OSIMANA: 4 OTTOBRE 1922-22 LUGLIO 2026, CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA PER MOROSITA'
Il tempo stringe: oltre le barricate di silenzio e i presunti buchi tributari, per Antonio Campanelli restano soltanto due scialuppe di salvataggio per evitare il naufragio prima del 22 luglio. La prima è sportiva: sedersi al tavolo e transare con quel che resta di calciatori e allenatori per bloccare le messe in mora. La seconda alternativa è puramente istituzionale: fare un passo indietro immediato e consegnare le chiavi della società direttamente nelle mani del Sindaco, prima che la storica matricola "920713" venga cancellata per sempre.

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
INIZIAMO UNA NUOVA SETTIMANA e anche oggi non ringraziamo nessuno! Facciamo a meno del caffè che non hai mai donato e ti auguriamo comunque buona lettura GRATIS. Un pochino dovresti però vergognarti per non aver MAI cliccato qui: paypal.me/osimooggiblog Sei invitato ad una piccola riflessione.
N.B. Se ritieni giusto sostenere il giornale della tua città, puoi andare direttamente alle Poste e donare ciò che vuoi ricaricando la carta Poste pay numero 4023 6013 6599 0332 intestata a Sandro PANGRAZI C.F. PNG SDR 58B19 G157O
****************************************************************************************
di Sandro PANGRAZI
Osimana: 104 anni di storia della massima società sportiva cittadina rischiano di spegnersi definitivamente.
Mentre i tesserati avanzano da pochi mesi... fino a un'intera stagione di rimborsi, e con il possibile emergere, pure, dello spettro di un buco Iva sulle sponsorizzazioni fatturate nelle ultime annate, rischia sul serio di bruciarsi l'identità sportiva e sociale della vecchia, gloriosa, cara Osimana.
Nel caso abbiamo già anche la data e perfino l'ora della morte, con la tagliola del 22 luglio, ore 19, che si avvicina inesorabile con l'avvicinarsi del termine ultimo di iscrizione fissato dalla Federazione.
Sul Presidente-lavoratore Antonio CAMPANELLI parrebbero davvero iniziare a stringersi il cerchio delle responsabilità, personali e civili, lasciando 400 famiglie del territorio nell'incertezza più totale e una città, emotivamente legata ai colori Giallo-Rossi per questioni affettive prima che sportive, nel buio più assoluto di notizie.
Non ci sono cifre ufficiali, ma il silenzio che avvolge i conti dell’U.S.D. Osimana fa paura, quanto è più di cartelle di Agenzia delle Entrate esigibili.
Dietro i no comment ripetuti da CAMPANELLI quasi come un disco rotto, persino ai più stretti collaboratori rimasti, la realtà parla di un'ultima stagione drammatica che si somma ad altre stagioni pure drammatiche dal punto di vista economico: una società svuotata dai tesserati in fuga e paralizzata dai debiti verso chi è rimasto a lottare senza vedere un euro per un anno intero.
Il questo teatro, ben oltre il limite del collasso, il countdown per salvare l'Osimana e il titolo sportivo dell'Eccellenza è iniziato, ma senza sanare la regolarità economica verso i lavoratori sportivi (scadenza formale al 30 giugno) il via libera della Figc non arriverà mai.

Senigallia, dicembre 2023, ultima soddisfazione sportiva per l'Osimana nell'anno post centenario
Il paradosso del Presidente-custode e degli auto stipendi
Il fulcro di questo drammatico sistema ha un nome e un cognome: Antonio CAMPANELLI, rampollo di una casata che pure ha dato molto ad Osimo, da oltre dodici anni uomo solo al comando del club GialloRosso.
La sua, però, è una figura atipica nel panorama dei patron dilettantistici.
CAMPANELLI è noto a Osimo per aver interpretato, specie negli ultimi anni, un ruolo decisamente borderline: quello del Presidente-stipendiato come uomo di fatica tuttofare.
Da un lato massimo dirigente politico del club, dall'altro operatore sul campo come un custode e magazziniere dei manti erbosi del Diana e del Santilli, le strutture pubbliche che il Comune di Osimo ha dato in concessione alla società.
