martedì, 25 agosto 2026

FERRAGOSTO COL "CAPPOTTO", DEA SPOSTA I 60.000 EURO DA BELLI ALLA MACERATINI

Blitz di fine estate in Via Guazzatore: Distribuzione elettrica adriatica SpA, con i soldi risparmiati, si inventa una figura da top manager da 120.000 euro l'anno. L'avviso pubblico è per un Direttore Finanziario: pubblicato l'8 agosto, scadrà il 28. Venti giorni blindati a ridosso di Ferragosto con requisiti "sartoriali" che tagliano fuori i concorrenti esterni per premiare la fedeltà della recanatese

Di Sandro Pangrazi | 25-ago-2026 6 min di lettura
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FERRAGOSTO COL "CAPPOTTO", DEA SPOSTA I 60.000 EURO DA BELLI ALLA MACERATINI

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di Sandro PANGRAZI

Un incastro (quasi) perfetto, di quelli che si vedono raramente persino nella spregiudicata finanza d'assalto... figuriamoci in campagna, nelle partecipate osimane. All'interno di Dea SpA, la controllata del Gruppo Astea quotata in Borsa, i soldi e le poltrone non spariscono: cambiano semplicemente proprietario con una velocità e un tempismo da record. 
Pensavate che i 60.000 euro, circa, risparmiati in stipendio all'estromesso RIDERELLI BELLI potessero riposare in pace in banca?
Sbagliato! Appena depennati alla voce "Contratto di Rete" e alla fine della "codatorialità", la stessa somma, grosso, torna in circolazione cambiando semplicemente conto corrente.
L'ultimo bando pubblicato da Dea per trovare il nuovo Direttore finanziario (ma in inglese fa più figo e legittima qualche euro in più se lo definisci "Chief Financial Officer") ha tutta l'aria di essere il classico "cappotto sartoriale": un concorso (pubblico obbligatorio per legge) che parrebbe cucito su misura per blindare l’attuale dirigente interna, la recanatese Lucia MACERATINI, proprio mentre RIDERELLI BELLI, il silurato ex Direttore generale, piange ancora la perdita di un incarico extra da circa 60.000 euro l'anno.

Ecco in cinque mosse logiche i passaggi che spiegano come potrebbe consumarsi questo capolavoro contabile della burocrazia estiva osimana.

1. Il siluramento di Belli e il tesoretto liberato
Tutto inizia il 7 agosto 2026. 
L’Assemblea dei soci di Dea decreta lo scioglimento ufficiale del Contratto di Rete con la holding madre Astea. 
Finisce così l'era della cosiddetta "codatorialità" (ma chi ha inventato questo termine?), ovvero dei dirigenti condivisi tra le due aziende. 
A farne le spese per primo è ovviamente il Direttore generale, ingegner Massimiliano RIDERELLI BELLI: la sua poltrona in Dea viene cancellata con un colpo di spugna e le sue funzioni assorbite dall'Amministratore delegato Antonio OSIMANI. 
BELLI torna a fare il Direttore generale solo in Astea (comunque senza rischi di fine mese, essendo pur sempre stipendiato sui 140.000 euro annui, bonus di risultato per circa una mensilità, auto aziendale e be4nefit vari in grado di rendere meno amara la pillola.
Ma pur sempre dovendo dire ciao (vedremo nel tempo se sarà un vero addio o solo un arrivederci) agli amati 60.000 euro annui, stimati quale indennità. 
Ma quel budget risparmiato da Dea, come vedremo, non resterà inutilizzato in banca troppo a lungo.

2. Spunta in Dea uno stipendio d'oro da Top manager
Passano meno di 24 ore dal 7 agosto e Dea, a sorpresa, invece di andare al mare lancia un nuovo bando per l'individuazione di un capo dei conti. 
Questa volta non si cerca un professionista in condivisione (come con BELLI in prestito da Astea) ma un Dirigente a tempo pieno e indeterminato. 
Le cifre messe sul piatto, del resto, sono da capogiro per il mercato locale: una retribuzione fissa d’ingresso che va da 90.000 a 120.000 euro lordi all'anno. 
A questa montagna di soldi si aggiungerà il cosiddetto incentivo variabile individuale, ovvero ricchi bonus legati all'andamento del bilancio. 
Un pò come i blindatissimi contratti dei calciatori: al primo gol una montagna di soldi. Tre gol, tre montagne...
In pratica, i soldi risparmiati tagliando la poltrona di BELLI sono stati immediatamente dirottati per raddoppiare lo stipendio della Direzione finanziaria.

