I SINDACATI IN AGITAZIONE CONTRO GLORIO: «GLI AGENTI NON SONO I PORTIERI DEL COMUNE»
Ultimatum di Cisl, Uil e Csa al Sindaco: «Inaccettabile costringere gli agenti a controllare luci e finestre del Municipio a fine turno». Subito il ritiro immediato del provvedimento bulgaro e un tavolo a settembre, o sarà mobilitazione

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Dopo le clamorose indiscrezioni anticipate ieri da OSIMO OGGI sulla direttiva bulgara d’agosto che vorrebbe trasformare gli agenti della Polizia locale nei "controllori delle luci e delle finestre" del Municipio, lo scontro tra il Palazzo Comunale e i lavoratori è ufficialmente esploso.
Non si tratta più solo di malumori da corridoio: le segreterie territoriali di CISL FP, UIL FPL e CSA hanno preso carta e penna e hanno notificato una formale e pesantissima diffida all’Amministrazione comunale.
Siamo in grado di pubblicare integralmente la nota sottoscritta dalle sigle sindacali.
"Al Sindaco Michela GLORIO, al Segretario comunale Mariarosaria GIORGIO e per conoscenza al Comando della P.L. di Osimo
Oggetto: Polizia Locale - Riscontro alla comunicazione del Sindaco del 7 agosto 2026 avente ad oggetto "Modalità per la chiusura del palazzo comunale".
Tutela delle professionalità e richiesta urgente di confronto.
Le scriventi Organizzazioni sindacali Cisl Fp, Uil Fpl e Csa, raccogliendo il forte disagio e la profonda contrarietà manifestati dal personale della Polizia Locale, intervengono formalmente in merito alla comunicazione trasmessa dalla Sindaca venerdì 7 agosto 2026 alle ore 16:10, avente ad oggetto "Modalità per la chiusura del palazzo comunale", indirizzata al Comando di Polizia Locale e, tra gli altri, al Vice Comandante, con la Segretaria generale e l'ufficio Protocollo in copia.
Nella predetta comunicazione il Sindaco afferma di voler "ribadire la necessità, da parte del personale della Polizia locale, di chiudere il Comune in orario serale, nella maniera corretta", precisando che tale attività non dovrebbe limitarsi alla chiusura del portone e delle porte di ingresso, ma dovrebbe comprendere il controllo degli uffici per verificare l'assenza di persone, lo spegnimento delle luci eventualmente rimaste accese e la chiusura delle finestre eventualmente lasciate aperte.
La stessa comunicazione stabilisce inoltre che tale attività "non necessariamente deve essere fatta dalla pattuglia ma da qualsiasi agente in servizio, anche chi si trova in ufficio, 15 minuti prima della fine del turno pomeridiano".
L'affondo delle sigle: "Gli agenti non sono i portieri del Municipio"
È proprio il contenuto testuale della comunicazione a destare fortissima preoccupazione e contrarietà.
Non siamo infatti di fronte ad una generica raccomandazione riguardante la sicurezza del Palazzo comunale, bensì all'attribuzione diretta al personale della Polizia Locale di una serie di incombenze materiali riguardanti il controllo e la custodia dell'immobile, accompagnata persino dall'indicazione di quale personale debba provvedervi e in quale momento del turno.
Cisl Fp, Uil Fpl e Csa ritengono questa impostazione non condivisibile e lesiva della professionalità degli appartenenti al Corpo.
Controllare sistematicamente tutti gli uffici del Palazzo comunale per verificare che i dipendenti siano usciti, spegnere le luci lasciate accese e chiudere le finestre dimenticate aperte significa attribuire alla Polizia Locale compiti che attengono alla custodia e alla gestione materiale dell'immobile.
Gli agenti della Polizia Locale non sono i portieri né i custodi del Municipio.
Sono lavoratrici e lavoratori ai quali l'ordinamento affida funzioni di polizia amministrativa, polizia stradale, polizia giudiziaria e pubblica sicurezza nei limiti previsti dalle leggi, oltre a delicate responsabilità in materia di sicurezza urbana, viabilità e controllo del territorio.
