OCCHIO ALL’ULTIMA MODA TRUFFALDINA, QUELLA “DELLA PRESA IN GIRO” SUL DISPLAY DEL CELLULARE APPARE NUMERO NOTO A CUI NON CREDERE

Un osimano di 57 anni non cade nel trabocchetto e consente di denunciare un impostore di Frosinone per tentata truffa. Ha provato a far credere di essere un funzionario bancario antifrodi e che il conto corrente era a rischio. Poi, dopo dieci minuti, un complice si è rifatto vivo al telefonino della mancata vittima “clonando” persino l’utenza dei Carabinieri… spacciandosi per il Maggiore Giglio!
La brutta moda di buttare nei discorsi, sempre più spesso, termini inglesi di cui, da buoni italiani, ignoriamo e/o neanche immaginiamo lontanamente il significato… sta facendo la fortuna dei nuovi truffatori on line, sempre attenti ad aggiornarsi alle novità offerte dalla tecnologia.

Se i giornali, ad esempio, avvisassero la popolazione della nuova truffa, detta in parole povere ma chiare “della presa in giro”, decine e decine di migliaia di possibili prede alzerebbero subito le antenne… quanto meno per non essere etichettati, da parenti e amici, come i nuovi fessacchiotti di turno.
Ovviamente in Italia è molto più figo storpiare termini sconosciuti, in questo incoraggiati tutti i giorni da media e Istituzioni, con sempre più italiani invitati a comportarsi da perfetti babbei… grazie alle nuove sceneggiate infiocchettate, ad esempio, con termine piacevole di “spoofing telefonico”.

Spoofing che altro non significa l’atto di scaricare su un cellulare, attraverso una banale applicazione pirata, la tecnologia utile a far apparire, al numero chiamato, un mittente noto o rassicurante, in genere di una utenza telefonica fissa. Esempio: la propria banca; oppure come accaduto ad Osimo, persino visualizzare il numero dei Carabinieri!
Ovviamente la tecnologia nulla potrebbe se, dall’altra parte, a rispondere “pronto”, non ci fosse lo sciocco di turno, facile ad impaurirsi e a credere alla chiunque.

Attenzione. Non stiamo parlando di truffe agli anziani (che presuppongono tutt’altra tecnica e abilità) ma di banali tentativi basati sulla stupidità del pollo agganciato.
Ad Osimo, venendo quindi alla notizia, a rispondere “pronto”, nei giorni scorsi, è toccato ad un 57enne (parrebbe teoricamente dotato di normale intelligenza) sul cui display è comparsa l’utenza della propria banca, esattamente l’ufficio antifrode.
Il bancario, in parole povere, informava, tutto trafelato, di aver scoperto un tentativo di intrusione informatica sul proprio conto corrente e che si rendeva necessario, per evitare di vedersi prosciugati i risparmi depositati in banca, trasferire con bonifico l’intero capitale su un conto protetto.
Il tutto con la massima urgenza dettata in minuti.

Comunicato all’osimano l’iban su cui eseguire il giroconto necessario, il 57enne, per fortuna almeno dubbioso, è stato raggiunto nel giro di poco da un’altra telefonata. Stavolta a chiamare erano persino i Carabinieri della Compagnia di via Saffi, in persona del comandante Maggiore Gianluca GIGLIO.
Cosa c’entrassero i Carabinieri con una incursione informatica ancora da avvenire, lo lasciamo alla fantasia e alla buona volontà del prossimo truffatore. Probabilmente, così facendo, dall’altra parte del telefono una seconda persona voleva avvertire il malcapitato, dopo la segnalazione dell’ufficio antifrode, di accelerare i tempi.
E per essere ancora più credibile lo sconosciuto affermava di essere nientemeno che il Maggiore GIGLIO in persona e anzi, se avesse voluto essere gentile per la premura, poteva, già che c’era, riconoscere una mancia pure all’ufficiale! Pronto il numero di PostePay 5333 1711….
Roba da pazzi o da troppo furbi. In questo caso pazzi furbi ma non troppo.
L’osimano, mangiata ampiamente la foglia, ha intuito la stranezza di queste telefonate preferendo, anziché effettuare il giroconto e salvare i risparmi, telefonare in caserma alla ricerca del Maggiore GIGLIO, quello vero.
A questo punto c’è voluto meno di un attimo, comunicati ai Carabinieri i dati della Postapay (unica cosa vera dell’intera operazione) risalire al proprietario, intestatario della tentata truffa. Trattasi di un poveraccio di Frosinone, 39 anni, sin troppo noto alle Forze dell’Ordine per dedicare il proprio tempo a turlupinare i sempre notevolissimi ingenui sparsi nello Stivale, facendo proprio il motto, per intenderci di quella autentica maestra di nome Wanda MARCHI.
“Ogni mattino, al risveglio, centinaia di cretini si sono appena alzati con me… al lavoro!”.
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