martedì, 09 giugno 2026

30 GIUGNO, PERCHE' AL SINDACO CONVERREBBE IL DOPPIO AZZERAMENTO BOTTEGONI & BUSCARINI

Se la questione Buscarini deve essere affidata dall'Assessore Bottegoni al suo badante politico Carullo, la delega alla PL sembra matura per un passaggio di mano. Con la scadenza del terzo mandato a tempo alla guida della Polizia Locale, cresce nei corridoi della politica la constatazione di un ciclo al capolinea e della necessità di fare chiarezza. L'invito è al Sindaco Glorio: recidere i legami, superare l'impasse dell'Assessorato senza voce e far partire il comparto di slancio.

Di Sandro Pangrazi | 09-Jun-2026 6 min di lettura
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30 GIUGNO, PERCHE' AL SINDACO CONVERREBBE IL DOPPIO AZZERAMENTO BOTTEGONI & BUSCARINI

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di Sandro PANGRAZI

Nessun urlo in consiglio comunale, nessuna dichiarazione di guerra aperta o strappo plateale. 
O almeno non ancora.
Eppure, nei corridoi della politica osimana, la sensazione di un ciclo giunto anzitempo al termine, si fa strada come una constatazione tanto silenziosa quanto inoppugnabile. La delega alla sicurezza urbana e l'efficienza della Polizia Locale, storicamente considerati pilastri per la stabilità del consenso cittadino, si trovano oggi e da tempo al centro di una paralisi che riflette dinamiche politiche logoranti e cambiali elettorali ormai giunte all'incasso. 
Al centro di questo lento scivolamento verso i margini dell'azione amministrativa si posizionano l’Assessore Lorenzo BOTTEGONI e il Comandante del Corpo Daniele BUSCARINI: due figure avvolte dal silenzio istituzionale, le cui parabole parrebbero mature per incrociarsi definitivamente sulla linea di traguardo del prossimo 30 giugno.

La presa d'atto: un assessorato senza voce e l'urgenza di PL
Il declino si consuma sul terreno amministrativo più scivoloso, dove le necessità reali della città non possono più attendere i tempi della diplomazia di palazzo. 
Il comparto si trova infatti stretto nella morsa dell'urgenza di rinnovare e ampliare il parco all'osso (numerico e qualitativo) degli agenti di PL e la delicata scadenza contrattuale del prossimo 30 giugno; data in cui terminerà il terzo mandato a tempo del Comandante BUSCARINI.
Nominato fiduciariamente dal Sindaco PUGNALONI e rinnovato "arbitrariamente" dall'ex Segretario comunale GASPARINI e persino dall'attuale Sindaco GLORIO.
In questo scenario, la constatazione che circola con insistenza negli ambienti politici è netta: di fronte alle scadenze cruciali e ai problemi strutturali della città, anche in fatture di crescente richiesta di sicurezza da parte del territorio, l’Assessore BOTTEGONI appare come incapace persino di prendere la parola e articolare un pensiero autonomo. 
La sua figura istituzionale sembra essersi dissolta, delegata o peggio commissariata dalla presenza del proprio segretario politico Antonio CARULLO, che ne gestisce l'immagine pubblica anche sulla stampa. 
Una debolezza evidente che spinge molti osservatori a ritenere ormai maturi ed inevitabili i tempi per un colpo grosso in arrivo, ovvero una doppia, silenziosa sostituzione: quella dell'Assessore e quella del Comandante.

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Il retroscena: i nodi e i favori della campagna elettorale 2025
Per comprendere l'immobilità attuale del settore è necessario riavvolgere il nastro e analizzare i passaggi chiave dell'ultima tornata elettorale. 
BOTTEGONI è stato a lungo identificato come il vero mediatore-ombra delle posizioni dello stesso BUSCARINI (tese a conservare, come le ha conservate, la poltrona) avendone legittimamente capitalizzato i possibili favori e l'influenza durante la campagna elettorale.
Favori quantificabili, senza esagerare, in una ventina di voti circa, utili a raccogliere consenso sul territorio e blindare lo scatto dell'elezione in danno delle liste minori pro GLORIO, Osiamo su tutte.
Un accordo di mutuo beneficio che, a distanza di un anno, mostra tutti i suoi limiti strutturali. 
Esaurita la spinta elettorale e con il traguardo del 30 giugno alle porte, quel legame strategico si è trasformato in una zavorra che immobilizza l'azione dell'Assessorato, privandolo di una reale prospettiva di rinnovamento e impedendo qualsiasi scatto di autonomia nella gestione del personale e quindi, per ricaduta, della vigilanza urbana.