3. Requisiti "sartoriali" sbarrano la strada ai concorrenti
In teoria il bando è pubblico e aperto a tutti (anzi ci sarebbero ancora tre giorni per mettersi in fila) ma nei fatti è blindatissimo. 
Per potersi candidare al maxi stipendio non basta la laurea in Economia. 
I requisiti minimi richiedono almeno 10 anni di esperienza come Direttore finanziario in aziende pubbliche o partecipate dei servizi di pubblica utilità e, come se non bastasse, almeno 10 anni di esperienza tecnico-regolatoria maturata specificatamente nel settore della Distribuzione di energia elettrica. 
Come dire voglio, assolutamente voglio, null'altro che…
Da un bando all'altro, visto che di pubblica amministrazione sempre parliamo, come la selezione Erasmus+ del Campana Corridoni che assegnava in partenza ai dirigenti punteggi non colmabili mettendo in palio 10 giorni 100% gratis sulle spiagge di Aruba.
Tornando a Dea, nel panorama italiano, i manager con un curriculum identico a quelli indicati nel bando si contano però sulle dita di una sola mano. 
O non esistono. Tranne che per un nominativo.
L'identikit sembra portare dritto a un solo nome: la dottoressa Lucia MACERATINI che gestisce quei conti da oltre trent'anni per Astea.

4. Il blitz di Ferragosto: 20 giorni e tutti al mare
A togliere ogni dubbio sulla natura dell'operazione è il tempismo cronometrico della pubblicazione, un vero e proprio "blitz di Ferragosto". 
L'avviso viene caricato sul sito l'8 agosto (il giorno esatto dopo il licenziamento di BELLI) e scade inderogabilmente il 28 agosto. 
Soli 20 giorni di tempo, piazzati a scanso di equivoci, nel cuore pulsante delle ferie estive italiane per eccellenza, con il Paese paralizzato, le segreterie aziendali sbarrate e l'oggettiva impossibilità per qualsiasi candidato esterno di reperire certificati e documenti istituzionali. 
Un tempismo perfetto per scoraggiare i "disturbatori" da fuori, lasciando la pista libera a chi ha già i faldoni pronti nel cassetto di Via Guazzatore.

5. Verso la conferma (ma con il super-contratto)
Cosa succederà adesso? La MACERATINI, se non vuole essere tagliata fuori dai grandi giochi di Dea, dovrà per forza di cose partecipare. 
Se vincerà, come tutto lascia supporre visti i requisiti richiesti, incredibilmente simili al curriculum del possibile Direttore finanziario, per lei non cambierà il lavoro quotidiano, ma cambierà radicalmente la vita del portafoglio. 
Cesserà di essere un "quadro" in prestito da Astea per diventare a tutti gli effetti una Dirigente Top, in esclusiva di Dea SpA, sanando in tal modo l'impegno preso dall'azienda con la Borsa di Milano e incassando un aumento di stipendio stimabile in un +30 o 40% rispetto al passato; euro più, euro meno una differenza in più di circa 60.000 euro, giusto la somma mancante a BELLI RIDERELLI.
Un finale che parrebbe già scritto, dunque, dove la spending review ha colpito solo la Direzione generale per incoronare, con gli interessi, la Regina dei conti.

N.B. Per la cronaca Dea gestisce le reti di distribuzione di diverse località tra cui, oltre Osimo, anche Recanati, Polverigi, Offida e Magliano di Tenna; extra regione Dea è presente ad Ortona e San Vito Chietino, oltre che a Sanremo per un totale di circa 90.000 punti luce al 31 dicembre 2025.

Parlando di Top manager da 120.000 euro l'anno, forse ci scappa qualcosa...

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(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)

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