghe a Piazza Nuova, è il doloroso epilogo di quasi due decenni di dimenticanze e miopi scelte sbagliate. 
L'annuncio dell'abbattimento di un leccio e di un bagolaro storici colpisce dritto al cuore dell'orgoglio osimano, trasformando il nostro storico "salotto buono" nel simbolo di una bellezza ferita. 
Non si può fare una colpa all'attuale Amministrazione se il legno è ormai compromesso e - su una cosa sola concordiamo - con la "grande tristezza" social dell’assessore Tommaso SPILLI: vedere la nostra identità cittadina tagliata a pezzi fa veramente male. 
Ma questo triste verdetto è il conto salatissimo che la storia presenta oggi alla città, il risultato di un sistema che negli anni ha sostituito la terra con il cemento e la manutenzione quotidiana con la burocrazia dei monitoraggi d'urgenza.

IL SACCO DI PIAZZA NUOVA IN 5 ATTI: DALL'EPOCA D'ORO ALLA LANDA DESOLATA
La cartella clinica del disastro: funghi, fratture e la ventilazione meccanica del Pino
Il verdetto delle tomografie computerizzate e delle prove di trazione annunciato via social dall'Assessore SPILLI è un bollettino impietoso: il bagolaro e il leccio verranno abbattuti questa mattina. 
Il bagolaro è ormai un fantasma svuotato internamente dai funghi cariogeni, dalle radici alla cima; il leccio è invece spaccato in due da una vistosa frattura interna e soffocato da un parassita. 
La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, ed è giusto non rischiare, ma il dramma vero è che l'intero parco è un malato cronico. 
Lo dimostra, non bastassero gli sguardi sul verde e suoi fiori spariti da anni, il maestoso Pino d'Aleppo monumentale, l'orgoglio storico della città, dall'alto dei suoi 120 anni di vita.
Da decenni quel gigante è tenuto in piedi artificialmente da un'impalcatura di cavi d'acciaio e tiranti d'emergenza, costretto a una sorta di ventilazione meccanica per evitare che il leggendario ramo, che sfiora la pavimentazione sottostante, ceda sotto il proprio peso.

.....................................................................................................................................

E' GIOVEDI', E LA NOTIZIA DELLA SETTIMANA ringrazia un quarto lettore, stavolta osimano, con cui il contributo complessivo del 2026 sale a 62.5€.

Agli altri 3.996 osimani che ogni giorno entrano per informarsi non diciamo nulla se non invitarli ad una piccola "vergogna" non avendo MAI cliccato  qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.

N.B. Se ritieni giusto sostenere il giornale della tua città, puoi andare direttamente alle Poste e donare ciò che vuoi ricaricando la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O 

.................................................................................................................................

La trappola della burocrazia e il fattore tempo
L'Assessore SPILLI, nel suo comunicato a morte, ha cercato di spiegare le ragioni tecniche dell'intervento, evidenziando come dopo le recenti fasi di transizione politica (2024) e il periodo di commissariamento prefettizio (2025) i monitoraggi fossero passati in secondo piano. 
Sebbene la politica tenda sempre a giustificarsi, la verità è che i funghi e le carie del legno non leggono i verbali del Consiglio comunale. 
L'attuale esecutivo si trova a gestire un'emergenza che viene da lontano, dove la burocrazia dei protocolli d'intesa e delle perizie sembra correre sempre un secondo dietro al degrado naturale delle piante.
E comunque il problema Piazza Nuova viene da lontano e coinvolge ogni colore politico.