Utilizzare queste professionalità per andare di stanza in stanza a verificare finestre e interruttori significa, a nostro avviso, mortificare il ruolo e la funzione del Corpo, soprattutto in un momento nel quale il personale è già chiamato a garantire servizi sempre più numerosi con un organico insufficiente.
Pasticcio organizzativo: "Ognuno sia responsabile del proprio ufficio"
C'è poi una questione elementare di responsabilità organizzativa.
Chi utilizza un ufficio deve preoccuparsi, al termine della propria attività, di lasciarlo in condizioni corrette e di sicurezza.
Non appare accettabile che eventuali comportamenti negligenti – quali lasciare una finestra aperta o una luce accesa – vengano trasformati in un ulteriore obbligo posto a carico della Polizia Locale.
Se esiste un problema nel corretto chiusura degli uffici comunali, l'Amministrazione richiami ciascun dipendente e ciascun responsabile alle proprie responsabilità.
Non può essere la Polizia Locale a dover sopperire alle disfunzioni organizzative dell'Ente.
Catena di comando scavalcata e dubbi sulla legittimità dell'ordine
Ancor più maggiore perplessità suscita il passaggio della comunicazione nel quale viene stabilito che l'attività possa essere effettuata da "qualsiasi agente in servizio", compreso il personale che si trova in ufficio, indicando addirittura il momento preciso – 15 minuti prima della fine del turno pomeridiano – nel quale tale attività dovrebbe iniziare.
Una disposizione di tale natura incide direttamente sull'organizzazione del servizio, sull'impiego del personale e sulla gestione del turno.
Le scriventi Organizzazioni sindacali ritengono pertanto necessario che venga chiarito a quale titolo e nell'ambito di quale assetto organizzativo siano state impartite direttamente indicazioni operative sull'impiego degli agenti, tenuto conto della necessaria distinzione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo e competenze gestionali e organizzative.
La questione assume ancora maggiore rilevanza alla luce delle problematiche già esistenti relativamente all'assetto del vertice del Corpo e alla catena di comando, che dovranno costituire oggetto prioritario del confronto richiesto con la presente nota.
I nodi logistici: "Mancano le chiavi e si rischia lo straordinario fisso"
Anche sotto il profilo strettamente operativo, quanto richiesto appare difficilmente realizzabile.
Gli operatori della Polizia Locale non dispongono necessariamente delle chiavi e degli accessi a tutti gli uffici e locali del Palazzo comunale.
Pretendere inoltre che nei 15 minuti antecedenti la fine del turno vengano controllati gli uffici, verificata l'eventuale presenza di persone, aperte le luci e chiuse le finestre significa non considerare i tempi necessari per tali operazioni, per il rientro al Comando e per tutti gli adempimenti connessi alla conclusione del servizio.
Il risultato rischia di essere paradossale: si sottrae personale ai compiti istituzionali per impiegarlo nella chiusura degli uffici e, contemporaneamente, si creano le condizioni per un ulteriore prolungamento dell'orario di lavoro.
La questione, tuttavia, va ben oltre la singola comunicazione del 7 agosto.
Il Corpo della Polizia Locale di Osimo opera da tempo in una situazione di grave carenza di personale, mentre continuano ad aumentare feste, manifestazioni, eventi e richieste di servizi.
In questo contesto, chiedere che un agente – sia esso appartenente alla pattuglia o impiegato in ufficio – venga distolto dalle proprie attività per controllare luci e finestre del Palazzo comunale, rappresenta una scelta organizzativa che Cisl Fp, Uil Fpl e Csa non possono condividere.

Ultimatum a Palazzo: chiesta la revoca della mail e un tavolo urgente
La Polizia Locale deve essere utilizzata prioritariamente per le proprie funzioni istituzionali.
Prima vengono il controllo del territorio, la sicurezza, la viabilità, la prevenzione e il servizio ai cittadini.
Non è più sostenibile che, ad ogni nuova esigenza organizzativa dell'Ente, la risposta sia quella di aggiungere un ulteriore compito alla Polizia Locale.