Un paradosso gestionale in cui chi avrebbe dovuto immettere risorse proprie ha storicamente ha invece attinto, pro domo propria, dall'attività quotidiana legata agli impianti del territorio e alla genuina passione sportiva degli osimani.
E mentre la gestione del Calcio cittadino - guarda caso portato ad Osimo da mio nonno Galliano PANGRAZI nel 1922 - si avvitava concentrandosi nelle mani di una sola persona, attorno le macerie economico-finanziarie aumentavano, sempre più preoccupanti, giorno dopo giorno.
Chi ha fiutato il vento ed ha avuto la possibilità di scappare lo ha già fatto mesi fa. Chi è ancora rimasto si trova oggi intrappolato in una situazione drammatica, con pendenze che per molti collaboratori sono di alcuni mesi ma che per altri coprono l'intera annata agonistica 2025/2026.
Capitan PATRIZI alza al cielo la Coppa Italia Marche 2023
La contestazione ultras e il silenzio di tomba fatto scendere ad arte sulla vicenda
Da settimane, però, sullo stato dell'arte chiamato Osimana è calato un silenzio di tomba, sia a livello mediatico (figuratevi se qualcuno in città ha voglia o è in grado di fare domande o indagare) che personale.
Il blackout è scattato subito dopo la clamorosa e netta presa di posizione degli ultras GialloRossi, a fine campionato; tifoseria organizzata che, attraverso un paio di duri comunicati, ha "invitato" perentoriamente CAMPANELLI a mollare e dirsi addio.
Un invito che si scontra contro un paradosso logico: mollare a chi?, visto che all'orizzonte non si intravede alcuna cordata pronta a rilevare il club.
Chi sperava in un miracolo diplomatico (sponsor pesanti attraverso la politica) o in un soccorso geopolitico interno alla città (vedi la nascita della recente Fondazione intitolata ad Enrica CAMILLETTI TONTI) è sinora rimasto deluso.
Anche gli ultimi arrivati, i "cugini" dell'Osimo 2011, hanno sgombrato il campo già da settimane, dichiarando in modo netto e ufficiale la totale estraneità e il disinteresse assoluto verso la vicenda.
Da quel momento, il Presidente si è trincerato dietro un mutismo impenetrabile.
Agli ultimi, pochissimi collaboratori rimasti fedeli a presidiare la struttura, CAMPANELLI continua a non dare spiegazioni, scrollando negativamente il capo e rimandando qualsiasi risposta o rassicurazione sul futuro.
Una strategia dello struzzo che non cancella i problemi, ma che in vista della ghigliottina del 22 luglio ne amplifica la gravità.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
L’ombra del buco Iva e il totale isolamento legale
Come se non bastasse il dramma sportivo dei tesserati, sulla testa del sodalizio e di CAMPANELLI in particolare, come conseguenza, pende un'indiscrezione ancora più pesante. Voci ufficiose, ma sempre più insistenti e verosimili, parlano di una criticità contabile pesante: l'Iva legata alle sponsorizzazioni che pure sarebbe stata incassata ma mai versata per intero all'erario.
Un buco patrimoniale che rende il club, se le info dovessero trovare conferma, peggio che radioattivo per chiunque.
Nessun dirigente sano di mente firmerebbe un passaggio di consegne ereditando una simile voragine con il Fisco.
Grazie alla natura giuridica dell'U.S.D. Osimana – registrata come Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) classica e priva di personalità giuridica – la legge italiana parla chiaro: a rischiare il tracollo economico è Antonio CAMPANELLI e nessun altro.
Davanti alle cartelle esattoriali dello Stato e ai decreti d'ingiunzione dei tesserati, il Presidente risponderà in solido con il proprio patrimonio personale.
I suoi interessi, le sue attività e le sue coperture private sono le uniche, se le cose dovessero davvero finire peggio che male, a rischiare di finire sul banco degli imputati.
La tagliola del 22 luglio e lo scippo a 400 famiglie
In tutto questo scenario non esistono sconti, proroghe o margini di trattativa.
Sul destino dell'Osimana pende la tagliola del 22 luglio, fissata tassativamente dalla Federazione alle ore 19 precise.