https://www.dottromaldini.com/

Lo scudo di "Uniti per Michela GLORIO" e i dati di CARULLO
Il silenzio prolungato dell'Assessore contrasta nettamente con il tentativo di normalizzazione e difesa d'ufficio operato questa mattina sulla stampa cartacea da Antonio CARULLO, segretario 39enne dell’associazione "Uniti per Michela GLORIO". L'ingegnere di origini napoletane, che nella tornata elettorale del 2025 ha incassato 23 preferenze personali, è intervenuto in merito a un'assemblea di quartiere a San Biagio incentrata proprio sul tema della sicurezza. 
CARULLO ha provato a fare da scudo all'Assessorato con una nota ufficiale dai toni marcatamente programmatici:
"BOTTEGONI ha assunto la responsabilità di deleghe fondamentali come Viabilità, Polizia locale, Sicurezza urbana e Agricoltura, affrontando fin dal primo giorno sfide complesse e questioni rimaste troppo a lungo senza risposte adeguate. 
In questi dodici mesi abbiamo visto un Assessorato presente sul territorio, capace di ascoltare cittadini, i comitati, le attività economiche e le istanze delle frazioni, trasformando le segnalazioni in azioni concrete. 
Sul fronte della sicurezza - afferma ancora sicuro CARULLO - sono stati compiuti passi significativi attraverso il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza e il rafforzamento delle attività di controllo sul territorio".

Il contrasto tra la narrazione e la realtà percepita nelle frazioni
La difesa di ufficio di CARULLO tenta di accreditare l'immagine di una macchina amministrativa efficiente e vicina alle periferie, ma la realtà emersa dai comitati di quartiere e soprattutto raccontata troppo spesso dalla cronaca, fotografa una distanza siderale rispetto alla narrazione ufficiale. 
A San Biagio, così come nelle altre frazioni osimane, le segnalazioni dei residenti faticano a tradursi in interventi strutturali. 
I "passi significativi" rivendicati sulla carta si scontrano con la percezione quotidiana contraria dei cittadini, che lamentano la carenza di pattugliamenti sul asfalto urbano e un ritardo cronico nel potenziamento tecnologico promesso, ad iniziare proprio dall'utilizzo di un parco telecamere - oltre un centinaio - tra i più imponenti in circolazione. 
Il tentativo della Lista Civica socialista di farsi da portavoce o da badante politica a un Assessore non pervenuto non fa che alimentare il dubbio che l'attività del comparto sia mossa più da logiche di posizionamento politico che da una reale pianificazione operativa.

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L'appello a Palazzo: la mossa del Sindaco per ripartire di slancio
Il bivio decisivo si sposta ora inevitabilmente sulla scrivania del primo cittadino. L'invito, rivolto direttamente al Sindaco Michela GLORIO da chi osserva l'impasse amministrativa da una posizione di lucido pragmatismo, è quello di prendere la palla al balzo sfruttando proprio la boa naturale del 30 giugno.
La scadenza del terzo mandato a tempo del Comandante offre sulla carta l'occasione perfetta per liberarsi, con un'unica mossa strategica, di entrambe le facce del problema, azzerando una volta per tutte la questione sia sul versante politico che su quello funzionale del comando. 
I numeri del consenso elettorale, del resto, oltre 57% al primo turno e una opposizione di fatto inesistente, sono da tempo sul tavolo a confermare l'opportunità.
Solo recidendo i nodi ereditati dalla campagna elettorale e superando l'attuale gestione senza voce, Palazzo Comunale potrà ridisegnare da zero la gestione della sicurezza a Osimo e ripartire, anzi partire, di slancio.

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