Alla luce di quanto sopra, Cis Fp, Uil Fpl e Csa chiedono formalmente l'immediato ritiro delle indicazioni contenute nella comunicazione del 7 agosto 2026, con particolare riferimento all'attribuzione agli agenti del controllo sistematico degli uffici, dello spegnimento delle luci, della chiusura delle finestre e all'indicazione di destinare a tale attività qualsiasi agente in servizio nei 15 minuti antecedenti la fine del turno.
Chiediamo inoltre che ogni futura disposizione riguardante l'organizzazione e l'impiego del personale della Polizia Locale venga adottata nel pieno rispetto delle competenze, della catena di comando, delle disposizioni contrattuali e della dignità professionale dei lavoratori interessati.
La vicenda del 7 agosto rappresenta, a nostro giudizio, soltanto l'ultimo episodio di una situazione organizzativa che necessita ormai di un chiarimento complessivo.
I punti caldi sul tavolo: dalla catena di comando alla carenza di organico
Per tale ragione Cisl Fp, Uil Fpl e Csa chiedono formalmente la convocazione, entro la prima settimana di settembre 2026, di un incontro tra Amministrazione, vertici del Comando e Organizzazioni sindacali, nel quale affrontare prioritariamente i seguenti punti:
Assetto del vertice e catena di comando della Polizia Locale, con chiarimento delle funzioni e delle responsabilità e verifica della legittimità degli atti adottati nell'attuale assetto organizzativo;
Grave carenza di personale, sia rispetto alle attività interne sia ai servizi esterni, con individuazione di un concreto percorso di potenziamento dell'organico;
Feste, manifestazioni ed eventi: occorre distinguere chiaramente i servizi istituzionali dalle attività richieste in occasione di iniziative organizzate da soggetti terzi.
La Polizia Locale deve garantire prioritariamente le manifestazioni e i servizi aventi effettiva natura istituzionale.
Per gli ulteriori eventi dovrà essere predisposto uno specifico regolamento per i servizi aggiuntivi a pagamento, in applicazione dell'articolo 22, comma 3-bis, del D.L. 50/2017 e della normativa vigente;
Regolamentazione degli orari e dei turni di servizio, mediante criteri chiari, preventivi e trasparenti, superando una gestione continuamente emergenziale;
Programmazione dei servizi e dello straordinario, che non può diventare lo strumento ordinario con il quale sopperire alla carenza strutturale di personale;
Tempi di vestizione e svestizione e attività propedeutiche e conclusive del turno, compresa la presa in carico e la riconsegna di mezzi, dotazioni e armamento, da disciplinare nel rispetto della normativa, della contrattazione collettiva e della giurisprudenza applicabile;
Mansioni, declaratorie professionali e carichi di lavoro, verificando la coerenza delle attività richieste con il profilo professionale degli appartenenti al Corpo;
Assegnazione preventiva e tempestiva degli obiettivi individuali e di settore, necessaria anche ai fini di una corretta valutazione delle performance;
Salute e sicurezza del personale, con particolare attenzione ai carichi di lavoro, all'organizzazione dei servizi e alle condizioni nelle quali gli operatori sono chiamati quotidianamente a svolgere le proprie funzioni.
"La misura è colma": l'avviso dei sindacati all'Amministrazione
La misura, per il personale, è ormai colma.
Non può essere la Polizia Locale la risposta a qualsiasi problema organizzativo del Comune: mancano operatori, aumentano i servizi, aumentano gli eventi e le manifestazioni e, contemporaneamente, si pretende di aggiungere ulteriori incombenze che nulla hanno a che vedere con la valorizzazione delle professionalità del Corpo.
Il personale della Polizia Locale merita rispetto.
E il rispetto passa anche dal riconoscimento dei ruoli, delle competenze e dei limiti entro i quali ciascuno è chiamato ad operare.
Le scriventi Organizzazioni sindacali attendono pertanto un tempestivo riscontro alla presente, il ritiro delle indicazioni contestate e la formale convocazione del tavolo entro la prima settimana di settembre 2026.
In assenza di risposte concrete, Cisl Fp, Uil Fpl e Csa si riservano di assumere ogni ulteriore iniziativa sindacale ritenuta necessaria a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia Locale.
Distinti saluti".
Giovanni CAVEZZA
Alfredo BELTRONI
Bruno CRESCENZI
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