ONORE AI PARA’ DELLA 183° E 184° NEMBO, LIBERATORI DI FILOTTRANO IERI TOCCANTE RIEVOCAZIONE PER GLI 80 ANNI DELLA BATTAGLIA

Apposta una lapide a ricordo del “ricostituito esercito del Sud” che pagò con 425, tra deceduti, feriti e dispersi, i dieci giorni del decisivo scontro contro l’occupante tedesco. Combatterono eroicamente, con il cuore… di rincalzo, lasciando sul terreno quasi 200 morti, morti per Filottrano
(da Youtube la banda congedati del Nembo)
In ricordo dell’eccidio del 30 giugno 1944 di dieci innocenti cittadini filottranesi, prelevati nelle proprie case da un manipolo di circa 20 SS tedesche, comandate da un Tenente alla ricerca di dieci uomini a caso da fucilare; quale ammonimento alla popolazione filottranese circa la parte con cui stare in vista dell’imminente battaglia – 1° luglio, 9 luglio – combattuta per liberare la risalita alleata verso il porto di Ancona.

Armando FALAPPA (muratore), Aniello BONTEMPI (muratore), Armando ARMILLEI (pittore), Domenico MANTINI (sarto), Ovidio GIULIODORI (facchino), Luigi FUSCO (terrazziere), Giuseppe BOTTEGONI (muratore), Giocondo MENGARELLI (straccivendolo), Pietro TAVOLONI (fruttivendolo) ed Eraldo GIULIODORI (fattorino postale).
Senza alcuna dichiarazione di accusa i dieci martiri vennero sequestrati e condotti al foro Boario per l’esecuzione di massa, di ammonimento alla popolazione, in vista della battaglia imminente… la Battaglia di Filottrano, ricordata ieri, a 80 anni dai gloriosi fatti d’arme che nel rinato esercito del Sud, dopo la sciagura dell’8 settembre, trovò la consacrazione per il riscatto dell’Italia.

Protagonisti, ieri come allora, luglio ’44-liglio ’24, del duro scontro sull’occupante tedesco, furono i parà del 183° e 184° reggimento “Nembo” che pagarono con la vita la riconquista della libertà, insieme alle truppe alleate polacche e inglese, per 425 volte tra morti, feriti e dispersi.

In ricordo del valore e dell’eroismo dimostrati nella battaglia per la liberazione di Ancona e delle nostre contrade (tra le più significative combattute sotto la linea Gotica di occupazione, subito dopo quella di Cassino) ieri pomeriggio Filottrano ha ospitato, come ogni anno, una rappresentanza della Nembo, il cosiddetto “cuore di rincalzo” che consenti a tanti giovani di allora di unirsi al nucleo parà e scegliere le armi per puro amor di Patria!
Non a caso celebre di quei giorni, in un cimitero improvvisato con 185 militari caduti, fu la frase scritta da un anonimo: “Curate i nostri morti, sono morti per voi”.

Una emozione forte, da lacrime agli occhi, quella di ieri vissuta a Filottrano con tante gente a seguire il ricordo di quei giorni solo apparentemente lontani.
Con Luca PAOLOROSSI per la prima volta presente alla rievocazione con tanto di fascia Tricolore, la cerimonia è proseguita con l’apposizione di una lapide di marmo con su scritto:
“In ricordo di tutti i civili e i militari che, guidati da amor di Patria, senso dell’onore e coraggio, hanno sacrificato la propria vita per l’Italia.

A dimostrazione tangibile di altruismo e spirito di servizio senza uguali nel difendere i valori e la libertà del nostro Paese. Ora e sempre… Nembo!.
Presente per la Regione Marche il Presidente Dino LATINI e rappresentanze militari delle varie Armi, l’appuntamento per gli 80 anni della Battaglia è scorso via rapido, suscitando in ognuno emozioni e ricordi personali.

Il prossimo anno, per l’81° anniversario e maggior tempo a disposizione dell’Amministrazione PAOLOROSSI per una rievocazione più degna, si spera di organizzare l’appuntamento della prima decade di luglio in maniera ancor più degna, prevedendo magari il lancio su Filottrano dei paracadutisti dell’attuale 183° e 184° reggimento Nembo con rispettiva bandiera di guerra e la festosa presenza della banda congedati del Nembo.

Auspicabile anche, per Filottrano tutta, che PAOLOROSSI riesca del miracolo di ridare nuova “visibilità” ad un avvenimento che meriterebbe ben altra eco rispetto alle sbiadite cronache locali, neanche puntuali, che narrano senza pathos dell’amor patrio filottranese come un ricordo confinato agli anziani e a quanti ne patirono le conseguenze con la vita.
W Filottrano, W l’Italia!
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