Un limite che va rispettato al millesimo di secondo, pena la conseguente morte sportiva.
Entro quell'istante il portale telematico della Lega nazionale dilettanti Marche si bloccherà automaticamente.
Se la società non presenterà le liberatorie dei tesserati pagati e le tasse d'iscrizione (quest'ultime appena 4 o 5.000 euro, una inezia rispetto al problema generale), sarà morte sportiva immediata.
Con un anticipo di oltre un mese ormai rimangono solo due certezze, incontestabili e purtroppo incontrovertibili: la data di nascita dell'U.S. Osimana, il 4 ottobre 1922, e la data presumibile della sua morte: 22 luglio 2026.
Alle 19:01 del 22 luglio, insieme alla prima squadra, in caso di esito negativo svanirebbe nel nulla anche la storica matricola Figc "920713" dell'Osimana.
Con essa, morirebbe di colpo l'intero settore giovanile.
Parliamo di circa 400 ragazzini mantenuti da altrettante famiglie osimane che pagano lautamente, circa 500 o 600 euro l'anno, le quote di iscrizione ogni stagione.
Insomma l'unica forma di entrata certa, pulita e costante nelle casse della società, drenata fino all'ultimo centesimo prima del baratro.
Dalle 19:01, tutti questi giovani atleti si ritroverebbero o si ritroveranno svincolati d'ufficio, con loro i rispettivi allenatori, liberi di accasarsi altrove ma privati della loro identità sportiva.
https://www.dottromaldini.com/
Le uniche due vie d'uscita e il rischio sociale
Sgombrato il campo dalle illusioni, per CAMPANELLI restano soltanto due strade percorribili per evitare il definitivo baratro, due vie d'uscita che vanno imboccate subito:
La via diplomatica/sportiva: convocare immediatamente i tesserati e i collaboratori per concordare un piano di saldo e stralcio o una rateizzazione degli importi scaduti, evitando le messe in mora formali e salvaguardando l'iscrizione per la stagione 2026/2027 da affrontare con quel che c'è e con chi ci sta.
Oppure non resta che la resa istituzionale: fare un passo indietro immediato, anzi due e consegnare ufficialmente le chiavi della società nelle mani del Sindaco Michela GLORIO, affinché si adoperi nel disperato tentativo di tessere una tela politica e imprenditoriale per un autentico miracolo dell'ultimo secondo.
Una cosa è certa: diversamente, in caso di morte sportiva del club, anche il quieto vivere quotidiano dello stesso CAMPANELLI, all'interno della comunità osimana, potrebbe risultare un obiettivo tutto da raggiungere.
Distruggere un secolo e passa di passione calcistica e tradire la fiducia di quattrocento famiglie e l'affetto di una parte ancora considerevole della città, lascerebbe un marchio sociale indelebile.
L'appello ora si sposta sui tavoli di Palazzo Comunale.
Il Comune, proprietario degli impianti Diana e Santilli, ha il dovere morale e amministrativo di non imitare il Sindaco Alberto NICCOLI edizione fino al 1998 (quando l'Osimana, guidata da NOVELLI toccò un fondo che si pensava non più ripetibile) e pretendere una svolta immediata.
Le chiavi dei campi comunali devono essere tolte, prima dell'irreparabile, a chi ha confuso il ruolo di Presidente con quello di dipendente di se stesso, se non verranno fornite garanzie immediate di disponibilità all'abbandono.
Le strutture pubbliche vanno blindate e messe subito a disposizione di nuove forze sane del territorio (ammesso che GLORIO possa essere in grado di imitare di tessere una tela, simil LATINI, orchestrata nel 1999) capaci di far nascere un'accademia calcistica pulita e trasparente.
Il fango resti in capo a chi lo ha generato; i 400 giovani necessitano di respirare solo aria di sport, la memoria di Galliano PANGRAZI merita maggior rispetto e Osimo di tornare ad essere, in vista del titolo di città Europea dello Sport, almeno una città normale.
Antonio CAMPANELLI, Presidente-lavoratore, stipendiato di se stesso!




