PARCAROLI CONFERMATO, CAMPO LARGO IN FUGA, DISCARICA CONGELATA
Il ballottaggio dà ragione ad Acquaroli e spegne gli ultimi focolai di protesta per via Fratte. Non decisivi, al momento, i ricorsi e le 2.600 firme raccolte tra Montefano, Filottrano e Osimo: l'Ata 3 non ha più fretta. Per la discarica sarà tregua elettorale fino a tutto il 2027; poi, puntualmente, il tema tornerà come un grimaldello politico anti Osimo 2030

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di Sandro PANGRAZI
L’auspicio degli osimani, senza distinzione di colore politico, da Destra a Sinistra, si è infine concretizzato oltre ogni ragionevole dubbio.
Sandro PARCAROLI si è confermato Sindaco a Macerata vincendo il ballottaggio con il 54.3% delle preferenze rispetto al 45.7% dello sfidante del campo largo, Gianluca TITTARELLI.
Paura passata, dunque, e grande sospiro di sollievo collettivo.
Con questo verdetto delle urne, la designazione di Montefano – quale sito ideale in via Fratte per insediare la nuova discarica provinciale di Macerata in sostituzione dell'invaso di Cingoli ormai prossimo alla chiusura – è formalmente e quasi ufficialmente archiviata.
La mossa strategica della Regione made ACQUAROLI
Complice la debolezza dell’offerta politica della controparte, la strategia ha funzionato alla perfezione.
Una mossa ispirata direttamente in sede regionale per blindare il successo del Centro-Destra in un momento che rischiava di farsi delicato, specie dopo il risultato in bilico di Senigallia e la netta sconfitta subita a Fermo.
Blindare Macerata significava anche spegnere i focolai di protesta più caldi.
Ergo, per almeno un paio di anni, i cittadini di Montefano e i residenti dei territori limitrofi – da San Biagio di Filottrano fino a Passatempo – non sentiranno più parlare del progetto della discarica a ridosso dei confini osimani.
Il movimento politico "Su la Testa", tra i pochi ad aver chiarezza sull'ingranaggio, può così esporre i propri manifesti per rivendicarne il risultato:
"Non si farà la discarica vicino a Passatempo".
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Il silenzio di TITTARELLI e il nodo di Botonto
Per i più diffidenti, la prova più evidente e schiacciante di questo teorema geopolitico sta tutta nel rigoroso silenzio elettorale in cui si è trincerato Gianluca TITTARELLI nei giorni caldi del voto.
Il candidato del campo largo, per ovvia coerenza verso la propria base e il proprio elettorato nel capoluogo, non ha potuto in alcun modo cantare vittoria per lo spostamento a sorpresa.
Rivendicare il blocco della discarica a Macerata – salvando l'ipotesi di Contrada Botonto – avrebbe infatti significato ammettere il contestuale e inevitabile sacrificio delle colline di Montefano dove pure votano Pd e soci.
Un vicolo cieco comunicativo che ha paralizzato la Sinistra, lasciando al Centro-Destra la prateria ideale per blindare la riconferma di PARCAROLI e congelare l'intera pratica in un colpo solo.
Il paradosso di una "resistenza" diventata ormai inutile
Davanti a questo blindatissimo scenario di potere, sbiadiscono e perdono di peso tutte le fiammate di resistenza territoriale in corso.
Diventa nei fatti un esercizio perfettamente inutile la pioggia di ricorsi al Tar presentati dal Comune di Montefano contro le graduatorie dell'Ata 3, che avevano ribaltato i criteri scientifici dell'Università Politecnica delle Marche per imporre la scelta di via Fratte in via politica grazie a criteri ad hoc.
Allo stesso modo, rischia di trasformarsi in un folkloristico battaglione senza più una guerra, l'imminente e provocatoria mobilitazione della "colazione in discarica", programmata dal Comitato "No Discarica" per domenica 28 giugno proprio nei terreni agricoli di via Fratte.
Una mobilitazione di popolo vera, trasversale, capace di raccogliere complessivamente circa 2.600 firme di dissenso in pochissimo tempo.
Ma le carte bollate, il pic nic sul prato e i fiumi di firme arresteranno davvero l'iter?
No. Semplicemente l'Ata 3, non avendo più alcuna urgenza immediata da rincorrere, si occuperò d'altro.
Con Macerata politicamente blindata, l'Ente d'ambito accetterà serenamente qualsiasi iniziativa, attenderà l'esito dei tribunali senza ansie e farà scorrere il tempo.
Fino a quando? Almeno fino al 2028.
Vediamo perché.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
Una pace a tempo determinato: la scadenza dell'autunno 2027
Perché è certo non si tratterà di un addio definitivo a Montefano.
La discarica provinciale serve, i volumi residui stringono e, presto o tardi, il tema tornerà inevitabilmente a fare capolino nell'agenda politica locale.
Guardando il calendario delle scadenze istituzionali, però, la questione rimarrà congelata fino a tutto il 2027.
Quello sarà un momento di svolta estremamente delicato, in coincidenza con l'appuntamento delle elezioni Politiche '27 di autunno.
Fino ad allora, la bomba ecologica rimarrà disinnescata sotto la sabbia.
Il vero grimaldello elettorale del 2028, estendibile sino al 2030
La imponente macchina del dissenso e le migliaia di firme raccolte non andranno però perdute.
Basterà rinfrescarle e potranno tornare utili e spendibili nel 2028 una volta che anche il Governo avrà passato la paura dei cittadini arrabbiati alle urne, fermo restando che la popolazione di Montefano non ha quasi peso nel collegio e quella di Osimo e Filottrano andrà al voto in una circoscrizione differente.
Resta il fatto che a forza di non decidere e col trascorrere degli anni, dopo il 2028 il 2030 e l'appuntamento a Osimo nel 2030 non sarà più così distante e imprendibile dalla politica regionale, come appare oggi.
In quell'occasione, il tema della discarica potrà essere riutilizzato dalla Regione come un facile grimaldello elettorale per prendere due piccioni con una fava: muovere equilibri, spostare consensi e al limite "punire" una città dal 2014 ingovernabile per il Centro-Destra.
Per adesso, tuttavia, l'ordine geopolitico è garantito.
Come confermano anche le Liste Civiche Latiniane al governo ombra di Osimo, la parola d'ordine è "pace e bene".
Il 2028 è abbastanza lontano per pensarci oggi. Il 2030, poi, è praticamente invisibile.
Scambiamoci un segno di pace.
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