La scomparsa del verde e del colore: oggi solo terra bruciata e vecchi ricordi
L'Assessore SPILLI è certamente troppo giovane per ricordare cosa significasse la parola "cura" a Piazza Nuova. 
C’è stato un tempo in cui il parco era un’esplosione di un verde quasi abbagliante, presidiato mattina e pomeriggio da una squadra fissa di giardinieri comunali che trattavano ogni aiuola come un gioiello di famiglia. 
C'erano prati all'inglese da un lato all'altro, di un verde rigoglioso, abbacinante e soprattutto invalicabile. 
Oggi, dopo 20 anni di gestione frammentata, di quel prato resta solo una distesa spettrale di terra battuta, fango in inverno e una nuvola di polvere in estate. 
I fiori e le macchie di colore sono svaniti nel tempo. 
E la storica abitazione del Capo giardiniere, dentro il parco, un tempo presidio h24 della bellezza? Trasformata da anni in gabinetti pubblici. 
Dal culto della natura alle latrine: la perfetta metafora del declino dei servizi d'un tempo.

Il peccato originale: la scelta di SIMONCINI di cementificare i vialetti e l'abbandono degli uccellini
Il vero delitto perfetto contro l'estetica e la salute del parco porta un'eredità pesante che risale all'Amministrazione SIMONCINI (2009-2014). 
Fu allora che per ragioni misteriose si compì lo stupro urbanistico del giardino: con la scusa di aiutare a spingere i passeggini alle mamme, venne rimosso il classico, romantico e drenante breccino bianco per stendere una vergognosa e rovente colata di cemento. 
Una piastra di "asfalto" che nei mesi estivi trasforma i giardini in corridoi radianti, privando le radici di lecci e bagolari di ossigeno e acqua, e spianando la strada ai funghi assassini. 
Con l'arrivo del calcestruzzo e l'addio, prima ancora, dei giardinieri in pianta stabile, è prima scomparsa l'anima del parco e quindi l'identità: anche gli uccellini sono fuggiti da questo inferno grigio. E quelli che sono rimasti hanno poco da fischiettare.
Un tempo il giardino risuonava di cinguettii e vita; oggi c'è solo un silenzio innaturale, rotto soltanto dal rumore delle motoseghe.

Addio alle "schicchere" sulle biglie: ci resta solo il panorama
I giardini storici facevano sentire orgogliosi di essere osimani. 
Il pomeriggio era il regno di noi ragazzini che scavavamo piste nella ghiaia per far correre le biglie a colpi di "schicchere", venendo inseguiti dal giardiniere se osavano calpestare il manto erboso. 
La sera era il paradiso romantico delle coppiette, sedute in panchina al fresco e al riparo dei lecci. 

In primavera, poi, nessuna nuova coppia unita in matrimonio, poteva evitare di dedicare a quei colori e a quei profumi, il ricordo di un giorno da non dimenticare. 
Oggi di tutta quella poesia resta solo quel panorama mozzafiato dalle mura che la burocrazia non è ancora riuscita a intaccare. 
L'Amministrazione GLORIO promette che in autunno gli alberi oggi segati verranno rimpiazzati. 
Noi vigileremo, ma la sfida per il futuro è più grande: se si vuole davvero salvare Piazza Nuova, magari sarebbe opportuno intervenire ora, piuttosto che domani, sul Pino monumentale, sventando una brutta fine annunciata.
Dopo di che bisognerà intendersi: piazza Nuova merita una squadra di giardinieri riservati al verde di questo spazio: si o no?
Oltre a trovare il coraggio di rimuovere quel cemento indegno, riportare il breccino e restituire al parco la cura di una volta.
Mezzo secolo fa Osimo poteva farlo e la città ne custodiva orgoglio e vanto. 
Oggi solo vergogna, abbandono e "lacrime" politiche subito asciugate. 

https://qualitaeamore.it/ristorante/cucina-contadina/?utm_source=osimooggi&utm_medium=referral&utm_campaign=articolo_editoriale&utm_content=grafica_ancona

https://www.dottromaldini.com/

 

Pubblicità

Cosa ne pensi?

Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.

Potrebbe interessarti

Osimo Oggi — Per contattare Osimo Oggi Blog h.24 393.33.09.366 (solo whatsapp) osimooggiblog@gmail.com

Informazioni

Servizi

    © 2026 Osimo Oggi blog — Ex testata giornalistica locale.

    Connessione interrotta

    Tentativo di riconnessione in corso...